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    FALLING DOWN- MAI PIÙ SOLA

    https://youtu.be/mGiAe7pFLgs?si=jidCgr9DXwR12LAN

    Amore e soprattutto dolore, crescita e perdita... solo due delle infinite dicotomie che il mio primo romanzo vuole farvi scovare.

    Ecco il booktrailer del mio primo romanzo "Falling Down- Mai più sola".

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    La prima nota del canto

    La colpa che sottende l'epifania nel risalire la china intercettata come ostile, non canta le parole che scendono silenti dagli sguardi di una codarda.La discrepanza dovuta certo al clima di desolazione assoluta in termini individuali e,sicuramente dopo aver immediatamente avvertito la repentina chiusura di porte con tanto di blocchi sociali.Certo è che l'immagine disgregante non sortisce affatto... Altro...

    La colpa che sottende l'epifania nel risalire la china intercettata come ostile, non canta le parole che scendono silenti dagli sguardi di una codarda.

    La discrepanza dovuta certo al clima di desolazione assoluta in termini individuali e,sicuramente dopo aver immediatamente avvertito la repentina chiusura di porte con tanto di blocchi sociali.

    Certo è che l'immagine disgregante non sortisce affatto l'effetto di una qualsivoglia sequenza finale di stabilità, servirebbe spiegare altresì molte cose tra cui l'asciutto movimento analogo alle processioni di una colonia di formiche fuoriuscite dal ginepraio grazie all'intervento di una badilata sulla montagnola di terra putrida.

    A prescindere dai momenti annichilanti dell'intera programmazione, riferita in tal senso, si dovrebbe fare lo sforzo di una masochista a cui il suono della frusta, evoca degli esercizi che non sono affatto esempi da divulgare come mera decisione personale.

    La voce, tenuta in un' ambiente protetto dagli sguardi malevoli della piaggeria da inquisizione, fatica a venir fuori,come sarebbe una qualsiasi situazione di ingerenza da parte delle insulse manfrine ,smancerie che invadono in tutte le successive parti nel valutare un contesto specifico e ripetitivo.

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    "Hi chiuso con te" di Emanuela Esposito Amato

    “Ho chiuso con te” edito Guida porta la firma della scrittrice Emanuela Esposito Amato. Narrato attraverso tre punti di vista che si alternano, ovvero quello di Lola, quello di Alessandro, quello della voce narrante del tempo di Caivano che s’intromette a raccontare il passato delle gemelle, il libro ha per protagoniste Lola, che non ha memoria della tragedia familiare, e Nina che invece ne ... Altro...

    “Ho chiuso con te” edito Guida porta la firma della scrittrice Emanuela Esposito Amato. Narrato attraverso tre punti di vista che si alternano, ovvero quello di Lola, quello di Alessandro, quello della voce narrante del tempo di Caivano che s’intromette a raccontare il passato delle gemelle, il libro ha per protagoniste Lola, che non ha memoria della tragedia familiare, e Nina che invece ne ha, e forse è questo il motivo che l’ha spinta a diventare la donna che è adesso.

    Un romanzo che va a esplorare e ad affrontare i temi legati all’ambiente familiare e la ricerca della propria identità. Un libro che attrae e incuriosisce i lettori sin dalle prime pagine, un romanzo che va ad avvicinarsi anche al mondo del thriller e del giallo grazie alla tensione e al pathos che trasmette. L’ambientazione è quella di Caivano, una zona di Napoli vittima di degrado e di abbandono. Le protagoniste sono Lola e Nina, due gemelle che a causa di un evento traumatico si vedranno costrette a dividersi. 

    Lola andrà a Parigi perché vuole diventare importante nel mondo della moda, mentre Nina decide di restare qui a Napoli e di dedicarsi all’arte. La vita di Nina verrà stravolta da un incontro. Cosa succederà a entrambe? Un romanzo introspettivo che va a scavare non soltanto nella vita delle protagoniste ma anche in quella degli stessi lettori. Il passato e il presente vanno a intrecciarsi in questa lettura creando curiosità nel lettore e soprattutto spingerà a chiedergli sempre: “Cos’è che ora accadrà”? Uno stile fluido, coinvolgente che viene caratterizzato da un ritmo veloce e soprattutto carico di tensione e adrenalina, quel tocco in più che servirà proprio per affrontare il rush finale della lettura e restare coinvolti e colpiti dal finale. Non soltanto quindi il racconto della vita delle due protagoniste, di Napoli, la figura di Alessandro e la tematica del narcisismo, presente all’interno del romanzo anche segreti legati alla sfera della famiglia.

    “Quando ci hai chiamati a raccolta, con quella voce impostata di chi ha qualcosa di fondamentale da dire, ho pensato al peggio. E non sbagliavo. Gli zii sono andati in estasi. Complimenti, promesse di sostegno, strette orgogliose”.

    Ho chiuso con te, è un romanzo dalla struttura narrativa ben articolata che richiama alla mente L’amica geniale di Elena Ferrante, le sue due protagoniste, ma qui non c’è nessun mistero legato all’identità dell’autrice.

     

     

     

     

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    ANDROPOLI

    Anno 2111. Un'immensa città-isola governa sugli uomini di una parte d'Italia. Ma che fine hanno fatto le donne? Rivolto agli appassionati del genere, Andropoli proietta alcuni aspetti della nostra Italia - dal buon cibo alla corruzione, dalla passione per il calcio al crimine organizzato - in una dimensione distopica, mostrando, con crudezza e una piccola punta d'ironia, vizi e virtù di un popol... Altro...

    Anno 2111. Un'immensa città-isola governa sugli uomini di una parte d'Italia. Ma che fine hanno fatto le donne? Rivolto agli appassionati del genere, Andropoli proietta alcuni aspetti della nostra Italia - dal buon cibo alla corruzione, dalla passione per il calcio al crimine organizzato - in una dimensione distopica, mostrando, con crudezza e una piccola punta d'ironia, vizi e virtù di un popolo che non cambierà mai.

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    “Ho chiuso con te” di Emanuela Esposito

    “Ho chiuso con te” edito da Guida porta la firma della scrittrice Emanuela Esposito Amato. Un romanzo coinvolgente che va a esplorare e ad affrontare i temi legati all’ambiente familiare e la ricerca della propria identità. Un libro che attrae e incuriosisce i lettori sin dalle prime pagine, un romanzo che va ad avvicinarsi anche al mondo del thriller e del giallo grazie alla tensione e al ... Altro...

    “Ho chiuso con te” edito da Guida porta la firma della scrittrice Emanuela Esposito Amato. Un romanzo coinvolgente che va a esplorare e ad affrontare i temi legati all’ambiente familiare e la ricerca della propria identità. Un libro che attrae e incuriosisce i lettori sin dalle prime pagine, un romanzo che va ad avvicinarsi anche al mondo del thriller e del giallo grazie alla tensione e al pathos che trasmette. 

