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Annalina GrassoOffline

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  • Miryam e Yosep. Il romanzo della natività di Ballardini

    Un mito non corrisponde necessariamente ai fatti. A volte rielabora eventi effettivamente avvenuti, a volte spaccia come storia bisogni umani che hanno trovato espressione in allegorie e vicende immaginarie. Si contribuisce a un mito aggiungendo la propria versione a quella delle migliaia di narratori che ci hanno preceduto.Lontana dall’essere verità definitiva, ogni nuovo tentativo amplifica a... Altro...

    Un mito non corrisponde necessariamente ai fatti. A volte rielabora eventi effettivamente avvenuti, a volte spaccia come storia bisogni umani che hanno trovato espressione in allegorie e vicende immaginarie. Si contribuisce a un mito aggiungendo la propria versione a quella delle migliaia di narratori che ci hanno preceduto.

    Lontana dall’essere verità definitiva, ogni nuovo tentativo amplifica alcuni aspetti della storia, ne crea di nuovi e li manipola a beneficio di un pubblico o di un’esigenza specifica.

    La continua reinvenzione rafforza il mito, mantenendone la freschezza in condizioni storiche e culturali mutate.

    Il dogma invece ne limita il potenziale: tutto ciò che c’è da sapere è contenuto nella versione definitiva, e allora tocca all’interpretazione tenere vivo il mito.

    Miryam e Yosep narra la vita dei genitori di Gesù nei pochi anni della concezione, natività e fuga in Egitto e ne amplifica la dimensione umana.I cultori dell’ortodossia religiosa saranno delusi dal romanzo, che fornisce una versione diversa degli eventi suggellati in dogma.

    Paolo Ballardini narra dal punto di vista dei protagonisti la vita dei genitori di Gesù nei pochi anni della concezione, natività, fuga in Egitto e del ritorno al villaggio natale. Il racconto rielabora i miti narrati nei Vangeli canonici, negli Apocrifi e nella prima letteratura apologetica cristiana. Miryam è adolescente e sognatrice e ha passato l’infanzia nell’orfanotrofio del Tempio erodiano di Yerushalayim. All’età di dodici anni, avvicinandosi la fertilità della bambina, i sacerdoti mandano a chiamare il suo conterraneo Yosep, un lavoratore maturo e pratico, ed è così che i due convolano a nozze. Il racconto dipana nei più importanti luoghi biblici, toccando Natzrath, un villaggio ligio alla tradizione nella remota provincia di Galileia. Miti religiosi e antichissimi, ripresi nell’Antico Testamento e successivamente nella narrativa cristiana saranno i punti cardini del romanzo, il tutto, impreziosito da un’accurata ricerca del contesto: geografico, storico, religioso e culturale che fornisce ai lettori uno sfondo realistico alla narrazione. Con questo libro l’autore si pone l’obiettivo di trasformare noi lettori in personaggi antichi e contemporanei ai protagonisti, piuttosto che trasformare i protagonisti del racconto in personaggi dalla mentalità moderna, come di norma fa Hollywood. Un libro da leggere in ogni periodo dell’anno.

    Info biografiche

    Paolo Ballardini è uno scrittore e viaggiatore. È appassionato di storia, di epica e di storia delle religioni, ha visitato quattro volte i luoghi biblici del Medio Oriente. Ha vissuto e lavorato in: Brasile, Gran Bretagna, Italia, Messico, Olanda, Spagna e Stati Uniti. Vive e scrive a Londra, dove ha conseguito un Master in Creative Writing presso l’Università di Roehampton. Con i suoi romanzi l’autore immerge il lettore in una cultura diversa, contemporanea o lontana nel tempo, portandolo nei luoghi che ha attentamente ricercato. I suoi racconti surreali e le sue fiabe sono radicati in situazioni vere, ma, rendono straordinario ciò che è comune e verosimile ciò che è straordinario. I suoi racconti di viaggio, descrivono emozioni ed esperienze vissute in prima persona, attraverso le quali, il lettore può immedesimarsi. In lingua italiana ha pubblicato: La solitudine di Ulisse (1999); Passages (2002); Vie scomode all’Eden (2017); La Principessa con la coda (2017); Nell’Aldilà (2018); Due Uomini (2019) e il saggio Due Uomini. Fatti personaggi e storia (2019); Per Sempre (2019); la raccolta di racconti surreali L’incontro fortuito di una macchina da cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio (2020); Miryam e Yosep. Il Romanzo della Natività (2022) e il saggio L’Uomo Crea Dio (2022). Mentre, la sua bibliografia inglese comprende: Far beyond the Castle (2016); Fairy Tail (2017); What Lies Beyond and Other Stories (2017); That Moment (2018); Two Men (2019); Forever (2019).

  • "Il suicidio di un regime" il saggio di Mario Ragionieri

    Mario Ragionieri con il suo ultimo saggio storico intitolato “Il suicidio di un regime - 25 luglio 1943” pone l’attenzione sui fatti accaduti tra la notte del 24 e 25 luglio del ’43, durante la quale si consumò l’ultimo atto del Partito Nazionale Fascista e venne segnato il destino del suo fondatore, il Duce: Benito Mussolini. Ma esattamente, quali furono i retroscena che portarono... Altro...

