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KatrinPoeOffline

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  • L’orologiaio: l’intelligenza artificiale

    Mercoledì 27 dicembre 2022 Buongiorno ragazzi qui l'Orologiaio, vi scrivo questa e-mail dopo un periodo di ricovero forzato in ospedale grazie per i messaggi che mi avete mandato, non avete idea del circo che c'è qui dentro sono tre giorni di fila che ho la processione dei parenti in casa. L'unica cosa positiva è che non dovrò cucinare per almeno un mese comunque è tutto a posto ho avuto s... Altro...
    Mercoledì 27 dicembre 2022 Buongiorno ragazzi qui l'Orologiaio, vi scrivo questa e-mail dopo un periodo di ricovero forzato in ospedale grazie per i messaggi che mi avete mandato, non avete idea del circo che c'è qui dentro sono tre giorni di fila che ho la processione dei parenti in casa. L'unica cosa positiva è che non dovrò cucinare per almeno un mese comunque è tutto a posto ho avuto solo un forte calo a causa del troppo lavoro, l'ho sempre detto questo mondo è fatto per i ricchi chi nasce come noi comuni mortali, è fortunato ad arrivare alla pensione se nel mentre non ci lascia le penne. Anche durante il ricovero il pensiero andava alla mole di carta impilata sulla scrivania, fortuna che avevo con me la borsa con le mie cose almeno non mi sono annoiato. L'infermiera che si occupava di me non perdeva occasione per propormi l'ennesima rivista di gossip, aggiornandomi sugli ultimi pettegolezzi come se si trattasse del prossimo premio nobel cosa che trovavo molto divertente più o meno le giornate sono passate senza problemi, ripensando al motivo per il quale mi sono trovato li avrei dovuto saperlo, era solo questione di tempo da un po' di giorni mi sentivo strano tant'è che pensavo si trattasse di banale influenza, finché non sono svenuto davanti al locale dove ero andato per una cena di lavoro. Ragazzi non so descrivervi come mi sono sentito in ospedale, i dottori devono avermi dato qualche cocktail di quelli belli forti ho dormito per due giorni di fila al mio risveglio ero spaventato, disorientato e anche un po' incazzato perché nessuno mi diceva nulla, alla fine mi son pure sentito dire che sono un testone, per i dottori non dovevo affaticarmi ma solo rimanere a letto per rimettermi in forze, in pratica ho avuto un collasso è come se il mio corpo, avesse deciso in quel momento di mettermi a nanna ho davvero temuto per la mia vita. Devo ammettere però che da allora sono più calmo, quella piccola vacanza in ospedale mi ci voleva proprio anche se avrei evitato, come se non bastasse in quei giorni il mio Editor è passato a trovarmi non per sapere della mia condizione, non ha smesso un giorno  di assillarmi credo sia il momento o di cambiare casa editrice o di licenziarlo e di assumerne un altro. In questo settore so molto bene come funziona, escono di continuo nuovi talenti letterari ed è faticoso stare al loro passo, però scusatemi se ne parlo; venire in ospedale con me completamente assuefatto dai farmaci per dirmi che il mio libro fino a meno di una settimana fa best seller citato anche dal NYT, era sceso al terzo posto a causa del secondo libro scritto da un tiktoker o una roba del genere, chiedendomi per giunta, se avessi bisogno di una mano per continuare il ciclo narrativo. Voleva in pratica far proseguire il mio lavoro ad un'altra persona perché io ero in ospedale il bastardo, allora gli ho risposto che piuttosto avrei preferito bruciare tutto, alche infastidito è andato via per poi tornare alla carica il giorno dopo con un'idea fantastica a suo dire, mi ha messo davanti il tablet e scaricato una roba per scrivere testi automatizzata per darmi una mano con il libro, ma vi rendete conto? Non so nemmeno come descrivere ciò che ho provato in quei minuti, mentre lui andava decantando questo nuovo strumento che adesso tutti, ma proprio tutti stanno usando non solo in campo commerciale, ma anche nel settore creativo, artistico