    L’ambientazione è quella di Caivano, una zona di Napoli vittima di degrado e di abbandono. Le protagoniste sono Lola e Nina, due gemelle che a causa di un evento traumatico si vedranno costrette a dividersi. Lola andrà a Parigi perché vuole diventare importante nel mondo della moda, mentre Nina decide di restare qui a Napoli e di dedicarsi all’arte. La vita di Nina verrà stravolta da un incontro. Cosa succederà a entrambe? Un romanzo introspettivo che va a scavare non soltanto nella vita delle protagoniste ma anche in quella degli stessi lettori. Il passato e il presente vanno a intrecciarsi in questa lettura creando curiosità nel lettore e soprattutto spingerà a chiedergli sempre: “Cos’è che ora accadrà”? 

    Uno stile fluido, coinvolgente che viene caratterizzato da un ritmo veloce e soprattutto carico di tensione e adrenalina, quel tocco in più che servirà proprio per affrontare il rush finale della lettura e restare coinvolti e colpiti dal finale. Non soltanto quindi il racconto della vita delle due protagoniste, di Napoli, la figura di Alessandro e la tematica del narcisismo, presente all’interno del romanzo anche segreti legati alla sfera della famiglia.

    “Quando ci hai chiamati a raccolta, con quella voce impostata di chi ha qualcosa di fondamentale da dire, ho pensato al peggio. E non sbagliavo. Gli zii sono andati in estasi. Complimenti, promesse di sostegno, strette orgogliose”.

     

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    Una notte

    Quanti mondi è possibile attraversare, fare nostri, sentire, veder passare, impossibili da fermare, semplicemente osservando il panorama che scorre lungo il finestrino di un pullman? Sarai stato dentro a un'intera playlist, a ogni viaggio, che non è poi così lungo, eppure è già così "tanto"; "Non posso dedicarti neanche un pensiero, titolo di coda dei sogni che chiamo alla mente quasi una ma... Altro...

    Quanti mondi è possibile attraversare, fare nostri, sentire, veder passare, impossibili da fermare, semplicemente osservando il panorama che scorre lungo il finestrino di un pullman? Sarai stato dentro a un'intera playlist, a ogni viaggio, che non è poi così lungo, eppure è già così "tanto"; "Non posso dedicarti neanche un pensiero, titolo di coda dei sogni che chiamo alla mente quasi una mattina sì e una no, tu che ti allunghi su di me per respirare lo spirito del giorno che questa volta affronteremo l'uno accanto all'altra, e che sfida averti accanto adesso. La tua mente è un intero appartamento da svuotare dalla convinzione che tutti i pezzi che potresti avere non potranno accoglierti mai al tuo ritorno; Io sono uno di quelli, che lasci alla mia vita sapendomi nella tua, come sei tu anche. Anche le ondine, tutte piene di rombi scomposti perfettamente contigui e modellabili ma che non si slegano mai, quelle le ho viste in un posto che tutti ti abitano, ma che solo io so. Ti costerò carissima la decisione di non avere atteso il tuo tempo dell'amore: ogni bacio che ricevi è il senso della passione che stavi cercando e hai amato anche quello, soprattutto quello, che era affezione e pelle, e ti si perfino premurato di amare ciò che hai ricevuto ma se è stato amore io non posso dirlo, io non posso crederlo, e neanche posso convincermene: l'amore è una polvere gravitazionale, non va mai via, nemmeno se ci soffi sopra con tutto il fiato che hai o se te ne dimentichi distratto nel corso dei giorni che non si arresta e non puoi fermare, e questo, esattamente questo mi fa paura, sapere che fra vent'anni, tu sarai ancora lì a sollevare la cornetta del telefono di una cabina pubblica sopravvissuta alle ruggini del tempo e ti aspetterai l'amore, tutto l'amore possibile, e certamente anche un cornetto e una tazza media fumante, tè per te e cappuccino per me, all'ora che preferisco e nel posto più tranquillo lì intorno, nella speranza che piova, tanto anche se fa caldissimo, stare vicini è la ricompensa per averci creduto, e la certezza che non potrà esserti negata, fin da subito, sarà la mia perfetta esimente. Se non avrai dato via, completamente disperso almeno la metà più uno di tutte le tue incontrovertibili ragioni, non aspettarti l'amore, non aspettarti un Sole rimasto dietro le nuvole per un quarto di vita: non potrà mai succedere come vorresti. <<Per me, potremmo amarci subito. Tu hai ... altri impegni?>>. <<Ho avuto una vita e ce l'ho ancora, anche adesso che ti ho incontrato>>. <<Non mi hai incontrato, ci siamo ritrovati>>. <<E? Dovresti sforzarti di aggiungere qualcos'altro, tipo tutte le volte che hanno solo detto di amarti, ti hanno intrappolato in un mondo sensazionale fatto di sole sensazioni, che puntualmente poi si sono risolte in vapore e andandosene non hanno creato neanche un temporale  e tu ti sei spinto così oltre da condividere comunque l'amore>>. <<E' l'unico amore che ho conosciuto e ho amato con tutto me stesso>>. <<E hai affidato a loro i tuoi respiri puri, quelli incontrollabili, le tue ansie e le hai amate tutte e anche tutte insieme, perché tu non sai smettere di amare e le ami ancora>>. <<Non si smette di amare, anche se è finita, e per qualcuna potrebbe anche essere finito il viaggio della sua intera esistenza, e questo me l'hai insegnato tu: anche tu ami ancora, ami lui e ami anche me, nello stesso modo diverso che non sei mai riuscita a capacitarti potesse esistere e convivere nel cuore umano. C'è un amore assopito e uno che arde e vive>>. <<C'è anche un tempo finito per ognuno di essi, e non ho mai vissuto amori contemporanei>>. <<Il cuore confonde sempre tempi e momenti, ma tu stai lottando contro te stessa, contro di me non c'è niente da vincere, se non i miei sentimenti imperfetti>>. <<I sentimenti sono perfetti, l'amore è completo, nasce così, e non ha bisogno di interventi regolatori né di consigli e soprattutto non è suscettibile di indecisione>>. <<Ma la mia vita sì, e tu eri solo una ragazzina divisa tra passato e futuro, il primo che non avevi accettato e il secondo che ti ha fatto sempre paura e io in nessun posto>>. <<Io sognavo un amore giusto>>. <<Una eccezione di amore allora: oggi, tutti hanno un prima e un dopo, e tu ti troverai spessissimo in mezzo e dovrai scegliere senza poterti rifiutare di farlo>>. <<Se mi avessi scelto, avresti violato la tua regola regina: amare solo chi ami. Può sembrare una contraddizione, ma per te no: tu sei piena di si e no insieme, sono il tuo connotato di riconoscimento: sì, per questo, questo e quest'altro, no, per tutto il resto, e i forse li devi capire tu, cioè io. Questo adoro di te. Non lasci esistere niente che sia incorreggibile, aggiustabile con gli occhi del tuo amore perfetto agli occhi tuoi, e se si può correggere, allora sbagliare è più di un buon motivo. L'amore che non sbaglia mai perché di fatto non può sbagliare: se ami, non sbaglierai mai, anche se hai toppato sulle ordinazioni. Mi auguro che il gettone della tua telefonata ci faccia restare in linea ancora un po': desidero sciorinarti tutti gli argomenti di cui sono capace perché tu possa lasciarmi amarti; Ti amo. Sì, lo so che è spiazzante>>. <<Mi ha spiazzata quando hai capito che ho fatto di tutto per impedirti di dirlo: non puoi dire qualcosa che non hai mai conosciuto, perché io, pur sapendolo, finisco per crederti, per credere a qualcosa che non esiste, ma dentro di me so benissimo che in realtà il tuo non è amore. Tu, in quello, cerchi una sicurezza e la senti solo quando ti si dona l'indonabile, ma quando lo si cerca da te, non se ne trova neanche un po', e si inizia a sentire un freddo gelido, il freddo che scompone le tende della stanza, senza che dopo aver chiuso le finestre il calore torni a riscaldare l'ambiente. A stringere questa cornetta sono questo, un freddo gelido che soffia fin verso di te e che tu non puoi riscaldare, neanche se io lo desiderassi con tutta me stessa amandoti. Non ti ho scelto perché non potevo amarti, non potevo e non posso neanche adesso. Il gelo colpisce basso, tutt'intorno a me, si è impadronito di me, custodisce una temperatura di 180° gradi Celsius all'ombra, ciò che ero, l'energia creatrice che faceva da propulsore al mio mondo, prima della mia personalissima tempesta. Se ti avessi lasciato amarmi, sai con che uragano avresti dovuto batterti? Il mio e il tuo interiore insieme. Ti avrei fatto così male che il dolore chiuso dentro di me mi avrebbe tolto perfino quello che mi ha lasciato tenere a caro prezzo e solo per un po'; Mi fa male anche solo dirti tutto questo.>>. <<Avrei desiderato tantissimo che tu mi avessi lasciato provarti che io sono il primo guerriero del cuore: puoi distruggermi soltanto tu. Odiavi il fatto che ti aspettassi, odiavi saperlo e sentirtelo dire, ma è così. Il tuo modo perfetto di amare è il mio bisogno; Il mio modo imperfetto di amare desidera essere guarito. Ho amato e sono stato amato e non ho mai chiesto che il mio bisogno venisse curato da chi sapevo non avrebbe potuto farlo. Oggi, mi basta questo, dirti che ti amo, dirti che la mezzanotte è sempre un orario magico in cui posso sempre incontrarti, è li che ti ho incontrata in tutti i miei sogni>>. <<In quel senso pieno di contraddizioni, ti ho amato anch'io>>. <<Se adesso ti chiedessi una notte, so che non sarebbe una richiesta che potrebbe aiutarmi davvero: non potrebbe mai bastarmi, però in tanti film una notte è sufficiente, eppure so anche che per te sarebbe già troppo... quindi, cosa posso chiederti?>>.<<Di dirti che ti amo adesso, ad esempio, prima ho usato il passato>>.<<Ho già sbagliato a chiedertelo una volta, non sognerei mai di rifare l'errore ancora>>.<<Te lo ricordi?>>.<<La presunzione è una delle mie ragioni inoppugnabili, senza l'amore. Oggi, ho un po' di tatto in più. Abbiamo finito il tempo, ma adesso so cosa dirti: avrei voluto meritarmi il tuo amore, sconfiggere le tue paure, una volta ho perfino pensato di chiederti di sposarmi, ma quello l'avevo rubato alla scena di un film in cui ti ho immaginato tutto il tempo: sono queste le cose che mi fregano, l'immaginarti ovunque: non ci siamo mai baciati, ma mi sembra che tra noi sia già successo il più inspiegabile amore, tutto l'amore che può esistere e per tutto questo tempo. Non ho idea di come sia stato possibile, sei un film d'amore e io non avevo mai neanche voluto pensare alla possibilità di un rosa; Sei un rosa che aleggia, perfino quando fisso il camino stando attento a non scottarmi>>.<<Ho sempre sognato una notte con te, e saresti pieno di regole e vincoli su tutto ciò che non potresti fare - e la prima è che non puoi avvicinarti a me -, e so che dirti questo è già un errore, so che dirti che muoio dalla voglia di stringerti, soltanto stringerti, è già un immenso errore ma...>>.<<Se non fossi a più di non so quanti Km di distanza sei da me, e fossi dietro di te, sarebbe bellissimo dirti di voltarti... sei un film, d'altronde, ti ho già detto anche questo>>.<<Tu sei il mio posto segreto, dove riverso tutto l'amore che ho dentro>>.<<Una notte>>.<<Una notte>>.