    Mario Ragionieri con il suo ultimo saggio storico intitolato “Il suicidio di un regime - 25 luglio 1943” pone l’attenzione sui fatti accaduti tra la notte del 24 e 25 luglio del ’43, durante la quale si consumò l’ultimo atto del Partito Nazionale Fascista e venne segnato il destino del suo fondatore, il Duce: Benito Mussolini. 

    Ma esattamente, quali furono i retroscena che portarono agli eventi che noi tutti conosciamo? Chi furono gli autori del ribaltone che ebbe come conseguenza l’insediamento del Governo Badoglio, e successivamente la creazione della Repubblica Sociale? Questi e tanti altri sono gli interrogativi che lo storico Mario Ragionieri si pone e ai quali fornisce risposta attraverso l’utilizzo non solo di uno stile limpido e scorrevole, ma anche grazie a un’attenta ricerca storica che va a collegarsi con indagini personali e colloqui avvenuti con i reali protagonisti della vicenda che portò all’inconsapevole suicidio del regime fascista.

     

    Info biografiche

    Mario Ragionieri, classe 1953 è un autore prolifico, ma soprattutto un grande conoscitore della storia dell’Italia, dell’epoca pre e post-fascista. È anche analista attento di strategie socio-politiche e belliche riguardanti l’ultimo e penultimo conflitto. Ha pubblicato studi approfonditi sulle reali dinamiche inerenti agli intrighi di potere, ai retroscena e alle dietrologie dalle quali, sarebbero poi, scaturite guerre e ribaltamenti di potere. È un autore poliedrico e ha pubblicato numerosi romanzi gialli e una raccolta in versi. Con “Il suicidio di un Regime” analizza un avvenimento fondamentale nella storia d’Italia, fornendo uno scenario lucido, completo e non soggetto a interpretazioni

     

    Casa Editrice

    Edizioni Jolly Roger è una Casa Editrice indipendente con sede in Toscana che ti permette di pubblicare il tuo libro nel cassetto. L’Amministratore Delegato è Fabio Gimignani. Il distributore è LibroCo Italia Srl.

  • “Le aspirazioni mortali" di Marco Ponzi

    Un famoso torneo letterario, undici scrittrici emergenti, un terrorista internazionale, un assassino che nasconde due segreti; questo e tant’altro ancora ne: “Le aspirazioni mortali o dei crimini d’autore”, il nuovo romanzo dell’autore Marco Ponzi.  «Uccidendo parte della concorrenza, in ogni caso, avrebbe avuto altri avversari da affrontare, non sarebbe bastato il suo sforzo,... Altro...

    Un famoso torneo letterario, undici scrittrici emergenti, un terrorista internazionale, un assassino che nasconde due segreti; questo e tant’altro ancora ne: “Le aspirazioni mortali o dei crimini d’autore”, il nuovo romanzo dell’autore Marco Ponzi. 

     

    «Uccidendo parte della concorrenza, in ogni caso, avrebbe avuto altri avversari da affrontare, non sarebbe bastato il suo sforzo, avrebbe dovuto ucciderli tutti».

    L’autore Marco Ponzi torna dai suoi lettori con un nuovo e imperdibile romanzo giallo dalle tinte noir: “Le aspirazioni mortali o dei crimini d’autore”, titolo che contiene due giochi di parole tutti da scoprire. 

    La poco avvenente Magda Ruffini è una giovane donna, laureata in lettere, e il suo sogno più grande è diventare una scrittrice di successo. La sua determinazione la porta a lavorare per un grosso gruppo editoriale con mansioni di correttrice di bozze e scarsissima soddisfazione, oltre che di responsabile di un torneo letterario indetto dalla stessa casa editrice il cui premio è la pubblicazione del romanzo in gara. Si trova quindi a correggere i testi di autori che lei considera immeritevoli (calciatori, cantanti, influencer) e vedere quelle stesse persone avere successo coi libri che lei depreca e di cui è costretta a occuparsi. Frequentando quell’ambiente, si accorge che spesso è l’invidia a muovere le persone e che il merito non viene premiato. 

    Spinta dalla sua grande ambizione, soggiogata dalla frustrazione e certa di avere talento, ordisce un piano per emergere sfruttando il suo accesso al portale del sito sul quale vengono caricate le opere in concorso. Ma un primo omicidio le scombinerà i piani. Un’autrice emergente viene trovata morta ad Anversa e non è chiara la dinamica del delitto. Altre dieci donne cadranno vittime di una specie di omicida di scrittrici che non lascia tracce. Il magistrato Ennio Sensi e il poliziotto Claudio Marchesi indagheranno sugli omicidi, in maniera informale, sollecitati dall’Interpol che darà loro informazioni vaghe e chiedendo discrezione. Tra interrogatori, depistaggi, inseguimenti ed esplosioni, la verità emergerà, una verità che sorprenderà gli stessi poliziotti e anche il lettore. Perché la verità non è mai una sola. E l’invidia, il vizio capitale più improduttivo e incontrollabile, quello che non rimane relegato in un ambito ristretto ma si impossessa dell’anima e della mente di chi ne è vittima, logorandole, cessa solo con la fine di quell’ossessione specifica.