e letterario, io ero li che facevo finta di ascoltarlo mentre fantasticavo su quale oggetto lanciargli contro per primo, al solo scopo di farlo tacere su quella marea di stronzate che andava blaterando. Alla fine dopo dieci minuti di sproloquio ho fatto un bel respiro profondo, e ispirandomi ad uno dei miei tanti personaggi ho fatto una cosa che mai mi sarei sognato di fare, ho atteso che lui finisse e quando mi ha chiesto cosa ne pensassi della sua strabiliante idea, ho aspettato un paio di minuti come per dargli importanza, e subito dopo ho usato il pulsante rosso per far intervenire i medici, quando sono arrivati non ho dovuto far altro che dire loro che stavo per sentirmi poco bene, non appena lo hanno visto nella mia stanza non ho dovuto aggiungere altro, tutti nel reparto lo avevano già avvertito di non stressarmi e il dottore lo ha buttato fuori. Voi forse pensate che l'ha capito, e invece no visto la quantità di messaggi che mi ha continuato a lasciarmi in segreteria, dopo questa disavventura ho contattato un legale per aiutarmi nella fase di passaggio ad una nuova casa editrice qualora la mia abbia da ridire, desidero qualcuno che abbia stima per ciò che scrivo e rispetto per me.  Ad ogni modo tornando a noi, ho avuto del tempo per giocare un po' con quell'applicazione per la scrittura automatizzata, e non ho potuto far a meno di notare che in questi giorni si fa un gran parlare dell'impiego dell'intelligenza artificiale ad uso creativo, ho iniziato a scrollare le notizie un po' sul web e ho notato che si parla di questa cosa già da un po' di tempo non è qualcosa di questi giorni, però non si sa il perché ultimamente ci sono eserciti di pro e di contro, nondimeno, già si ipotizza una legislazione a misura del suo impiego per tutelare la proprietà intellettuale di artisti le cui immagini o creazioni, potrebbero essere usate senza il loro consenso ma non trovate la cosa alquanto bizzarra? Se ci pensiamo bene, una serie di leggi si potrebbero realizzare per difendersi da un uso smodato di un tipo di macchina creata dall'uomo, ma non si riesce a fare la stessa identica cosa, quando si tratta di difendere le proprietà intellettuali di grandi e piccoli creativi, artisti e  freelancer dall'uso improprio che ne fanno coloro che credendosi furbi, rubano il lavoro di altre persone realizzando opere o prodotti con un design, che non è frutto del proprio lavoro, ma del tasto copia e incolla del mouse. L'intelligenza artificiale (IA) dopotutto, è l'abilità di una macchina di mostrare capacità umane quali il ragionamento, l'apprendimento, la pianificazione e la creatività, in questa era viene impiegata già in diversi settori lavorativi a fini commerciali e non, ma si tratta pur sempre di una macchina, che è stata creata dall'uomo in quanto tale, seppur dotata di una tecnologia avanzata, senza l'infinito bagaglio artistico, creativo, storico e culturale fornito appunto nel corso della storia, non avrebbe nulla da poter usare, perciò si tratta pur sempre di un'intelligenza stupida che in ogni caso, deve essere programmata dall'uomo soddisfacendo per le aziende determinati criteri altrimenti sarebbe inutile, se non sbaglio è una cosa che ha detto anche quel cretino del mio ex Editor, l'ultima volta che l'ho visto. Al contrario coloro che se vanno in giro a violare il copyright a destra e a manca, copiando e incollando con il tasto destro del mouse, sono esseri umani senzienti che scelgono di propria iniziativa, di usare le idee altrui anzichè le proprie. La differenza è semplice nel primo caso siamo di fronte ad una macchina che esegue ordini per conto degli umani, il secondo è un essere umano che usa una macchina per di fatto violare di propria volontà la proprietà intellettuale altrui. In che modo è possibile difendere con una legge il lavoro dei creativi, musicisti, scrittori e artisti da una macchina programmata dall'uomo, mentre non riusciamo attraverso lo stesso metodo legislativo a difenderli dal