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La mia ragione

Tu prova a spiegarti il motivo per cui scegliere di saltare quegli ostacoli rincorrendo un mare di guai che vanno ovviamente nella direzione sbagliata; Andargli dietro nella condizione più testarda che esista e poi risvegliarsi con il primo e unico pensiero che non riesce mai ad addormentarsi di fronte all’idea di quella impresa così assurda: una maratona al contrario corsa alla velocità del suono e di cui dover cancellare ogni ricordo, e ogni sogno anche: e non ho preso la mira al cuore, non più, – il tuo se ne infischia e credo non sia più neanche il solo – pur avendo sempre creduto fosse l’unica nobile ragione che mi autorizzasse a lasciarti un pensiero dietro la porta ogni volta che proseguo verso casa mia. Non siamo poi così distanti, ciononostante non mi raggiungerai mai, e io neanche: non avrai conosciuto ancora il significato di quel “coraggio dell’amore” di cui si straparla tanto, se un bel giorno non avvertirai l’assordante richiamo dell’assenza che ti ordina di trasformarla a tutti i costi in presenza viva, forte e imperativa, impellente, come fosse un appuntamento che qualcuno, te stesso, ha fissato per te, e devi andare: capisci soltanto che devi andare. Io e te non saremo mai pronti per questo: bisogna avere nel curriculum una certa esperienza nel rischio emotivo, ai “no” sonori, pronti a fare il giro del mondo ma non di bocca in bocca, a partire davvero, da soli, senza geolocalizzazione, e con l’unica consapevolezza di star facendo la sola, vera cosa giusta: provarci, fino in fondo, è tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che possiamo salvare, e la maggior parte delle volte funziona, se ci hai creduto cosciente di giocarti tutto quello che senti. Hai un cesto senza fondo stracolmo delle mie parole, la forma più intima dei “sono qui” detti in tua assenza, l’anticamera prima di un vero incontro. <<Hai rovinato tutto tu>>.<<Tu me l’hai lasciato fare>>.<<Perché io non posso farlo per te: tu ti sei arresa, se non riesci più ad ascoltare il tuo coraggio dell’amore>>. 

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Brescia