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Intervista al Maestro Alessandro Cavallucci

Con grande piacere torno ad intervistare il Maestro Alessandro Cavallucci, chitarrista e compositore italiano di fama internazionale

     

1) Maestro Cavallucci Lei ha studiato chitarra classica al Conservatorio di Pescara diplomandosi con il massimo dei voti sotto la guida del Maestro Delle Cese. Cosa ricorda di quel periodo formativo e quanto l’ha influenzata nella Sua carriera artistica?

Inutile e banale dire che è stato il periodo più bello e formativo di tutta la mia vita, è nato tutto da lì e non si parla di influenze nella vita, ma della vita stessa.

2) E’ cresciuto in una famiglia di musicisti: mamma soprano e nonno mandolinista. Che repertorio ascoltava da piccolo e quali compositori amava maggiormente?

Sono cresciuto con il repertotio operistico e partenopeo. Io prediligo il periodo impressionistico

3) I corsi di composizione per chitarra flamenca da Lei seguiti in Spagna con E. Merengue, R. Riqueni, M. Santiago sono state sicuramente esperienze molto positive, da un punto di vista didattico ha riscontrato delle differenze rispetto all’Italia?

La differenza didattica è che in Spagna sono molto meno accademici e butocratici di noi. E’ tutto molto più emozionale se posso consentirmi questo termine.

4) Ha studiato per tre anni con L. Brouwer ed ha vinto una borsa di studio della SIAE consegnata ai dieci migliori chitarristi italiani. Cosa è cambiato da quel momento in poi?

Purtroppo quasi nulla, perchè la realtà concertistica che viviamo è poco meritocratica. Si lavora molto per “conoscenze”e “concerti scambio” ci sono pochissimi fondi che diano la possibilità di far emergere i veri talenti, che molte volte vengono ignorati solo perchè non hanno le conoscenze giuste.

5) Ha suonato per importanti rassegne musicali italiane ed estere (Firenze, Genova, Roma, Spoleto, Marktoberdoff in Germania, Festival di Cordoba in Spagna…), dove si è trovato più a suo agio?

Dappertutto, anche se il cuore l’ho lasciato in Spagna.

6) Lei è anche compositore e scrive sia per chitarra che per mandolino, quali forme musicali compositive adotta?

Le mie composizioni sono di stile impressionistico, quindi con atmosfere molto meditative, oppure di stile mediterraneo con influenze flamenche.

7) Il suo amore per la natura l’ha portata a comporre alcune composizioni “naturalistiche”, in cosa consistono e per quali strumenti ha scritto?

Sono composizioni che portano in simbiosi con il silenzio, la meditazione e le voci della natura. Composizioni per chitarra solista e per chitarra e arpa.

8) A maggio 2022 è uscito il suo album “The song of heart”, di cosa si tratta?

E’ una rivisitazione di brani appartenenti alla musica pop, tutti arrangiamenti scritti da me dei brani più belli degli anni 80 di artisti come i Queen, Supertramp, Chicago, ecc.

9) Progetti futuri?

Realizzare delle opere con l’orchestra sinfonica

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