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    Il cognome del nonno

    "La vita riprendeva dopo il passaggio della guerra, la sofferenza di chi l'aveva fatta e di chi l'aveva subita era comune. Forse, l'unione di due patimenti, diversi ma simili, portava alla nascita di un comune sentimento...Napoli, 1943. Mentre la guerra ancora imperversa, le vite di una giovane partenopea e di un soldato afroamericano si legano inestricabilmente. Perché un solo sentimento riesce ... Altro...

    "La vita riprendeva dopo il passaggio della guerra, la sofferenza di chi l'aveva fatta e di chi l'aveva subita era comune. Forse, l'unione di due patimenti, diversi ma simili, portava alla nascita di un comune sentimento...

    Napoli, 1943. Mentre la guerra ancora imperversa, le vite di una giovane partenopea e di un soldato afroamericano si legano inestricabilmente. Perché un solo sentimento riesce a vincere l'odio, e non può che essere l'amore."

    Questo si legge sul retro del mio nuovo romanzo breve edito dalle Edizioni Leonida di Reggio Calabria, disponibile in preordine sul sito dell'editore. Chiunque fosse interessato, può acquistarlo, leggerlo, recensirlo, farmi sapere la sua opinione e i suoi suggerimenti. È una storia d'amore, declinata a 360 gradi: l'amore tra un soldato afroamericano e una ragazza napoletana, tra un padre e una figlia, tra una madre e un figlio,  tra un nonno e un nipote, circondati dalla peggiore tragedia capitata all'Italia nella sua lunga storia, la seconda guerra mondiale.

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    Senso unico

    La fuga, la corsa senza sosta, senza meta, con la consapevolezza che niente sarebbe cambiato, di star compiendo un giro, due o forse tre intorno a qualcosa, qualcuno che al mio ritorno ritroverò nel posto esatto in cui l'ho lasciato un tempo indefinito fa; Serviva comunque a me, per restare con me stessa, ingarbugliarmi i pensieri, metterci un bavaglio, coprirmi il cuore fin sopra gli occhi. L'am... Altro...

    La fuga, la corsa senza sosta, senza meta, con la consapevolezza che niente sarebbe cambiato, di star compiendo un giro, due o forse tre intorno a qualcosa, qualcuno che al mio ritorno ritroverò nel posto esatto in cui l'ho lasciato un tempo indefinito fa; Serviva comunque a me, per restare con me stessa, ingarbugliarmi i pensieri, metterci un bavaglio, coprirmi il cuore fin sopra gli occhi. L'amore è tutto lì, così: se non hai coraggio, aspettalo, aspettati, ma se sei a senso unico dove dovresti essere a doppio senso, con l'amore che trabocca un po' ovunque, con le mattine e le sere e tutto e ogni giorno da allora annebbiato dai sogni, dove siamo insieme, imperfetti, sbagliati, inconcepibili, perfettamente ubriaca di sogni già a colazione, quando il caffè sta per ricoprirmi di attenzioni mentre tu, la tua energia e io dovremmo essere i segni su un cuscino stravolto, ecco, tu sei quello, amore a senso unico, capriccioso, egoista, ignobile passione, passione insaziabile, solo passione, irrazionale, irraggiungibile, indimenticabile, che voglio vivere. Voglio viverti, almeno come fossi un sogno, la vita nella vita che vivo; Porta "l'amore", vista cuore, sesto piano: dove nasce il Sole e le stelle ballano un lento per tutta la notte; Porta socchiusa alla vita, sono già alla finestra, con gli occhi chiusi, le spalle al passato, lo sguardo fisso sulla strada: alla prima, svolta a sinistra, anche se è un vico, ti farà sorridere, sentire protetto: amami.