     

    Info biografiche

    Marco Ponzi, classe 1976, è diplomato perito turistico e presso la Scuola Superiore di Arti applicate di Milano. Il primo libro, “Perché diffidare degli assistenti di volo” (Greco & Greco ed. 2011), è autobiografico e illustrato dall’autore stesso. Per le Edizioni Il Foglio, ha pubblicato “L’accento sulla A” (2019), premiato nel 2021 alla Festa del Libro in Mediterraneo. Numerosi suoi racconti e poesie sono presenti in diverse antologie. Parallelamente all’attività scrittoria, si dedica alla pittura, all’illustrazione e alla fotografia, partecipando a diverse mostre collettive.

     

    Scheda editoriale

    Autore: Marco Ponzi

    Titolo: Le aspirazioni mortali o dei crimini d’autore

    Genere: giallo

    Editore: Il Foglio

    Pubblicato: 2022

    Pagine: 251

    Lingua Italiano

    Isbn: 9788876069246

     

  • "Nembutal", di Antonio Giugliano

    “Nembutal” è questo il titolo dell’ultimo lavoro editoriale scritto dall’autore Antonio Giugliano ed editato da Cento Autori. Nembutal è un viaggio onirico nella vita di un uomo astuto e intelligente, che si ritroverà tra oscuri personaggi e situazioni che accarezzano lo strano. Tra un passato che si manifesta in forme diverse e un mistero che alla fine si svelerà, ma non del tutto. Il... Altro...

    “Nembutal” è questo il titolo dell’ultimo lavoro editoriale scritto dall’autore Antonio Giugliano ed editato da Cento Autori. Nembutal è un viaggio onirico nella vita di un uomo astuto e intelligente, che si ritroverà tra oscuri personaggi e situazioni che accarezzano lo strano. Tra un passato che si manifesta in forme diverse e un mistero che alla fine si svelerà, ma non del tutto. Il romanzo è ambientato tra la città di Gog e dei suoi dintorni. Il protagonista è un uomo, Antonio Galiero che viene incaricato da Nico Trezza di contattare un hacker che sia capace di violare i sistemi di sicurezza di un importante multinazionale: la SuperES. Durante questo viaggio il protagonista incontra un conoscente che pensava morto, un tale Lucantonio Del Prete soprannominato Tonino che gli proporrà di entrare nell’Entità, il servizio segreto del Vaticano. Ed ecco che arrivato a questo punto della narrazione, la storia andrà verso l’imprevedibile.

    Biografia: 

    Antonio Giugliano dopo la pubblicazione dei seguenti romanzi: Love kaputt (2017), La valigia del venerdì (2020) e Topi (2022), si è dedicato alla pubblicazione di racconti per antologie per diverse riviste letterarie online; tra queste: Crapula Club, L’irrequieto, Quaerere, Split, Pastrengo, Rivista ed Enne2.

     

  • "Il procuratore muore", di Luisa Valenzuela

    Il Procuratore muore, romanzo scritto da Luisa Valenzuela, giornalista e scrittrice molto nota in Argentina, allude a un episodio di cronaca che la scrittrice non cita direttamente, ma che è di dominio pubblico e che ha sconvolto il Paese: il presunto suicidio di Alberto Nisman, celebre oppositore di Cristina Fernández de Kirchner, attuale presidentessa, accusata di aver coperto il coinvolg... Altro...

    Il Procuratore muore, romanzo scritto da Luisa Valenzuela, giornalista e scrittrice molto nota in Argentina, allude a un episodio di cronaca che la scrittrice non cita direttamente, ma che è di dominio pubblico e che ha sconvolto il Paese: il presunto suicidio di Alberto Nisman, celebre oppositore di Cristina Fernández de Kirchner, attuale presidentessa, accusata di aver coperto il coinvolgimento dell’Iran nell’attentato contro un centro ebraico a Buenos Aires nel 1994. L’ex commissario della Polizia Federale, Santiago Masachesi, costretto a un pensionamento anticipato, perché in disaccordo con la versione ufficiale del delitto, rivede dopo anni il suo primo amore con cui condivideva la passione per le letture poliziesche, e ora tra deduzioni e intuizioni può ricostruire liberamente l’omicidio del procuratore. Ma siamo di fronte a un giallo molto particolare, perché quasi a fare da contrappunto al delitto reale, l’autrice crea una finzione nella finzione: un’indagine molto personale, che richiama le atmosfere del realismo magico, così caro agli scrittori sudamericani, in cui ci prende per mano per mostrarci come si arriva a dar vita a personaggi e trame, in sostanza come nasce l’ispirazione propria a ogni scrittore.  

    “Processo creativo! Quanta boria! Per adesso è soltanto uno scandagliare senza sosta per vedere se prima o poi si arriva al fondo della pentola. Là dove si cuociono a fuoco lento le storie”.

