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La bella e la bestia

Era davvero bella. Bionda, giunonica, occhi chiari che illuminavano la notte.  Stava scegliendo qualcosa per la spesa, Al supermercato.  Non arrivava a 30 anni. Non aveva un uomo fisso e leggeva di filosofia. Niente concorsi di bellezza. Niente provini per la tv. Passava le giornate a leggere e nuotare in piscina. Nuotare sott’acqua le dava la misura del fascino del silenzio. Mentre caricava il carrello di roba per la spesa, Jos le si avvicino’. 35 anni, fotomodello, palestra, estetista, tre volte in reality famosi. Ciao, le disse. Jos mosse le ciglia che coprivano i suoi occhi verde pistacchio di cui si sentiva fiero e sicuro. Lei si giro’. Ci conosciamo? Fece. Jos disse, possiamo conoscerci ora. Non credo di aver capito, disse  lei. Volevo dire  ciao,  come butta? Lei lo guardo’ con aria di sufficienza  giro’ carrello e tacchi e si allontano’. Jos non capiva.  Non aveva funzionato.  Ci stavano tutte, di solito. Bastava dire, ciao, come butta? Mentre era vicino ai vini, lei scelse un paio di bottiglie . Aveva un metabolismo perfetto. Mangiava e beveva ad libitum e non metteva su un chilo fuori posto nemmeno morta. Li nei pressi dei vini c’era Sesar. Sesar aveva qualche problema ad accettarsi. Era il limite del microsomismo, 38 anni, calvo, coroncina di capelli tipo rete di recinzione all’aeroporto per zanzare. Mai stato con una donna. Lei lo guardo’. Scusa,  gli fece, mi consiglieresti un vino da dessert? Come scusa? Chiese lui, dice a me? Certo, bello, dico a te. Ci mise un po’ a realizzare che la bella stava parlando con la bestia. Poi si fece coraggio e disse, prova questo Passito di Pantelleria. E’ un vino che favorisce la meditazione postprandiale.  Lei sbatte’ le sue ciglia come ali di farfalla e dentro Sesar avvenne un terremoto. Non puo’essere  pensava Sesar, sta parlando con me.

Alla cassa arrivarono in tre. Jos  ,Sesar e lei. Passarono dalla cassa. Jos si disse, non e’ possibile, ci riprovo.  Le si avvicino’. Lei lo squadro’ dalla testa ai piedi. Ciao, come butta? Le fece. E contrasse gli addominali sotto la maglietta aderente. Ma per favore, disse lei. Ho già un accompagnatore, fece, indicando Sesar. Chi, quel nano? Disse Jos . Quel…nano, come lo chiami tu, si e’  guadagnato l’accesso alla mia sala giochi. Vero Sesar? Che vieni ad assaggiare il mio passito? Sesar assenti’ timidamente col capo. Jos Non credeva ai suoi occhi. Non credeva alle sue orecchie.  Al suo cervello non aveva mai provato a crederci. Batte’ in ritirata.  Fece un ultimo tentativo di farla ingelosire. Fece in modo di farsi sentire mentre diceva alla cassiera, ciao,  come butta? Sei quello della tv? Fece la cassiera. In persona, disse Jos. Ti facevo diverso, disse.  Diverso come? Più alto, disse la cassiera. Lei era uscita con Sesar. Chiacchieravano amabilmente. Lui la stava aiutando a caricare la spesa in macchina. Jos osservava la scena. Che guardi? Fece la cassiera. Niente , disse Jos. Ciao, come butta?

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