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Dio e il Diavolo

Si sedettero al tavolo. Era un tavolo lunghissimo, così avrebbero potuto tenere le distanze: Dio e il Diavolo. Giocavano la loro partita. In palio l’influenza sugli umani. Si osservavano da lontano. Non erano cambiati per niente, dall’alba dei tempi.

-Allora , come va, vecchio, disse il Diavolo.

-Vecchio è il mio aspetto, ma io sono il senza età.

-Attento, vecchio, non commettere peccato di superbia, disse il Diavolo.

-Ti ho scacciato dalla mia corte, figlio degenere e ribelle e vedo ancora oggi che ho fatto bene, disse Dio.

-Mi hai regalato un altro regno: la terra.

-La terra è di mia pertinenza, tu lì sei solo un ospite.

-Un ospite influente, a quanto pare: diluvi, terremoti, pandemie, guerre, violenze, sesso libero.

-La partita è in corso e verrà la pace e verrà la quiete e gli uomini vivranno in armonia.

-Ma ci credi in quello che dici?

-Io credo in me stesso…e credo nell’uomo.

-Peccato che l’uomo non creda in te.

-Sulla terra sono più quelli che credono di quelli che non credono e tu stai perdendo.

-Puah…credono, dici? Lo fanno solo per finta. Credere per guadagnarsi il paradiso me lo chiami credere?

-E’ un modo di credere…in attesa del modo giusto. A furia di credere la fede arriva, disse Dio.

Il Diavolo incassò il colpo.

-Parliamo del Paradiso. Sei sicuro che tutti i tuoi ospiti ti sono stati fedeli?

-Certo, altrimenti non starebbero lì…

-Già…il Paradiso…il luogo della felicità totale, dell’armonia totale…dell’assenza di sofferenza…be’…in effetti è proprio in questo modo che uno si accorge di essere morto.

-Che vuoi dire?

-Che è un posto noioso…guarda quanti ospiti illustri che ho io…guarda quanti personaggi che hanno fatto la storia, sono miei venerati ospiti. Passare il tempo in loro compagnia è molto più interessante che la felicità assoluta. La felicità assoluta assomiglia all’assenza di se’ stessi. Guardali lì i tuoi ospiti. Non odiano nessuno. Ma lo vuoi capire che l’odio è una forma di amore rovesciato?

Dio incassò il colpo.

-Comunque verrà un tempo di pace e armonia e l’uomo vivrà a lungo e bene, disse Dio.

-Non credo che l’uomo sopravvivrà a se stesso. Si sta suicidando. Gli hai dato il libero arbitrio e lui cosa ha fatto? Lo ha consegnato a me. 

Dio stava perdendo? Per la prima volta ebbe un dubbio. No. Non era possibile, lui era l’infallibile, l’indubitabile.

-Dai, ammettilo, stai perdendo, lo incalzò il Diavolo.

-Perdere delle battaglie non significa perdere la guerra. E quella la vincerò io, disse Dio.

Il Diavolo si scosse sulla sedia. La sua era una sedia elettrica , ma la usava come vibromassaggio.

-Vedremo alla fine , chi vincerà…certo, puoi sempre eliminarmi. Solo così potrai assicurarti la vittoria.

Dio restò un poco a riflettere…

-Perchè dovrei eliminarti? Per fare di te un martire? In fondo mi fai comodo. Tu rappresenti il male e ciò mi permette di fare la differenza con il bene.

Il Diavolo si scosse sulla sua sedia elettrica del 1955. Su quella sedia erano morti decine di assassini.

-Dimmi una cosa, disse il Diavolo. Cos’è per te il bene?

Dio restò qualche minuto a riflettere. Era vecchio e stanco. Lo avevano dato per morto un mucchio di volte. Nietzsche lo aveva dato per morto. E molti altri. Ma lui non moriva. Lui era l’immortale.

-Bene è credere in me. Bene è far del bene. Bene è non uccidere. Bene è non usare il sesso in modo inadeguato.

Il Diavolo sorrise:- Bene è credere in te? Ma quanti umani non credono in te e si comportano meglio di quelli che in te ci credono? Bene è non uccidere? Quante guerre ha condotto l’uomo in nome del crocifisso? Bene è non usare il sesso in modo non adeguato? La fai facile, tu. Prima hai creato l’uomo, il suo corpo, i suoi sensi e poi gli dici come deve usarli? Sei un Dio non molto democratico, non ti pare?

Dio guardò il Diavolo…non poteva odiarlo, era peccato. Non poteva ucciderlo, era peccato. E poi perchè avrebbe dovuto eliminarlo. Con chi avrebbe giocato, poi, le sue partite con in palio l’influenza sugli umani?

-Ti perdono, disse Dio rivolto al Diavolo. Ti perdono per tutti i tuoi peccati. Pentiti. Se ti penti ti accoglierò in Paradiso. E la pace regnerà sulla terra.

-Non posso pentirmi. Perchè è nella mia natura, essere come sono. E sei tu che mi hai creato. Puoi solo uccidermi. Ma non puoi farlo. Perchè verresti meno ai tuoi principi. Scacco matto.

Dio sorrise. Si alzò dal tavolo. Si tolse la maschera. Le riprese si interruppero. La troupe si sparse sul set.

Il Diavolo anche si tolse la maschera.

-John, mi avevi quasi convinto, disse Arny, l’attore che interpretava Dio.

-Non sarebbe stato difficile, rispose John.

-Perchè? Chiese Arny.

-Il male è seducente…il bene…be’, il bene è più difficile…

-Non lo so, disse Arny…io ho da poco smesso col wiskey…

-Tanto prima o poi ricomincerai, disse John.

-Io non credo, replicò Arny.

-Che ne dici di scommettere? Chiese John.

-Io non scommetto mai…io sono Dio, non ricordi?

John rise. -Dai, andiamo a bere qualcosa, disse ad Arny.

-Acqua minerale, disse Arny.

-Te l’ho sempre detto…disse John.

-Cosa?

-Tu ti immedesimi troppo nella parte…disse John.

-Non è forse questa l’essenza dell’attore?

-Certo, certo. Questa e potersi pagare le bollette…

Risero entrambi e uscirono dal set…

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