      

    Biografia dell’autrice

     

    Luisa Valenzuela (Buenos Aires) è scrittrice e giornalista. Nella sua lunga carriera ha pubblicato più di trenta libri fra romanzi, raccolte di racconti e saggi. Ha avuto un importante ruolo in ambito letterario impartendo corsi, laboratori, seminari e conferenze nei suoi molteplici viaggi. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra i quali il Dottorato Honoris Causa dell'Università di Knox (Illinois) e dell'Universidad Nacional de San Martín (Provincia di Buenos Aires), la Medaglia Machado de Assis

    dell'Academia Brasileira de Letras. Le sue opere sono state tradotte in più di diciassette lingue, vasta è la bibliografia di monografie dedicate alla sua produzione.

    Dopo avere trascorso dieci anni a New York, dal 1989 risiede a Buenos Aires, città che l'ha nominata Personaggio Illustre delle Lettere e Cittadina Illustre.

    La casa editrice

    Edizioni le Assassine è un piccolo gruppo di appassionate/i di letteratura gialla che da anni lavora nel mondo editoriale, occupandosi di scelta dei libri, traduzioni, editing e comunicazione. Vuole dare espressione alla passione per questo genere letterario, proponendolo nelle sue svariate sfaccettature – giallo a suspence, deduttivo, hard boiled, psicologico, noir –, negli stili più diversi – fantasiosi, essenziali, sofisticati, semplici, d’antan – e nei contesti geografici più vari. Marocco, Malesia, Canada, Botswana, Algeria sono solo un piccolo esempio dei Paesi da cui vengono le scrittrici.

    Nella collana Oltreconfine, Edizioni Le Assassine propone le scrittrici di oggi che abitano i vari angoli della Terra, unite dalla stessa passione per la letteratura gialla, ma diverse nelle loro interpretazioni, con la collana Vintage l’intento è invece di andare alla scoperta di scrittrici che a vario titolo nella storia sono state pioniere della letteratura gialla. Le loro opere sono proposte in chiave moderna, senza cancellare del tutto la polvere del tempo che le rende più preziose.

     

     

  • "Vuoto", il nuovo libro di Ilaria Palomba

    Ilaria Palomba, "Vuoto" (Les Flâneurs Edizioni), presentato al Premio Strega da Maria Cristina Donnarumma.Premiato l’impegno dunque di Alessio Rega, capitano di una nave, quella del Gruppo Editoriale Les Flaneurs, che sta navigando in acque sempre più lontane. A cominciare dai due romanzi selezionati per il premio più prestigioso d’Italia, di cui uno – doppia soddisfazione – di un’aut... Altro...

    Ilaria Palomba, "Vuoto" (Les Flâneurs Edizioni), presentato al Premio Strega da Maria Cristina Donnarumma.

    Premiato l’impegno dunque di Alessio Rega, capitano di una nave, quella del Gruppo Editoriale Les Flaneurs, che sta navigando in acque sempre più lontane. A cominciare dai due romanzi selezionati per il premio più prestigioso d’Italia, di cui uno – doppia soddisfazione – di un’autrice pugliese, Ilaria Palomba. Il suo Vuoto è stato presentato al comitato direttivo dalla docente Maria Cristina Donnarumma. Nella sua motivazione leggiamo, tra le altre belle parole spese a favore del romanzo: «Emblematico è sicuramente il titolo del tormentato e durissimo romanzo di Ilaria Palomba “Vuoto” perché è il vuoto il filo conduttore di tutte le vicende vissute dalla protagonista, Iris Palmieri, raffigurata sulla bellissima ed esplicativa copertina del libro: una giovane donna bionda in un elegantissimo abito da sera nero, immersa in pensieri dolorosi, anzi in un atteggiamento decisamente disperato, è seduta sul davanzale di una finestra che si affaccia su una notte nera, senza luci, senza stelle…sul pavimento fogli appallottolati e libri aperti vogliono alludere al suo tormentato lavoro di scrittrice (…) Il linguaggio usato è ricco e articolato, a tratti scarno, elegante e raffinato, descrittivo e pacato, ma sempre tagliente come un bisturi che incide, scava perché vuole impressionare, devastare, gridare un malessere, sconvolgere, scandalizzare ma non vuole che si giudichi. Alla fine, inaspettatamente, Iris/Ilaria lancerà un messaggio di speranza a se stessa e ai lettori “Prendete questo delirio, questo macello, e fatelo fiorire”».

    Il nuovo romanzo scritto dall’autrice Ilaria Palomba è un romanzo dal sapore nuovo, dove, il sangue gocciola. È un’odissea di senso e di vita che lascia i lettori sbigottiti e affascinati. Dà sensualità ma anche una nota di sensibilità. La protagonista principale è una donna, Iris, che è sul punto di straripare ed è così che decidere di affrontare il suo inconscio, senza alcun timore e senza alcuna menzogna. È un viaggio a ritroso del tempo che lei stessa affronterà; passando: dalla spiaggia del Salento, sino a ritrovarsi nei ricordi adolescenziali. Questo percorso permetterà alla protagonista di ritrovarsi in due dimensioni: quella onirica e quella reale, il tutto, impreziosito da una penna affilata e sensibile dell’autrice.

