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Quei silenzi pieni di parole

Il racconto, oltre che da sapienti citazioni musicali, che mettono in evidenza il profondo amore e la profonda conoscenza del genere pop-rock progressive dagli anni ’60 in poi, è contrappuntato anche da qualche piacevole e nostalgico flash-back della giovinezza e in- dulge in interessanti incursioni nei rapporti sentimentali con le sue numerose compagne. Peraltro, tutto è raccontato -e questo è un suo pregio- senza mai sconfinare nella letteratura erotica, tanto meno nella volgarità. L’autore opportunamente interrompe la descrizione dei rapporti intimi, che restano solo suggeriti nella descrizione dei prodromi, ancorché chiaramente, un attimo prima che essi avvengano. Il libro contiene anche le testimonianze personali di un giovanissimo Graziano Farni, studente universitario ventiduenne che in seguito di- venterà un bravo architetto, toccando nelle pagine iniziali la faticosa ma brillante costruzione del cursus honorum che fa da sfondo alla relazione sentimentale con l’avvenente Graziella, una donna venti- novenne, gioielliera, sposata, senza figli e spesso sola, e (forse, an- che per questi motivi) insoddisfatta; contemporaneamente, alla sto- ria di un’intensa amicizia con una studentessa coetanea sensibile, comprensiva e matura. Forse inconsciamente anch’ella innamorata, ma segretamente di Graziano. Prima ragazzo intraprendente, poi uomo brillante, infine professionista esperto, determinato e affer- mato a cui piacciono le donne, il buon cibo innaffiato col prosecco, le moto e i rapporti d’amicizia giovanili, schietti, duraturi e sinceri e la musica

Insomma, lo scrittore, qualsiasi scrittore è, in genere, pieno di sé – Maurizio non fa certo eccezione- e in realtà, sta scrivendo la sua au- tobiografia anche quando sembra intento a scrivere d’altro.

Solo che Maurizio non finge. Lo giuro.

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Ancora un semplice pensiero sulla solitudine…

Facondia di passi