furto di proprietà intellettuale perpetrato da altre persone? A parer mio siamo di fronte al classico caso del cane che si morde la coda, in cui un piccolo gruppo elitè di persone che possono permetterselo, creeranno le solite norme a loro favore, del resto nessuno è disposto a realizzare leggi che vanno a proprio svantaggio non credete? Concludo con una mia personale riflessione, siamo spaventati da uno strumento creato da noi e dopo averlo provato lo sono un po' anche io francamente, la tecnologia sta avendo sempre più la meglio sull'umanità perché glielo permettiamo, diventando pigri e noi abbiamo smesso di evolverci in quanto esseri intelligenti, però è anche vera un'altra cosa sta accadendo ciò che fu al tempo della catena di montaggio, che minacciava il lavoro manuale dell'uomo però nel tempo, abbiamo iniziato ad apprezzare quella tecnologia che in qualche modo aiuta oggi nella produzione in serie, permettendo così lo sviluppo del mondo come lo conosciamo oggi. Insieme al progresso si è visto poi la necessità di produrre merce a basso costo ottenendo anche prodotti di scarsa qualità e qui che mi aggancio con il mio discorso. Tutto dipende da noi e da come vogliamo sfruttare un nuovo strumento, in un'era di fatto sempre più dipendente dalla tecnologia, l'impiego della manodopera umana a vari livelli di creatività e lavoro diventa di fatto il valore aggiunto che fa la differenza e lievitare i prezzi, ne sono un esempio il settore tessile dell'alta moda e quello dei motori con le vetture assemblate a mano come per esempio la Pagani, ma non dimentichiamoci del settore letterario, artistico e creativo secondo la mia modesta opinione questa paura cesserà, nel momento in cui l'umanità riuscirà a diventare la versione migliore di se stessa, solo allora si potrà parlare di una reale evoluzione dell'uomo ed in quel momento potremo convivere, con ciò che abbiamo creato in tutti questi secoli di progresso tecnologico senza averne paura. Sono sicuro di aver dato a voi amici miei, alcuni spunti interessanti su cui riflettere e sono curioso di sapere cosa ne pensate in merito. Ah volevo dirvi anche un'altra cosa, ieri ho parlato con Paul al telefono dice che se il volo non ritarda dovrebbe tornare domani sera giusto in tempo per un aperitivo al Vecchio Trabocco e anche Roger sarà dei nostri, sarebbe bello poterci riunirci tutti un giorno. L'orologiaio
  • Parlami

    Musa tormentata e incompresa bramosa di conoscenza, insaziabile e vorace di utili virtù. Placa l’ignorante sete inondando con fresche acque colme di impareggiabile sapere. Con le altre tue sorelle fuggi e rifuggi da incomprensibili farfugli, che copiosi fuoriescono da vuoti involucri di carne e sangue un tempo tempio del sapere, oggi vuoti corridoi bui alimentati da fredde luci alogene. ... Altro...
    Musa tormentata e incompresa bramosa di conoscenza, insaziabile e vorace di utili virtù. Placa l’ignorante sete inondando con fresche acque colme di impareggiabile sapere. Con le altre tue sorelle fuggi e rifuggi da incomprensibili farfugli, che copiosi fuoriescono da vuoti involucri di carne e sangue un tempo tempio del sapere, oggi vuoti corridoi bui alimentati da fredde luci alogene. Ribellati nei cuori di chi ancora spera in un giorno di sole, in un giorno di pioggia, vi ricerca la virtù e la cultura del fare bene è meglio, di chi ricerca ancora un colore perfetto, un verso riuscito, un intaglio liscio e uniforme, rivelati ai più che bramano la conoscenza. Per coloro che si meravigliano ancora di fronte a un quadro, per chi freme di fronte alla poesia, per chi naviga estasiato sull’ultima terzina di una poesia lasciata incompiuta, rifugiati nei più di quanti ancora ti cercano sognanti in questa realtà buia sospinta dal freddo andar via veloce. Non si ha più tempo per la bellezza Non si ha più tempo per la cultura L’ignoranza del sapere fare di chi si riempie la bocca del nulla, privo di fondamento all’ordine del giorno riempiono ogni dove.