     

    Info biografiche:

    Ilaria Palomba è una scrittrice, saggista e poetessa pugliese. Ha pubblicato: Fatti male (Gaffi, 2012: tradotto in tedesco), Homo homini virus (Meridiano Zero, 2015: premio Carver), Disturbi di luminosità (Gaffi, 2018), Brama (Giulio Perrone Editore, 2020), Città metafisiche (Ensemble, 2020), Microcosmi (Ensemble, 2022). Alcuni dei suoi racconti sono stati tradotti in lingua straniera, come: inglese, francese e tedesco.

    Casa editrice:

     Les Flâneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primo novecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità. Les Flâneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editing alla promozione. Les Flâneurs Edizioni è contro l’editoria a pagamento.

  • «La mia unica vita, la mia vita unica» di Cristina Pisanu

    Cristina Pisanu è un’hair stylist di successo a Thiesi in provincia di Sassari dove è nata e gestisce un salone “Oro y plata” da più di 20 anni. Instancabile lavoratrice e inguaribile ottimista, instaura con le clienti un rapporto speciale, caratterizzato da stima e attenzione. Improvvisamente il 18 novembre del 2018, la sua vita cambia irrimediabilmente: si sente male, con dolori la... Altro...

    Cristina Pisanu è un’hair stylist di successo a Thiesi in provincia di Sassari dove è nata e gestisce un salone “Oro y plata” da più di 20 anni. Instancabile lavoratrice e inguaribile ottimista, instaura con le clienti un rapporto speciale, caratterizzato da stima e attenzione. Improvvisamente il 18 novembre del 2018, la sua vita cambia irrimediabilmente: si sente male, con dolori lancinanti simili a una colica renale, si reca in ospedale e lì inizia il suo calvario. 

    Lotta tra la vita e la morte in terapia intensiva, non sentendosi più abile e in grado di usare le proprie mani e piedi. In quel lungo periodo, ci sarà suo marito Gigi, a sostenerla e assumersi per lei, le maggiori responsabilità, anche verso i loro due figli. Un lungo periodo di coscienza alterata, tra sogni e visioni, in terapia intensiva, non avendo consapevolezza della patologia che la affligge. «Passano i giorni e io sono sempre qui in una situazione borderline. Sogno, immagino, ho delle visioni: luce, buio, persone. Poi il nulla. I medici cercano di risvegliarmi ma non sono molto ottimisti, dopo tre arresti cardiaci e un’intossicazione da farmaci, le probabilità che mi riprenda sono molto basse». È qui che Cristina, con grande resilienza affronta i lunghi mesi in ospedale, con determinazione e abnegazione, sopportando qualsiasi sofferenza, anche l’amputazione di mani e gambe, in maniera stoica e infondendo coraggio ai propri figli. Valeria Sassu, definisce Cristina un “archetipo della rinascita”, la cui storia può ridare linfa vitale a ciascuno di noi, infondendoci un imperituro amore per la vita e un’inesauribile forza per lottare. Un viaggio all’interno e all’esterno di noi stessi. «È nel viaggio vero e proprio che farete i conti in modo improvviso e drammatico, a causa d’ineluttabili incidenti di percorso, con tutte le parti che avete rimosso e scaricato nell'inconscio e che si ripresenteranno sotto forma di Mostri e Demoni Terrificanti».

    NOTIZIE BIOGRAFICHE

    Cristina Pisanu è nata a Thiesi (SS) nel 1976, ha lavorato per vent’anni come hair stylist, dopo numerosi stage all’estero e ha gestito il proprio salone “Oro Y Plata”, fino al 18 novembre 2018, giorno del “tragico incidente” che l’ha costretta a subire la drastica amputazione degli arti inferiori e superiori. Oggi Cristina, è tornata al proprio lavoro grazie a protesi di ultima generazione, sogna una vita all’insegna di una crescente autonomia e si batte per far sì che questa esperienza di rinascita diventi esemplare per chi subisce un ineluttabile destino.

    Valeria Sassu, è nata nel 1975 a Cagliari e si è laureata in Psicologia presso l’Università degli Studi di Cagliari nel 2000. Conseguito il master post laurea in Psicologia Scolastica d nel 2007 si è specializzata in Psicoterapia Bionomica avviando la pratica professionale privata. Dal 2008 lavora come docente continuando ad esercitare la libera professione servendosi nella pratica clinica di metodologie integrate Ipnosi, EMDR, Training Autogeno. Nel 2013 consegue il master triennale in Fitoterapia presso l’Università degli Studi di Sassari. Completa attualmente la propria formazione come Analista Junghiana presso il CIPA Meridionale (Centro Italiano di Psicologia Analitica). È inoltre un’apprezzata scrittrice, coniugando la psicologia con le storie di vita.

  • L'inizio della notte, di Damiano Leone

    Damiano Leone pubblica “L’inizio della notte”: un romanzo distopico e “utopico” che narra di scenari apocalittici futuri, che vedono l’umanità ridotta a una minoranza, decimata dai cambiamenti climatici, dalle calamità naturali, dalle scarsità di risorse e dalle ondate di pandemie. Ambientato nella prima parte del terzo millennio, nel testo si racconta del progetto della Genetic Pro... Altro...