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    Quando rincorri quella Bellezza

    Quando rincorri quella Bellezza

    dell'Amore e del Dolore

    che respiri nell'infinito

    eterno azzurro.

    Si sentono ancora le voci antiche

    nel bisbiglío del mare

    nel muto cielo

    si sente la lama del tempo

    che mutila l'anima immortale

    eppur morente.

    [...]

    ©️Gio Loreley

    Memories

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    “Un’altra notte ancora”, di Domenico Cornacchia

     “Un’altra notte ancora, Kilimangiaro Marangu Route” è l’ultimo libro di Domenico Cornacchia, edito da Edizioni Efesto, in distribuzione da Novembre 2023.Il testo di Cornacchia nasce in seguito ad un viaggio in Tanzania. L’esperienza è così indimenticabile da suscitare nell’autore il desiderio di condividere le proprie emozioni. La Tanzania viene presentata nella sua ricchezza ... Altro...

     “Un’altra notte ancora, Kilimangiaro Marangu Route” è l’ultimo libro di Domenico Cornacchia, edito da Edizioni Efesto, in distribuzione da Novembre 2023.

    Il testo di Cornacchia nasce in seguito ad un viaggio in Tanzania. L’esperienza è così indimenticabile da suscitare nell’autore il desiderio di condividere le proprie emozioni. La Tanzania viene presentata nella sua ricchezza dei colori, nella gioia della sua gente che vive con l’essenziale, nella forza delle donne, instancabili lavoratrici, nelle immense distese di mais e riso. Elementi questi, che accompagnano il lettore in un viaggio emozionante, che parte dalla Tanzania cittadina per arrivare, rifugio dopo rifugio, fino alla vetta più alta del Kilimangiaro.

    L’autore, in compagnia di un gruppo di amici, e della mano forte degli accompagnatori professionali, compirà un viaggio emozionante dove fatica, freddo, caldo, e dubbi, si mescolano insieme in un mix esplosivo dedicato ai suoi lettori. Non mancheranno consigli pratici per un eventuale partenza nel medesimo luogo. Attrezzatura da usare, periodo dell’anno da preferire, l’abbigliamento giusto, i costi cui si va incontro. Questi “ingredienti tecnici” rendono il libro di Cornacchia un manuale, una guida per appassionati. Il testo corredato di scatti, accompagnerà quindi il lettore in un posto lontanissimo, dove le usanze, la lingua Swahili e i profumi del cibo presenteranno un posto lontanissimo capace di rapire il cuore.

    Il Kilimangiaro è la montagna singola più alta del mondo, il monte più alto del continente africano ed è una delle “Seven Summits”, ovvero le sette vette più alte di ciascun continente della Terra. Il libro di Cornacchia si propone di narrare una storia, conferendo, al contempo, indicazioni ben precise su di un itinerario: quello che, in Tanzania, conduce alla cima del Kilimangiaro, attraversando una delle tante vie possibili da percorrere per raggiungere la vetta, la Marangu Route. Raggiungere la vetta del Kilimangiaro, con i suoi 5895 m, è un’impresa assolutamente non impossibile, ma non per tutti. Anche le persone meno esperte possono raggiungere la vetta, con determinazione, allenamento e tanta forza di volontà. Per questo, pur essendo una guida finalizzata a dare consigli utili su percorso, attrezzatura e logistica per tutti coloro che vogliano cimentarsi nella salita del Kilimangiaro, il presente volume racconta una storia tutta personale, senza la consueta freddezza dei manuali per viaggiatori, regalando al lettore, con semplicità, la vicenda di un’anima trovatasi al cospetto dell’immensità, registrando visioni, emozioni, sensazioni, colori, sapori, odori.

     

     

    Info biografiche Domenico Cornacchia è nato ad Ascoli Piceno nel 1990, vive a Santa Rufina nel comune di Valle Castellana, al confine tra l’Abruzzo e le Marche. L’attitudine alla natura l’ha portato ad effettuare studi agrari sia alle scuole superiori che all’Università, laureandosi alla facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Teramo.

    Ha trascorso tutta la sua vita a stretto contatto con la natura e con gli animali, di cui ne è stato sempre un amante.

    La sua più grande passione è viaggiare, per scoprire e scoprirsi. Questa passione l’ha portato a visitare posti meravigliosi in giro per il mondo, a confrontarsi con profumi e situazioni diverse, a vivere esperienze indimenticabili che hanno influenzato anche la sua scrittura.

     

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    AMORE AL MACELLO (parte 2)

    Quello che succede quando Liam Van Heerden è online su Gayza è la metafora di ciò che era accaduto giorni prima nel vicino Zimbabwe, teatro di un tracollo economico-finanziario epocale.Nel Paese, definito fino al 2000 “Granaio d’Africa” o “Svizzera del Sud”, un camion carico di bestiame si ribalta per una manovra distratta.Un gruppo di affamati spettatori sulla strada assalta le vacch... Altro...

    Quello che succede quando Liam Van Heerden è online su Gayza è la metafora di ciò che era accaduto giorni prima nel vicino Zimbabwe, teatro di un tracollo economico-finanziario epocale.Nel Paese, definito fino al 2000 “Granaio d’Africa” o “Svizzera del Sud”, un camion carico di bestiame si ribalta per una manovra distratta.Un gruppo di affamati spettatori sulla strada assalta le vacche e le scuoia vive a pugni e mazzate contendendosi le carni macellate a mani nude. Uno scenario splatter degno di un b-movie, di una tragedia greca o di una chat per incontri fra allupati.Nella tragica, metaforica calca di affamati di carne di vacca, si identifica un conoscente…

    Lo attendo in pausa pranzo sul prato della facoltà di discipline sportive. I rugbisti del college si allenano al sole regalandomi una panoramica notevole. Liam arriva a piedi reggendo i roller con le mani.Si siede sull’erba e accenna un sorriso vacuo.

    Io sospiro intuitivo “Lo sapevo…spara.”

    “Avevi ragione, sei riuscito a trovare un soggetto peggiore di me.”

    “Quanto peggiore?”

    “Si chiama Isak, non Joshua. Ha 42 anni. Non è di Sandton, vive a Kymberly con sua moglie, hanno una figlia di dieci anni. Si sbatte un biondino minorenne che va al liceo di Fichardt Park. Tira coca e non è nuovo al bareback. L’unica cosa vera è il suo lavoro, i diamanti.”

    “Però! Quanto chiacchierate al Romeo…”

    “Mi dispiace Fax.”

    “Mi ha detto ti amo al secondo appuntamento, dovevo immaginarlo.”

    “Già, non credere mai alle parole di un maschio sulla sogliadell’ orgasmo. Io Sabato ho ansimato una proposta di matrimonio al fattorino della pizzeria.”

