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BAIGNÉ PAR LA LUMIÈRE

Andavamo, ebbre lanterne,

per mostre d’arte

in cerca di ludiche anticaglie,

propaggini frugali,

a guardare, tèndini,

la piega fatalista,

la miccia di frumento,

la luce mutevole del pettine rado,

l’assedio dell’onda di fango.

Non si ravvede il canto ribelle

– corde pulsum tangite –

la foto strappata di un volto,

il lembo dell’occhio nero

a destra della luna,

di lampade ad olio

nella foschia di pece,

un canto di nebbia

di algide presenze

in abito da sera.

Moire gravitano

sulla lama del foglio,

in un’aria di fosforo

limano il filo di lana

sulla rotaia punta,

sul contorno

di balze sforbiciate

di fossili alpestri,

fintantocché non giunga

in limine il polso flesso.

Fa’ che sia importante

il fondo di ogni verso,

ricopia ogni parola

sulla campata sdrucciola,

ricopri la parola da ogni lato,

non perderla fra brogli d’orzo

e zampe di cristelle.

Il lupo fissa di lontano

il paesaggio innevato

e, solitario, si perde nel corrusco,

dove il poeta rude

zufola del croco

e di nocciòli nivei,

e l’orologio molle

mostra l’ora inerme

sulla costa di tormalina.

Thea Matera ©️

(Dal libro:” CARTEGGI PERPENDICOLARI ” –   Amazon.it, Copyright 2022©️)

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