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    CARTEGGI PERPENDICOLARI

    Carteggi Perpendicolari è un’originale silloge poetica che appare, nel suo insieme, elegante movimento di immagini sfocate, stilizzate metafore, una poetica che si apre su una vastità di emozioni impalpabili, minutamente cesellate in intellegibili fermoimmagine; una raccolta di versi criptica, surreale, in cui tracce ermetiche si fondono a frammenti di memoria, evocati dal suono del mare che i... Altro...

    Carteggi Perpendicolari è un’originale silloge poetica che appare, nel suo insieme, elegante movimento di immagini sfocate, stilizzate metafore, una poetica che si apre su una vastità di emozioni impalpabili, minutamente cesellate in intellegibili fermoimmagine; una raccolta di versi criptica, surreale, in cui tracce ermetiche si fondono a frammenti di memoria, evocati dal suono del mare che irrompe e riveste di nuova luce la radura desolata, del vento, di alberi frondosi, di vie riposte, sconfinate piazze avvolte dai colori stesi di cieli accesi, di albe accecanti, di profumi che riempiono le stanze. Singolare lettura della realtà, a tratti visionaria, dove lampi di astrattismo trasformano volti, paesaggi, i contorni netti dello spazio esterno sul fil rouge di dimensioni oniriche; una scrittura estemporanea, sperimentale sentiero traversato da silenzi, dalla luce del Creato, sottili geometrie. La poesia diventa tenace gancio, la pausa, pura espressione di paesaggi incontaminati dell'anima, l'abbraccio che trattiene e salva, che accarezza e schiude l'anima, nel movimento difforme del tempo e dello spazio. I colori del mondo nutrono il cuore in una dimensione di pace, di profonda connessione con la natura, la musica sospinge vele annodate, la quiete disseta il pensiero, placa le voci di città sonnolenti, la vile impazienza, i voli declinanti. La parola è il dono corallino, lo sprazzo puro, la spontaneità del verso, il guizzo oltre il margine del rigo.

                                                                                                                                                        

    M.M.

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    CECI N’EST PAS UNE PIPE

    Me ne andavoper strade di carta,mentre la luna si smezzavasui merli di torri sospeseed il fumo di comignoli pensanticome teste fra le nuvole,baluginava di smeraldo.Acefali cappelli spagliatisopra tetti neroavoriopèndevano su tegole d'amianto,lungo orbite di spigoli affocati.Piedi di cera fanno piroettee giri di parolein scarpette di macramé,e la sagoma impietratadella limonaiafa del cespo di mor... Altro...

    Me ne andavo

    per strade di carta,

    mentre la luna si smezzava

    sui merli di torri sospese

    ed il fumo di comignoli pensanti

    come teste fra le nuvole,

    baluginava di smeraldo.

    Acefali cappelli spagliati

    sopra tetti neroavorio

    pèndevano su tegole d'amianto,

    lungo orbite di spigoli affocati.

    Piedi di cera fanno piroette

    e giri di parole

    in scarpette di macramé,

    e la sagoma impietrata

    della limonaia

    fa del cespo di more

    un taglio di vapore.

    Lo strato semplice

    di pittura solida

    linea il tralcio declinante

    di Petrèa chartreuse,

    poi fa un salto all'indorata pèrgola,

    alla sempiterna rèdola.

    Thea Matera ©️ 

    (Dal libro "CARTEGGI PERPENDICOLARI" -     Amazon.it, Copyright 2022©️)

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    BAIGNÉ PAR LA LUMIÈRE

    Andavamo, ebbre lanterne,per mostre d'artein cerca di ludiche anticaglie,propaggini frugali,a guardare, tèndini,la piega fatalista,la miccia di frumento,la luce mutevole del pettine rado,l'assedio dell'onda di fango.Non si ravvede il canto ribelle- corde pulsum tangite -la foto strappata di un volto,il lembo dell'occhio neroa destra della luna,di lampade ad olionella foschia di pece,un canto di n... Altro...

    Andavamo, ebbre lanterne,

    per mostre d'arte

    in cerca di ludiche anticaglie,

    propaggini frugali,

    a guardare, tèndini,

    la piega fatalista,

    la miccia di frumento,

    la luce mutevole del pettine rado,

    l'assedio dell'onda di fango.

    Non si ravvede il canto ribelle

    - corde pulsum tangite -

    la foto strappata di un volto,

    il lembo dell'occhio nero

    a destra della luna,

    di lampade ad olio

    nella foschia di pece,

    un canto di nebbia

    di algide presenze

    in abito da sera.

    Moire gravitano

    sulla lama del foglio,

    in un'aria di fosforo

    limano il filo di lana

    sulla rotaia punta,

    sul contorno

    di balze sforbiciate

    di fossili alpestri,

    fintantocché non giunga

    in limine il polso flesso.

    Fa' che sia importante

    il fondo di ogni verso,

    ricopia ogni parola

    sulla campata sdrucciola,

    ricopri la parola da ogni lato,

    non perderla fra brogli d'orzo

    e zampe di cristelle.

    Il lupo fissa di lontano

    il paesaggio innevato

    e, solitario, si perde nel corrusco,

    dove il poeta rude

    zufola del croco

    e di nocciòli nivei,

    e l'orologio molle

    mostra l'ora inerme

    sulla costa di tormalina.

    Thea Matera ©️

    (Dal libro:" CARTEGGI PERPENDICOLARI " -   Amazon.it, Copyright 2022©️)

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