    “E non lo sposerai?”

    “Per ora no, si è arrabbiato.”

    “Perché?”

    “Credo c’entri il fatto che Lunedì ho scopato il tipo che dà i volantini per la promozione quattro formaggi.”

    Scuoto il capo. Liam incalza “Fottitene Fax, fatti un giro su uno di quei rugbisti. Ti presento io qualcuno.”

    “Si fa un biondino del liceo? E vuole convincermi a cavalcarmi a pelo!”

    “Se vuoi lo faccio pestare. Conosco un ex carcerato sempre pronto ad aiutarmi…”

    “Sei dolce, però no, devo affrontarlo io.”

    Stavo da schifo, una latta di carne in gelatina, così mi sentivo. Uno scarto di macello in lattina sottoprezzo esposto sugli scaffali di un discount, mentre un accattivante fast food offre hamburger, patatine dorate e gadget. Mi tormentavo immaginando Joshua (ora Isak) scoparsi quell’adolescente, odiandomi per non essere biondo e per essere tutto quello che ero. La richiesta del sesso non protetto poi, accompagnata da un’infilata di stronzate sul completamento di un sentimento mai provato prima, che avrebbe consolidato il nostro rapporto da un vincolo di complicità…Izak ignorava fosse caduta la maschera di Joshua, ma ignorava soprattutto quanto pericoloso e vendicativo fosse un ventenne umiliato che indossa la maschera dell’ingenuo, rassicurante, bravo ragazzo.

    “Una serata memorabile”, questo gli avevo promesso.Dall’anta dell’armadio nel dormitorio lo specchio mi riflette sobrio ed elegante.Prelevo i due biglietti dalla cassettiera alla testa del letto.Li custodisco separati, uno nella tasca destra dei pantaloni, l’altro nella sinistra. Quei cartoncini riveleranno “qualcosa” nel memorabile appuntamento.Ho scelto io il ristorante esclusivo in Brand Street, dove, casualmente (?) quella sera si riuniscono le Dame Boere della Carità Afrikaner, una congrega di borghesi razziste che alterna l’hobby della filantropia alle kermesse stagionali.Joshua mi preleva con il suo coupé fuori dal campus.Commenta quanto i pantaloni mi disegnino bene il culo.Mentre guida preme la mia mano sul suo pacco per farmi sentire quanto sia duro all’idea di scoparmi dopo cena (finalmente senza guaine di lattice). Dice che sarà come una nuova prima volta, liberi, pelle contro pelle. Schiocca le dita sul ritmo della musica pop in un patetico eccesso di giovanilismo ostentato.È sensuale, spavaldo, di ottimo umore, solo mi domanda perché abbia scelto un locale così pretenzioso. Imbocchiamo il viale alberato di Brand Street.Mi imbarazza quando nel parcheggio lancia le chiavi dell’auto al posteggiatore armato di mitra “Ti affido la bambina!”Il parcheggiatore in divisa non può saperlo, ma dentro di me gli prometto “Tranquillo, lo distruggo prima del dessert.”

    Il ristorante è un edificio nederlandese di fine 1800, con soffitti alti dai pannelli dipinti e pavimentazione in legno, un ampio camino in arenaria e un proverbiale utilizzo delle luci soffuse. Alle pareti, sequenze di dipinti del Great Trek e scene di vita nell’ Oranje Vrijstaat. Un presidio della resistenza segregazionista che non si è arresa alle trasformazioni occorse al di là delle siepi potate chirurgicamente. Gli unici “non bianchi” presenti sono dei subalterni relegati alle mansioni meno esposte. Il pianista suona qualche inno, probabilmente tratto dal repertorio della Banda nazionalsocialista.Joshua si incupisce un poco quando il maître ci conduce al tavolo centrale nella sala.A pochi metri da noi la moglie del sindaco, adorna di una parure sufficiente a sanare il debito pubblico del Malawi, pronuncia un’arringa al convivio delle Dame Boere della Carità Afrikaner.

    Ci accomodiamo. Lui, scruta la sala diffidente “Avrei preferito un posto più intimo…”

    Io, ingenuo “Non ti piace?”

    “Certo, è carino, ma è lo stile formale che frequento per i meeting di lavoro.”

    “Scusa, non lo sapevo…”

    “Quante cose devo insegnarti.”

    Io, malizioso “Che ne sai? Magari stasera scopri che ho imparato qualcosa di nuovo…e che so fartelo bene.”

    Geme sommesso “Mmmh, non fare così o ti porto via subito…Ti va? Saltiamo la cena!”

    “Scordatelo! Sulla carta dei dolci c’è il pudding alla malva e lo voglio!”

    Gioca sui doppi sensi tra il dolce e le farciture che mi offrirebbe al posto del pudding. Nuovi avventori occupano i tavoli circostanti. Controlla il tono della voce sussurrando.Gli sferro il primo colpo quando il sommelier versa l’assaggio dello Château d’Yquem.Mentre lui sorseggia il vino io incalzo “Allora, IZAK, com’è?”

    Esplode un colpo di tosse nervoso, nebulizza il vino dalle narici e si tampona con il tovagliolo.

    Il sommelier, preoccupato “Qualcosa non va signore?”

    Lui si ricompone e lo congeda.

    “Perché mi hai chiamato così?”

    Io, candido “Così come? Ti ho chiamato col tuo nome…”E tracanno il primo calice.

    Sembra sospettoso. Dissipo i suoi dubbi avviando una vivace conversazione di aneddoti sulla vita al college, lui parla della frenesia di Johannesburg e delle ingerenze capitaliste di un magnate cinese nel settore minerario locale. Monopolizzo la bottiglia da cui attingo generose porzioni. Prima di assaggiare l’agnello glassato allo zenzero la mia lingua è sufficientemente sciolta da schioccare le sferzate “Quell’industriale pechinese dovrebbe sapere che non si può prendere tutto senza riguardi. Digli che se trovasse il cadavere di una balena nel Colinshire, sarebbe obbligato a consegnare la testa e la coda ai Sovrani di Buckingham.”

    “Ah, ah, sul serio?”

    “Certo! Spesso ignoriamo la legge senza saperlo. Ci pensi mai?È importante conoscere le consuetudini del posto in cui vivi. Per esempio, tu sapevi che in Kenya è vietato fumare tabacco per le strade?”

    “No, non lo sapevo.”

    “Ecco, vedi? E magari non sai che l’età minima per un rapporto sessuale in Sudafrica è 16 anni per gli etero mentre 19 per i gay. Non si capisce perché i gay debbano pensarci tre anni più degli etero prima di darlo via! Ma è questa è la legge.”

    “Perché parliamo di questo?”

    Io, pacato “Perché forse ti sei distratto, forse non sai che scoparsi un quindicenne in questo Paese è un reato!”

    Lui, gelido “Ma cosa dici?”

    Dimentico di sussurrare “Dico che tu, fottuto bastardo, vuoi montarmi senza sella quando raccatti chiunque in chat e fuori dai licei!”

    “Cristo di un Dio, vuoi abbassare la voce? Ti sentono!”

