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Io e la tecnologia

Io e la tecnologia.Potrebbe essere il titolo del post più breve del mondo. Anzi, potrebbe essere l’intero post. Fine.Sono un disastro. Una storia triste di un’ignoranza deplorevole e colpevole.Qualcuno, leggendomi, penserà: “eh però ha aperto un blog, chissà quanto studio dietro questo progetto”.Sì, in effetti è vero: digitare su Google “come aprire un blog” (gratis, ma questo dettaglio non è elegante, quindi avrei dovuto ometterlo) è stata una vera fatica. Estenuante, oserei dire.Mi si sono aperte 2.500 pagine di consigli, suggerimenti, moniti, ordini… Un’infinita quantità di materiale che mi sono stancata di leggere dopo dieci minuti. La mia proverbiale costanza nel fare le cose… Sono Gemelli, che colpa ne ho io?!Mi sono affidata a “Blogger”, che sembrava la soluzione migliore. Forse perché la più semplice per una neofita come me.Superato questo primo step, ho iniziato a creare il mio blog, prendendo come punto di partenza le varie opzioni che avevo a disposizione. Temi, colori, sfondi, caratteri, ecc… ecc… ecc… Cercando ovviamente di rimanere molto “basica”, dal momento che ben conosco i miei limiti.Fin qui la parte tecnica, al termine della quale dovevo anche pensare al titolo e alla descrizione del mio diario.Per me, che sono un’amante dei giochi di parole, è stato relativamente semplice. “Tonda d’urto”: già dal titolo si capisce che sarà un blog a metà tra il serio e l’ironico. Insomma, un luogo virtuale dove scrivere quello che (più o meno) mi passa per la testa.Sopravvissuta a questa laboriosa fase di progettazione, durata complessivamente qualche ora, ora mi sento espertissima.Ah, scusate, ho una comunicazione di servizio: Billuccio (Gates) se ti serve una mano per ampliare le tue conoscenze informatiche, chiamami pure senza problemi! 
Dicevamo, io e la tecnologia… Breve guida per conoscermi meglio.Cellulare: fedele al mio vecchio e mezzo scassato Samsung. Un trattorino di qualche anno che funziona alla perfezione (e qui partono gli scongiuri perché si sa che i Samsung da un giorno all’altro passano a miglior vita, soprattutto dopo che ne hai  pubblicamente decantato l’immortalità). Lo schermo rotto a mo’ di ragnatela gli conferisce un aspetto vintage che io adoro.PC: a casa lo accendo talmente poco che, quando capita, i miei figli lo osservano con stupore e strisciano le loro dita sul monitor convinti che sia “touch”, una sorta di cellulare gigante… Colpa mia che li tengo lontani da queste diavolerie moderne.Tablet: non pervenuto. Non riesco a capire l’utilità di un “coso” troppo piccolo per essere un PC e troppo grande per essere un telefono.Play Station e/o Nintendo: trattasi di? Io sono ferma al Commodore 16 o al massimo al Game Boy. Qualcuno mi aiuti.Agende elettroniche: vuoi mettere il fascino dell’agendina cartacea che ti regalano a dicembre nei negozi? Non ha la batteria e sei sicura di non perdere i dati a causa di qualche virus.Macchina fotografica: la Polaroid è ancora quanto di più avanzato la mia mente possa immaginare.Pare, nel frattempo, che siano arrivate anche le macchine digitali, nelle quali non devi inserire il rullino della Kodak da 24 o 36 foto… Mi potete gentilmente confermare? Kindle: ecco, questa è l’unica eccezione alla mia avversione per la tecnologia. Ce l’ho e lo trovo anche comodo perché mi permette di avere in tempo zero tutti i libri che voglio senza schiodare il sedere dal divano.Confesso però una (sua) debolezza: quando lo annuso non provo lo stesso irrefrenabile piacere che ho quando faccio la stessa cosa con le pagine di un libro “vero”. Eppoi io adoro collezionare libri!Insomma, il Kindle è comodo ma il libro-libro è tutt’altra cosa.Sono talmente allergica al progresso che, a questo punto, non mi vengono in mente altre diavolerie presenti a casa mia.Vabè, ci sarebbero il Silk-epil del 2009 e un “Sapientino”, di seconda mano, dei bimbi… ma non credo possano rientrare a pieno titolo nella categoria “elettronica”…Social network: quest’anno festeggio i 15 anni di fidanzamento con “Facebook”. Come tutte le coppie che si rispettino, abbiamo avuto alti e bassi ma, in fondo, ci vogliamo tanto bene. Lo uso molto spesso e grazie ad esso mi è venuta voglia di scrivere in modo più assiduo.Instragram: grazie di esistere. I tuoi filtri fanno miracoli e, a volte, mi fanno quasi sembrare fotogenica. Quasi, eh! Salvo poi tornare all’amara realtà quando mi guardo nello specchio dell’ascensore in ufficio… Un altro motivo per prendere le scale.Twitter: bocciato! Spiegatemi come condensare un pensiero in circa 150 caratteri. Impensabile per una come me, che non ha ricevuto il dono della sintesi.Linkedin: un mistero mai esplorato. Però ho scoperto di mandare inviti a casaccio a persone che non conosco. Mah…
Ora vi saluto: la batteria del mio cellulare dura 10 minuti e mancano solo 30 secondi allo spegnimento.
Vado a riesumare la macchina da scrivere.

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4 Opinioni

  1. eccetto che….per i capelli meravigliosi, il fisico strepitoso, la casa che occupa due stati e il fidanzato meno effeminato (questo è un bene però🤣)
    Vabbè dai la smetto di vaneggiare!
    Comunque volevo dirti che riguardo a blogger hai tutta la mia comprensione!
    Io l’ho provato solo mezz’ora e poi…sono scappata su un’altra piattaforma!
    Era così semplice da risultare difficile!!!!
    Ehhhhh sì! I Samsung questi sciroccati!
    Io conservo ancora un reperto storico il primo modello di smartphone samsung della serie galaxy s che ormai uso solo per la sveglia (sempre se inspiegabilmente non si

  2. No vabbè 🤣🤣🤣 adoro il tuo post!
    Io mi definisco un’ avventuriera della tecnologia anche se devo confessarti che il pre-smart aveva qualcosa di affascinante soprattutto perchè avevi moooolta più privacy e nessuno ti spiattellava all’improvviso un banner pubblicitario in cui ti “suggeriva” quale modello di ferrari fa al caso tuo solo perchè incuriosita avevi osato sbirciare quel messaggio pubblicitario tentata dall’idea di sognare un pò come quando da bambina giocavi con Barbie e lei aveva quella bella macchina…e adesso da adulta guardarla ti fa sentire un pò Barbie…vabbè eccetto che.

    • D’accordissimo sull’argomento privacy. L’assenza di quest’ultima è ormai totale. Usufruiamo di tanti servizi gratuiti non rendendoci conto che se lo sono è proprio perché qualsiasi cosa facciamo online sul browser o sulle nostre app viene raccolto e monetizzato rivendendolo in pacchetti infiocchettati a seconda dello scopo finale dell’acquirente. I pulsanti per disattivare microfono e fotocamera sui cellulari, gli ad-blocker e anti-tracker sono diventati miei amici fidati. Basta parlare di qualsiasi cosa vicino al proprio smartphone e ci si ritrova bombardati da pubblicità personalizzate

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