    Damiano Leone pubblica “L’inizio della notte”: un romanzo distopico e “utopico” che narra di scenari apocalittici futuri, che vedono l’umanità ridotta a una minoranza, decimata dai cambiamenti climatici, dalle calamità naturali, dalle scarsità di risorse e dalle ondate di pandemie. Ambientato nella prima parte del terzo millennio, nel testo si racconta del progetto della Genetic Project, una multinazionale farmaceutica con sede a New York, che si prefigge di immettere sul mercato un elisir di lunga vita, in grado di triplicare la durata della vita umana. Questo proposito troverà però l’opposizione del potere “invisibile” della finanza e delle più grandi potenze mondiali – i cosiddetti 10 - tra i quali spiccano la Cina, la Russia e gli USA, che vorrebbero questo preparato solo per pochi eletti, in primis loro stessi, con la scusa di non mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa del pianeta. Un iniziale braccio di ferro coinvolgerà i vertici dell’azienda genetica con i leader mondiali, almeno sino a quando gli interessi di entrambi non collimeranno, a seguito delle mutate condizioni di sopravvivenza sulla Terra.  La società fondata dal filantropo Alexandros Cristhopoulous e diretta poi dai suoi quattro amici più cari - Filippo Grassi, Sara Randi, Takeda Nakai e Birgitt Howard – aveva, intanto, sviluppato, una nuova stirpe di “superumani” – i cosiddetti “Nuovi”, maggiormente dotati, sia dal punti di vista fisico, intellettuale che morale. Riuscirà l’umanità a sopravvivere al collasso delle risorse, a salvarsi e ad accettare una convivenza pacifica, con un essere umano superiore e all’avanguardia?

    Eppure, per la prima volta da quando l’homo sapiens o forse i suoi più antichi progenitori avevano acquisito consapevolezza di sé e della propria mortalità, quel dolore senza consolazione che non fosse quella di confidare in improbabili o indifferenti divinità, era in parte lenito da una speranza non altrettanto esile

    Informazioni biografiche 

    Damiano Leone nasce a Trieste nel 1949. Nella prima parte della vita si è interessato alle discipline scientifiche con particolare riguardo per l’astronomia. Di professione chimico, in seguito ad alcune vicende che lo inducono ad abbandonare il lavoro, inizia a riprodurre artigianalmente armi e armature antiche. Da oltre trent’anni si dedica alla storia, all’arte e alla letteratura classiche. Al termine dell’attività lavorativa si trasferisce in un paesino montano del Friuli dove trova il tempo e la tranquillità per dedicarsi attivamente alla narrativa. Con le edizioni Leucotea pubblica nel 2012 il romanzo storico “Enkidu”, poi nel 2015 “Lo spettatore”. Seguono nel 2018 “Il simbolo” altro romanzo storico e infine nel 2020 “Il guaritore” pubblicati entrambi da Gabriele Capelli Editore. E infine, a ottobre del 2022 pubblica “L’inizio della notte”.

    Casa editrice

     

    “Edizioni Leucotea” nasce nel 2011. Sin da principio, il romanzo ha caratterizzato la loro linea editoriale: copertine dai colori accesi e la banda in alto Pantone 300C divengono il loro marchio di riconoscibilità. La grande attenzione all'innovazione e agli esordienti porta, nel 2014 alla creazione del marchio Project. La narrativa non è l’unico genere trattato da, sin dagli inizi il marchio Biblioteca delle Soluzioni ha trattato di economia, e divulgazione. Le letture per l'infanzia sono affidate a BdS-Junior, mentre EBK è il marchio dedicato alla saggistica storico-filosofica è contraddistinto da poche pubblicazioni all’anno, selezionate per ricercatezza.

     

  • "Le risate del mondo" di Arturo Bernava

    “Le risate del mondo” segna il ritorno di Arturo Bernava alla letteratura: un romanzo corale, costituito da tanti coloriti personaggi che insieme intessono un’avvincente storia, ambientata a Chieti e provincia, durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943. La trama prende avvio dal mancato matrimonio di Italia Michelli, presunta vedova di guerra, con Alfonso Pierantozzi, di classe ... Altro...

    “Le risate del mondo” segna il ritorno di Arturo Bernava alla letteratura: un romanzo corale, costituito da tanti coloriti personaggi che insieme intessono un’avvincente storia, ambientata a Chieti e provincia, durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943. La trama prende avvio dal mancato matrimonio di Italia Michelli, presunta vedova di guerra, con Alfonso Pierantozzi, di classe sociale superiore e con legami nel partito fascista, per opposizione del prete, Don Michele detto “Tiscrocco”. Ignoti sono i motivi, che spingono il cosiddetto parroco “bolscevico” a rifiutare di celebrare questa unione, tanto agognata dalla madre di Italia, Benemerita Carrisi, a caccia di un buon partito per scacciare la fame. Di sollievo è invece la reazione della mancata sposina, che ancora sognava di rivedere suo marito Ottavio, disperso nella campagna di Russia. 

    «I bambini sono le risate del mondo.

    Gioia pura, vestita da vivacità, di movimento. Se ti scorrazzano intorno quasi non ci fai caso, per assurdo ne provi persino fastidio. Quando non ci sono ne avverti l’inspiegabile assenza, come se l’aria si fosse improvvisamente rappresa in cubetti di ghiaccio.