    “E allora? Tu sei un protagonista dominante, però ti dò una notizia, a volte i ruoli secondari ti sorprendono e ti fottono la scena! Nelle tasche dei miei pantaloni ci sono due biglietti, in uno c’è il numero di tua moglie a Kimberly, nell’altro quello della famiglia del biondino che ti sbatti. Chi chiamerò prima?”

    (continua...)

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    Il fiore di Farahnaz di Yaprak Oz

    “Il fiore di Farahnaz” è in distribuzione da novembre 2023, edito da Edizioni le Assassine nella collana “Oltreconfine”, tradotto da Nicola Verderame.Siamo negli anni Settanta e la Turchia è scossa da profonde difficoltà economiche e sociali, tuttavia a Kilic, zona residenziale, dove vivono ingegneri e medici in servizio nel complesso minerario adiacente alla città di Zonguldak sulla c... Altro...

    “Il fiore di Farahnaz” è in distribuzione da novembre 2023, edito da Edizioni le Assassine nella collana “Oltreconfine”, tradotto da Nicola Verderame.

    Siamo negli anni Settanta e la Turchia è scossa da profonde difficoltà economiche e sociali, tuttavia a Kilic, zona residenziale, dove vivono ingegneri e medici in servizio nel complesso minerario adiacente alla città di Zonguldak sulla costa del Mar Nero, la vita scorre tranquilla e spensierata, tra serate al cinema, partite a canasta, balli e cene. La piccola comunità di funzionari è infatti molto unita e i rapporti di vicinato sono improntati alla massima solidarietà fino a quando la moglie del direttore degli impianti minerari non viene trovata morta. L’omicidio della giovane donna viene attribuito al pazzo del paese, tuttavia Yildiz, moglie di uno degli ingegneri, divoratrice di gialli e sarta per passione, non si accontenta di questa soluzione di comodo. Da acuta osservatrice, accumula indizi che la portano a conclusioni ben diverse. Ma la protagonista del romanzo avvince anche per il suo modo di essere: grazie a lei hanno voce tutte le donne del quartiere; ognuna di loro racconta i propri sentimenti ed emozioni: l’angoscia di un figlio che non arriva, la gioia di uno che sta arrivando, la tristezza di una madre che accompagna sua figlia non vedente nel verde dei boschi, fino alla rabbia di una donna che si è sempre sentita non voluta. “Voci di donne” diverse, che nel profondo si ricollegano a una voglia incessante di essere buone madri, ma anche di essere ancora figlie.

    Un giallo appassionante, capace non solo di raccontare il vero volto del male, ma di indagarne da vicino le profonde motivazioni di chi sceglie di macchiarsi di sangue per giungere alle vette più alte. Un testo premiato nel 2019, come miglior romanzo giallo dell’anno, in grado di offrire una fotografia precisa di una cittadina turca prima del colpo di Stato del 1980.

    “Qualcuno si ricorda questa mantella?” dissi con un dolce sorriso.

    “Sì”, mormorò triste Betty. “È la mantella di Figen”.

    “Diciamo di sì, ma mia cara Betty non è proprio quella di Figen, bensì una copia. Quella originale la indossava quando è morta. In suo ricordo ho cercato di rifarla, perché per me ha un significato particolare. Mi sono sforzata di riprodurla in maniera esatta, solo che quella di Figen era di stoffa a spina di pesce grigia, questa è di tweed grigio perché non ho trovato un tessuto identico.” Mi tolsi la mantella e la sistemai con cura su una sedia. Poi guardai con un sorriso Ziya, Selçuk, Zafer, Betty e Gül, che non sembravano aver capito come mai avessi cucito una mantella identica a quella di Figen e gliela stessi mostrando “. “Ora vi racconterò una storia che riguarda la nostra amica. Vi chiedo di ascoltarmi molto attentamente. Sono certa che alla fine potrete far sentire almeno un po’ di serenità alla povera anima di Figen, che ha detto addio alla vita in una maniera orribile. Sono convinta che dobbiamo farlo in quanto suoi amici, le persone più vicine a lei. Allora cominciamo.”

    Info biografiche

    YAPRAK ÖZ è nata nel 1973. Ha frequentato il Collegio TED di Zonguldak Koleji e la facoltà di Cultura e Letteratura Americana presso l’Università di Istanbul. Ha pubblicato poesie, racconti e saggi su numerose riviste e antologie in Turchia e all’estero. Le sue poesie sono state tradotte in numerose lingue, tra cui inglese, greco e svedese. Fa parte dell’Unione degli Scrittori di Poliziesco di Turchia e del PEN International. Ha pubblicato cinque raccolte di poesia e otto romanzi, quattro dei quali hanno per protagonista Yıldız Alatan.

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    AMORE AL MACELLO (parte 1)

    La prima volta non si scorda mai, purtroppo.La mia prima volta con Liam, il pattinatore dai glutei stellati, la volevo dimenticare.Per questo, matricola al college in Sudafrica, creai un profilo su una chat gay. La necessità di essere amati spinge a commettere delle scelte confuse. Dovevo essere davvero confuso per cercare l’amore in un sito che misurava le probabilità di trovarlo sui centimet... Altro...