  • A piedi scalzi su vetri rotti

    È la continua sensazione nel lento incedere della mia vita, mentre il dolore diventa anestetico la mente è assente e continuo a camminare, questo è quello che ho fatto e che a volte continuo a fare; spesso inciampo e cado, ho imparato a rialzarmi sempre con più fatica, con lo sguardo perso nel vuoto cercando un punto fermo, perché, dopotutto la mia mente è stanca e bisognosa di un’oasi dov... Altro...
    È la continua sensazione nel lento incedere della mia vita, mentre il dolore diventa anestetico la mente è assente e continuo a camminare, questo è quello che ho fatto e che a volte continuo a fare; spesso inciampo e cado, ho imparato a rialzarmi sempre con più fatica, con lo sguardo perso nel vuoto cercando un punto fermo, perché, dopotutto la mia mente è stanca e bisognosa di un’oasi dove riposare. Mentre di scarlatto si colora il suolo, ho memoria di niente e di tutto, frammenti di vita distorti dall’ingenuità del mio animo, ma tutto ciò che ricordo e che associo alla verità conosciuta, mi rendo conto che non esiste. Normalmente siamo curiosi, spinti dalla voglia di conoscere e di sapere, creature ansiose di imparare, propositive  spesso spinte dal desiderio dei nostri cari, di scoprire attraverso noi quello che è un mondo nuovo, e per sapere se c’è qualcosa che loro ancora non sanno, noi veniamo al mondo spesso per cercare di arrivare laddove i nostri genitori non potranno giungere; siamo la loro immortalità. Attraverso noi figli devoti imparano, crescono, il loro è il fiorire di un desiderio di amore, di protezione e di curiosità per noi e per se stessi al contempo; ciò li spinge a guidarci verso l’ignoto e, poi, a lasciarci in esso, la fame di conoscenza può fornirci un primo strato di fondamenta preziose, per il futuro che attende solo di essere scoperto in questo modo riceviamo anche i nostri mattoncini colorati, e uno dietro l’altro, cerchiamo di costruire il nostro sentiero, possiamo costruirlo più o meno dritto, con colori diversi o a tinta unita, durante il processo è anche possibile che un mattone si scheggi se non stiamo attenti. Io ricordo solo il rumore dei miei pensieri, la solitudine tra le mura di casa, in presenza di amici, tra la gente, a tavola, in famiglia, l’eco dei vostri no, il rumore dei vetri rotti, il suono sordo dei pugni, i lividi sulla mia pelle che tu mi hai detto essere immaginari, non ho avuto confronto o riscontro, sempre torto, sempre sottomessa, sotto minaccia, sotto ricatto mi avete di fatto della mia vita privato. Non ho mai avuto il mio mattone colorato, non potevo, io non ero niente, rimanere in silenzio era il mio compito, con il conforto dei miei pensieri con cui ogni tanto parlavo, per non sentirmi sola. È sempre così che mi sono sentita, le mie parole  così come i miei pensieri, non contavano niente.  Smarrita, sbagliata, ignorata, senza una volontà che non fosse  la vostra, sono cresciuta sapendo di non valere niente; cosa che mi veniva ricordata ogni giorno. Cresciuta senza alcun sostegno, mi perdevo nelle vite degli altri con i loro mattoncini in mano, nelle mie solo dubbi, incertezze e domande senza risposta.  Ho imparato che non valgo niente, e, che i miei pensieri così come i miei desideri, sono nullità; ma non odio la mia famiglia, bensì ho appreso come disprezzare me stessa e ad accettare quei vetri rotti, rendendoli più preziosi dei mattoni perché sono solo miei e sono così belli stretti tra le mie mani. Li lascio cadere al suolo buio e senza luce, tolgo anche le scarpe così scomode che i piedi fanno male, e inizio a camminare scalza su quel tappeto che sembra fatto di stelle.
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