    Un mondo senza bambini sarebbe come un sorriso senza denti. Senza risate, per l’appunto»

    Nel mentre viene trovata morta l’altra Italia, un’anziana che si occupa di mercato nero e di “ruffiana”, responsabile di aver presentato la più grande delle Michelli a Pierantozzi. Uccisa per strangolamento, tante sono le ipotesi, ma stupisce l’interesse per quest’indagine dei tedeschi stanziati sul territorio, in primis del “kaiser”. Intanto, arriva l’8 settembre e i bombardamenti degli alleati che colpiscono anche Villamagna. Tra i personaggi principali si annovera anche il dottore, Don Gerardo De Luca, che riceve un avviso di trasferimento presso il distretto di guerra, il cui posto sarà usurpato da un novello, un certo Andrea Mantini, che si scoprirà essere una donna, nata in Germania. Tante le novità in atto in quel piccolo paese in provincia di Chieti, dove intanto i tedeschi mettono in atto la loro ritorsione, sgomberando le città, razziando le case e fucilando i partigiani. Una storia originale, che racconta di un periodo di transizione per l’Italia: la resa, la cosiddetta “perdita della patria” e la resistenza, dei partigiani, nascosti tra le montagne.

    Note biografiche 

    Manager, scrittore pluripremitato, docente di scuola di scrittura creativa, Arturo Bernava, attualmente è amministratore del Gruppo Editoriale “Il Viandante – Chiaredizioni”. Nato nel 1970, è stato premiato in oltre cento concorsi letterarii. Nel 2009, per la casa editrice Solfanelli, ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Il colore del caffè” (Premio Internazionale Città di Mesagne 2011, Premio Maria Messina 2011, Premio Città di Eboli 2010, Premio Internazionale Golfo di Trieste 2010). Nel 2010 è uscita una sua raccolta di racconti dal titolo “ELEvateMENTI” (Tabula fati, Chieti), che, tra i vari riconoscimenti, ha ottenuto anche la medaglia della Presidenza del Senato al Premio Parco Maiella di Abbateggio. Nel 2013 ha pubblicato “Scarpette Bianche” (Solfanelli Chieti), risultato vittorioso in numerosi certami letterari, tra cui: “Premio città del tricolore (Reggio Emilia)”, “Premio Thesaurus (Albarella, Rovigo)”, “Premio Mario Arpea, città di Rocca di Mezzo”, “Premio per l’editoria abruzzese, città di Roccamorice”, “Premio Internazionale Martucci-Valenzano (Bari)”, “Premio internazionale Marchesato di Ceva 2015”, oltre ad aver conquistato la piazza d’onore in un’altra quindicina di premi letterari. Ha collaborato con alcune riviste periodiche, sia cartacee che online, tra cui “Tuttoabruzzo” e “Arteinsieme” (quest’ultimo con la pubblicazione di alcuni racconti). Una sua biografia è riportata nell’Enciclopedia degli autori italiani, edita dall’Associazione nazionale “Penna d’autore”.

    Cenni editoriali

    La casa editrice Il Viandante nasce nel dicembre del 2015 e vanta al proprio attivo centinaia di pubblicazioni, principalmente di narrativa di genere, gialla e storica. La casa editrice NON chiede alcun contributo agli autori, men che meno l’acquisto obbligatorio di copie. Annovera, tra i propri autori, anche esordienti o scrittori che hanno all’attivo poche pubblicazioni, in coerenza con la propria “mission aziendale” - essere “fucina di talenti” -  che mira a scoprire, promuovere e far crescere talenti letterari del panorama culturale nazionale.

    Il marchio viene distribuito in Italia da Messaggerie e fa parte del Gruppo Editoriale IlViandante – Chiaredizioni.

  • 'Il cavaliere senz’ombra', di Raffaele Olivieri

    Il cavaliere senz’ombra è il nuovo libro di Raffaele Olivieri edito Guida Editore. Protagonista è Gualtiero, un nobile rampollo di un’antica casata, figlio di un cavaliere appartenente all’Ordine dei Templari.  La trama si svolge in Francia, nel 1295; per Gualtiero la figura del  padre è un alto modello da seguire e emulare, seppur dentro di sé non sgorghi il sacro fuoco del ca... Altro...

    Il cavaliere senz’ombra è il nuovo libro di Raffaele Olivieri edito Guida Editore. Protagonista è Gualtiero, un nobile rampollo di un’antica casata, figlio di un cavaliere appartenente all’Ordine dei Templari.  La trama si svolge in Francia, nel 1295; per Gualtiero la figura del  padre è un alto modello da seguire e emulare, seppur dentro di sé non sgorghi il sacro fuoco del cavalierato e della temerarietà. Quella di Gualtiero è un’anima malinconica, letteraria, ingabbiata fra spade e armature; la delicatezza dell’anima del giovane si scontra con la concretezza e l’austerità del carattere del padre. Gualtiero si emoziona di fronte a un paesaggio, seppur non sappia cosa siano le emozioni; ha con sé un lista, un prontuario per vivere secondo certi canoni, in cui l’amato padre ha scritto tutte le situazioni e le persone da cui Gualtiero deve diffidare.