    La prima volta non si scorda mai, purtroppo.La mia prima volta con Liam, il pattinatore dai glutei stellati, la volevo dimenticare.Per questo, matricola al college in Sudafrica, creai un profilo su una chat gay. La necessità di essere amati spinge a commettere delle scelte confuse. Dovevo essere davvero confuso per cercare l’amore in un sito che misurava le probabilità di trovarlo sui centimetri in dotazione.L’amore passava poi da un questionario che chiedeva se fossi attivo, passivo, versatile nelle gang bang, all’aperto o da interni, disponibile al pissing, bukkake, fisting, quanto amassi masticare i capezzoli o pressare i miei con le pinze, farmi legare, appendere, impalare, sostare al crepuscolo nella piazzola dei tir davanti al fast food per camionisti di Edemburg, frustarmi i testicoli con un fascio di ortiche del Limpopo o con un rovo del Karoo…Decine di varianti per tracciare il profilo della vacca ideale, pronta a condividere le sue carni, PER AMORE. Sembrava che tutti gli utenti collegati cercassero il principe azzurro, ma in attesa di riconoscere lo strepito degli zoccoli del cavallo bianco non disdegnassero rovistare l’arsenale di qualche arciere di passaggio.Aprii un profilo moderato e funzionò.La parvenza del pudico ventenne da alfabetizzare all’eros suscitava una fila di pulsioni hardcore quanto quelle dichiarate platealmente. Districandomi nell’umida giungla di erezioni rigogliose giunsi al profilo di “ForEverHard”.Una brillante strategia di emancipazione dal superficiale pattinatore tatuato.Dietro al sempre duro nickname si celava Joshua, 35 anni da Sandton, azionista nel settore minerario, spesso in trasferta nel Free State, sicuro di sé, realizzato professionalmente, gli occhi azzurro algidi, una fantastica fossetta sul mento e quella voce virile dalle proprietà orgasmiche.C’era qualcosa di nuovo nel gioco dei ruoli che si era creato fra me e Joshua. Lui esperto e fascinoso, io acerbo in fase di collaudo.L’idea di frequentare un uomo più grande di quindici anni, sfidare la mia immaturità sessuale facendo di lui un mentore, mi poneva nel costante bilico tra il timore e l’eccitazione per il rischio.Da neofita del sesso assumeva un’aurea trasgressiva anche quello che non lo era, ma riponevo in Joshua la fiducia nel farmi guidare dove prima avrei dubitato di giungere.Fiducia che si stemperò alla sua richiesta di sesso senza preservativo. Declinai. Fu il primo “NO” e i turgori svigorirono. Avevo infranto il gioco di accondiscendenza, l’ombra di un mio rifiuto rendeva per lui meno eccitante il nostro rapporto. Affrontai la questione apertamente. Avrei accettato se entrambi ci fossimo sottoposti al test hiv e mi avesse garantito che escludeva amplessi con altre persone. Mi accusò di essere diffidente, si dichiarò deluso e tradito.Mi chiedevo come un sudafricano potesse concepire la leggerezza meditata del sesso non protetto. Come poteva essere certo che io fossi a posto? Ero iscritto in un ateneo internazionale dove frequentavo il Drama Department e abitavo nel residence del campus, tutti i requisiti per una cittadinanza onoraria a Sodoma.I dati sulla diffusione di Aids e Hiv nell’Africa australe raccontano uno sterminio silenzioso che si compie per effetto di una guerra senza deflagrazioni. Luther, il mio compagno di corso namibiano, confermava che il business delle pompe funebri aveva reso suo padre uno degli uomini più facoltosi di Mariental.Il sagace patriarca aveva però seppellito due dei suoi figli sieropositivi. Nonostante l’hiv sia diffuso gli africani provano molta vergogna a parlarne. Nelson Mandela, sulle pagine del Sunday Times condivise la scomparsa del suo secondogenito “Lo dico pubblicamente, perché il virus non sia un tabù, mio figlio è morto di Aids”.Il nostro maestro di danza contemporanea biasimava la molliccia campagna di prevenzione sessuale programmata dal College. Preferiva condurci la Domenica mattina nel reparto di malattie infettive dell’ospedale civile e imporci come aiutanti agli infermieri.Un confronto pratico con le conseguenze delle scopate disinvolte.Ma è anche una realtà che milioni di persone hiv+ in Sudafrica e nel mondo conducono vite longeve e prive di limitazioni.Appena giunto nel luminoso Free State dal fosco Colinshire ero uno straniero diffidente tormentato dall’ombra dell’epidemia.Dopo sette giorni le ombre diventarono persone, nomi, storie, amici, compagni di corso, vita.Detestavo ammetterlo, ma per la faccenda del bareback con Joshua avevo bisogno della valutazione di uno scopatore seriale…LIAM, il pattinatore dai glutei stellati che mi aveva tradito con il barista del Romeo nei cessi del locale.

    Sono le 8.10 del mattino. Liam è in ritardo. Seduto al dehor di una tavola calda boera fingo di memorizzare le battute di un monologo per conferire all’attesa un distacco disinteressato. La cameriera indossa un costume tradizionale afrikaner rabberciato.È irritata perché occupo il tavolino senza ordinare, io quanto lei perché comincio a temere l’umiliazione di un bidone all’appuntamento.Dal pergolato pendono i glicini che disperdono petali viola sul mio copione. Un polveroso pick-up con il cassone carico di pecore lamentose inchioda davanti al locale. Sgusciano dall’abitacolo due giovani farmer con fucile a tracolla seguiti da un cane.Distraggono la cameriera con lusinghe ruvide che lei non disprezza. Ordinano frittata di funghi saltati, speck e birre.Poi lo scorgo librare sui roller appena svoltata la collina dei girasoli. Plana sull’aria sfiorando il lastricato con il portamento di un atleta ellenico in slim shorts e canotta fluo. Mi odio perché lo penso, ma penso che non ricordassi quanto fosse bello.Incurante della panoramica luminosa che sembra studiata da un team pubblicitario per celebrare il suo ingresso, Liam frena davanti al dehor. Ha colorato con striature smeraldo i capelli biondi.Il cane lo circuisce con latrati rabbiosi. Gli allevatori lo richiamano severi ma fissano Liam sprezzanti.

    Guardo il cane ringhiare mentre lui si accomoda -“È il comitato di accoglienza che ti meriti…”-

    Sorride smagliante -“Sono in ritardo!”-

    Io, nervoso -“Certo che lo sei, ti avevo scritto che ho lezione alle nove.”-

    -“Scusa! Ma lasciami parlare prima che mi spieghi perché siamo qui, ho pensato a un discorso. Farei qualunque cosa per farmi perdonare Fax. Sono stato pessimo, tutte le bugie, il tradimento. So di aver fatto sanguinare il tuo cuore.”-

    -“Beh mica solo quello, visto che ti sei preso la mia verginità!”-

    I due farmer ci osservano dal loro tavolo.Io mi schiarisco la gola e modero il tono della voce, ma continuo ad aggredire Liam -“E poi piantala di parlare come in una soap opera.”-

    -“Volevo dare un tocco teatrale al discorso, pensavo ti facesse piacere.”

    -“Non è teatrale, mi dà sui nervi! Sembri la caricatura di un episodio di Egoli.”-Una tensione fastidiosa si concentra sulla mia epiglottide, respiro per combattere il reflusso di rancori e ammetto -“Però un tocco teatrale c’è …”- Gli mostro la coincidenza nel titolo del copione che sto memorizzando, “Il ragazzo dai capelli verdi” di Betsy Beaton. Lui, divertito lisciandosi il ciuffo smeraldo con la mano -“Wow! Sono già diventato leggenda!”-

    -“Sicuro, se i cessi del Romeo potessero parlare…”-

    -“Comunque Fax sono contento del tuo messaggio, non pensavo di risentirti.”-

    -“Neanche io, ma ho un secondo fine.”-

    -“Spara!”-

    -“Prima ordiniamo, rischio due ore di training a stomaco vuoto con quell’invasato di Kosta.”-

    -“Quel tipo balcanico che vi addestra come militari?”-

    -“Lui!”-

    La cameriera ci porge caffè e waffel con i bricchi di sciroppo d’acero e cioccolata fusa. Dal tavolo dei farmer si leva un rutto, lei sghignazza complice.

    Mentre annego il mio pasto sotto una colata iperglicemica dico a Liam -“Ho visto il tuo profilo sulla chat Gayza, scrivi che cerchi l’amore.”-

    -“Beh, è la verità!”-

    -“E come mai le pose della tua gallery sembrano la fase preparatoria di una colonscopia?”-

    -“Per mostrare le stelle! Che senso ha tatuarsi il culo se nessuno può vederlo?”-

    -“Sei una vittima dell’altruismo. Ma non temere, in quelle foto si vedono le stelle, i pianeti  e un buco nero.”-

    -“Cosa avrei dovuto fare? Non hai più voluto saperne di me.”-

    -“Devi prestarmi il tuo culo Liam, ecco cosa devi fare!”-

    -“Non credevo lo volessi ancora!”-

    -“Non voglio scopare con te, idiota!” (Mentivo, volevo eccome). “Devi contattare un tipo che frequento dal tuo profilo Gayza, per capire che intenzioni abbia.”-

    -“Sei fuori? Scordatelo!”-

    -“Oh, ma dai! Hai detto che faresti qualunque cosa per farti perdonare. Mi trovo in una situazione spiacevole e in parte sei responsabile.”-

    -“Io?”-

    -“Dovevo dimenticarti e forse nella fretta sono riuscito a trovare un soggetto peggiore di te.”-

    -“Ti tradisce?”-

    -“No! Non lo so. Mi ha proposto sesso condom free.”-

    -“Non lo hai fatto?”-

    -No. Gli ho chiesto il test hiv e si è offeso.”-

    -“È un idiota!”-

    -“Capisci perché ho bisogno di te?”-

    -“Ma non puoi aprire un profilo fake con la foto di un concorrente del Big Brother svedese come fanno tutti?”-

    -“Io non rubo le foto di uno svedese, e poi nessun reality ha mostrato il culo come fai tu in quella gallery.”-

    -“Mi descrivi come una puttana senza morale!”-

    -“Liam, non costringermi a essere amaro…Da quando hai le stelle sul didietro ricevi più visite del planetarium di Naval. Provocalo un po’ online e fai qualche domanda su di lui, i tuoi amici del Romeo sono un comitato di comari del gossip.”-

    I due allevatori si dirigono al pick up seguiti dal cane, uno di loro sputa per terra nella nostra traiettoria, l’altro mugugna -“moffie.”- (frocio in afrikaans).Liam ha le labbra lucide di sciroppo, le ripulisce con un giro di lingua, mi diventa duro.Accetta la missione -“Va bene, ti aggiorno fra una settimana.”-

    -“Ti dò quattro giorni. Devo rivederlo nel week end!”-

    Aspetto che passi l’erezione, mollo conto, mancia e fuggo via verso il campus. Kosta mi farà vomitare il waffel di corsa a salti e piegamenti in serie da 20, secondo uno schema di allenamento che chiama “suicidio”.

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    My secret

    Quel noi doveva essere un posto da raggiungere soltanto dopo aver posato la testa sul cuscino, chiuso gli occhi, tutto quello che non va, fuori da te. Un posto dove potevamo essere tutto ciò che sognavamo, senza dar spiegazioni a noi stessi, agli adulti che cerchiamo di essere ogni giorno; Dove andare al luna park insieme, fare a gara  chi arriva prima, a chi si stende prima sul prato, a chi... Altro...

    Quel noi doveva essere un posto da raggiungere soltanto dopo aver posato la testa sul cuscino, chiuso gli occhi, tutto quello che non va, fuori da te. Un posto dove potevamo essere tutto ciò che sognavamo, senza dar spiegazioni a noi stessi, agli adulti che cerchiamo di essere ogni giorno; Dove andare al luna park insieme, fare a gara  chi arriva prima, a chi si stende prima sul prato, a chi ferma una canzone che passa alla radio; Dove assaporare ogni goccia di pioggia, ogni racconto segreto, ogni confessione, ogni dolcezza, ogni fragilità; Dove ridere incuranti del tempo che resta; Dove continuare a crescere, osservare da fuori le nostre vite senza cambiare nulla, senza desiderare di farlo, senza mai aspettarci niente, senza provare a cambiarci, senza mancare una promessa, senza ferirci: solo sogni; Dove tenermi per mano; Dove tenerti per mano; Dove amarti; Dove amarmi; Dove poter essere me stessa con te senza curarmi del mio buio, la mia notte che avanza ogni volta che ti fai più vicino e ti allontani; Dove non possiamo stringerci senza essere noi; Dove te stesso è silenzio e perfino tu ti scordi finalmente le parole, smetti di aggrapparti e ti fai indifeso e mi lasci entrare. Dove non avremmo avuto bisogno di spiegare, di chiedere, di essere capiti. Dove osservarti in ogni centimetro e accarezzarti l'anima; Anima mia. 

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    ‘Tu sei Meraviviglia' di Daiana Campaini

    Dalla casa editrice Jolly Roger edizioni, ecco “Tu sei meraviglia!” di Daiana Campaini, in distribuzione da Settembre 2023.Ognuno di noi ha i propri problemi, il costante giudicare ed essere giudicati accresce la nostra insoddisfazione. Ecco che nasce il libro di Daiana Campaini, un testo che strizza l’occhio alla metafisica e che attraverso la storia di tre giovani donne si pone come guida ... Altro...

    Dalla casa editrice Jolly Roger edizioni, ecco “Tu sei meraviglia!” di Daiana Campaini, in distribuzione da Settembre 2023.

    Ognuno di noi ha i propri problemi, il costante giudicare ed essere giudicati accresce la nostra insoddisfazione. Ecco che nasce il libro di Daiana Campaini, un testo che strizza l’occhio alla metafisica e che attraverso la storia di tre giovani donne si pone come guida al ritrovamento di se stessi. Claire, Monica e Giulia, sono le portavoce di una storia di cambiamento, la stessa che le vede protagoniste di una lotta con i pezzi mancanti della propria esistenza. Saranno “le parti aliene” di loro stesse a divenire i campanelli d’allarme di un percorso che giorno dopo giorno le vede sempre più vicine al loro corpo astrale. Le parti difettose di se stessi divengono quindi punti essenziali grazie ai quali districarsi nelle difficoltà della vita. Il lettore grazie alla loro storia, potrà di fatti compiere un viaggio all’interno di sé, abbracciando pagina dopo pagina, le proprie differenze, abbandonando il giudizio, vivendo nell’accettazione e nel moto costante del cambiamento. Un testo quello di Daiana Campaini, che si propone a metà tra guida e narrativa, capace non solo di indottrinare su tematiche profondamente complesse, ma anche di accompagnare in maniera semplice i suoi lettori in un viaggio dove è impossibile tornare come prima.

    Ognuno di noi ha il proprio giogo e i propri fardelli. Il costante giudicare ed essere giudicati accresce ogni giorno di più il nostro livello di insoddisfazione. Questo libro, narrando il reale percorso evolutivo di tre ragazze, vi offre spunti per una rilettura di voi stessi. Ed ecco che, d’un tratto, tatuaggi, stranezze o “parti difettose di sé” diventano vere e proprie mappe del tesoro. Qual è il tesoro? Abitare costantemente la parte più speciale e autentica di sé, laddove dolore e frustrazione diventano combustibile di Pura Luce.

    Info biografiche: Daiana Campaini ha iniziato il proprio percorso olistico a Firenze nel 2008, è Master Reiki, Floriterapeuta e Channeler. Nel tempo ha acquisito nuove conoscenze ed è capace di muovere le energie, vedere ed interagire sempre più col mondo invisibile. Nel 2023 ha frequentato un corso di Channeling per affinare le proprie percezioni. Usa gli strumenti che si evolvono in se con l’unico obiettivo di riconnettere il Cielo e la Terra dentro di noi. Con le sedute di Channeling risveglia le persone al legame che le connette alle loro Guide, agli Angeli ed ai Maestri e, attraverso i Trattamenti Multidimensionali, riattiva le connessioni fra il corpo e l’Anima. Questo libro, oltre a portare alla luce le testimonianze di percorsi autentici, è anche uno strumento attraverso cui ciascuno può iniziare a seguire autonomamente le proprie tracce di riconnessione. Camminare leggendo i segnali senza sentirsi mai più soli sarà bellissimo; essere sempre più in connessione ed in Armonia col Tutto sarà bellissimo!

     

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