    Il suo carattere remissivo, troppo codardo per la guerra, gli era valso anche gli scherni della comunità; tuttavia, tutto cambia quando alla morte del padre il giovane rampollo ne eredita l’armatura: una corazza che diventerà una prigione, una sorta di oggetto transazionale di Winnicottiana memoria. L’armatura avuta in eredità diviene una vera e propria fortezza in cui Gualtiero si rinchiude, senza volersi mai staccare, simbolo di una gabbia d’oro e spauracchio di un effettivo e concreto mezzo per sconfiggere i dolori, le sofferenze e le realtà della vita vera. Il giovane, per dimostrare agli altri e a sé stesso di valer pur qualcosa, decide di partire per prender parte alle Crociate; il suo scopo diventa quello di inseguire le guerre, non perché sia un cuor di leone ma perché l’armatura diventa un riflesso di quella temerarietà  di cui Gualtiero manca. La battaglia, nella concezione del protagonista, diventa così un contesto mitico: soverchiato da un alone leggendario quasi come le gesta mitologiche di eroi del calibro di Achille. Tuttavia, le crociate sono finite da un pezzo: il giovane non cede alle sue convinzioni  e, anzi, la sconfinata paura da cui è pervaso lo obbliga a utilizzare questa falsa credenza come pretesto per non abbandonare l’armatura del padre; pesante, ingombrante, ma sicura e appagante dal punto di vista emotivo. Gualtiero intraprende un folle viaggio verso le guerre, schernito da tutti: ma è proprio durante il suo viaggio in Galilea che scoprirà sé stesso, grazie agli incontri singolari con cui si rapporterà durante il suo cammino.

    Durante il suo viaggio verso la Galilea il cavaliere senz’ombra,  abituato agli agi e alla comodità, inizia a scontrarsi con le prime intemperie della vita; il timore degli insetti, abili e veloci nell’insidiarsi sotto la sua armatura diventata, oramai, una vera e propria casa e, ancora, la fame, il freddo e il caldo. Ogni tanto, alla vista di qualche paesaggio o di qualche personaggio durante il suo cammino,  sopraggiunge un grumo di emozioni che Gualtiero percepisce nel petto, credendo si tratti di un dolore alle costole. Con lui il suo cavallo e un coniglio selvatico incontrato lungo la strada;  un animale la cui simbologia con il protagonista appare evidente: il poco coraggio, la paura, il non lasciarsi mai andare. Durante il corso delle pagine, il lettore noterà la crescita emotiva e umana del protagonista della storia: non solo grazie a una sua graduale evoluzione ma anche, e soprattutto, grazie ai personaggi che saranno riflesso dei suoi timori e che, tramite gesti o parole, li dissiperanno. Da ogni incontro imparerà qualcosa: la calma e la quiete di una comunità che vive senza parlare, al chiarore della luna, la cui dottrina si ispira all’amore, alla cooperazione e alla solidarietà. Nomadi legati alla terra che insegneranno al giovane il legame con la natura,  o la possibilità di una  la vita condotta senza il superfluo che pur può essere serena. Ai lunatici Gualtiero dona alcuni pezzi della sua armatura affinché possano reperire dalla vendita di quest’ultima del denaro per compare cibo e viveri. Questo passaggio è emblematico: l’armatura, co-protagonista del romanzo, si sfalderà nel corso delle pagine rivelando la vera essenza del cavaliere che la indossa. Alcune parti saranno rubate, altre donate ancora a un uomo deforme dopo aver incontrato i lunatici, altri pezzi andranno perduti.

    Questa progressiva perdita simboleggia, in realtà, la possibilità di ritrovarsi; ogni pezzo perduto dell’armatura coincide con l’incontro  verso la sofferenza, l’empatia , l’amore e, in altre parole, verso l’umanità. Piano piano, il carattere rigido che contraddistingue Gualtiero lascia il posto a una spiritualità che sembra sempre più espandersi, nel corso delle pagine,  tanto da arrivare a  rifiutare il motivo primario che lo ha fatto partire: la guerra. Incontra, in seguito, Frate Girolamo che lo invita a sostare nel monastero insieme ad altri frati; qui, Gualtiero, dopo una sosta decide di andare via, ancora, per la sua strada.  Successivamente, un menestrello gli indica la via della magia per rispondere a quei quesiti che Gualtiero, nel corso del suo viaggio, si continua a porre.  L’uomo incontrato per strada lo conduce dalla maga Jolanda che, invece di preparargli una pozione, gli rivela una profezia che sconvolge il cavaliere. La stanza della maga è sinistra, gli odori di rane e lumache bollite poco invitanti, le ombre nere dell’aldilà che il giovane cerca di combattere inquietanti. Eppure, la maga, scorge qualcosa di maestoso nel cavaliere dal cuore pavido e gli predice di essere destinato alla Grande Armonia: una condizione che implica lealtà, rispetto,  coraggio ma non la guerra.

    ‘’Ogni volta che rinuncerete a un pezzo della vostra armatura, riceverete un segno a indicarvi che siete sulla strada giusta. […]. Dovrete imparare ad incassare i colpi della vita, non quelli delle spade. Al termine del viaggio raggiungerete la Grande Armonia’’.

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