in

Accampati!

Ci stringemmo attorno al fuoco appena acceso, le fiamme iniziarono a lambire il ceppo alla base mentre consumava i rametti più sottili e il fumo permeava l’aria.

Intanto un calderone pieno di aromi e verdure, si trovava in attesa di cuocere sopra di esso.

《 Ne è passato di tempo dall’ultima volta… 》bisbigliai malinconico, era da quando il mio villaggio era stato spazzato via assieme ai suoi abitanti che non mi accampavo in compagnia e accendevo un fuoco.

Una gomitata al fianco mi ridestò e mi fece sfuggire un lieve lamento.

《 Pensieri indecenti umano? i miei preferiti! 》mi sussurrò la succube melliflua, accarezzando con una mano uno dei suoi corni che spuntavano appena dalla sua chioma rossastra.

《 Già affamata Irania? preparo le vivande 》cercai di svincolarmi dal suo sguardo magnetico, l’ultima volta che mi ero soffermato troppo sulle sue triplici iridi per occhio, a malapena ero sopravissuto.

Sentii il cuore accellerare appena e il petto ardere come se avessi tracannato in un unico sorso tutto il liquore della cerimonia d’iniziazione.

《 Mi piace già cosa sto assaporando adesso, Dreik! 》mi pungolò accentuando il messaggio sottinteso e sfiorando con uno degli artigli le sue labbra.

Riuscii a girarmi dall’altra parte, serrando le palpebbre come se dei tizzoni ardenti fossero finiti nei miei occhi.

Quella fune invisibile che sembrava tirarmi con forza crescente verso di lei scomparve di colpo.

Come se del cotone avesse invaso le mie orecchie, i suoni arrivavano ovattati, ma seppur lentamente tornarono con la stessa velocità con cui erano scomparsi.

《 … sempre a rovinare tutto, voi colombelle! 》la sentii lamentarsi con quel tono falsamente innocente e vagamente infantile.

《 e smettila di puntarmi quelle tre paia di ali, sarebbe un peccato rovinare quel brodo con quelle piumaccie. Mi irriterebbero la gola! 》si lamentò il demone goliardicaménte verso il serafino.

《 Probabilmente ti piacerebbe pure, demone. 》disse con un certo disgusto Elanor, la durezza dell’ultima parola cozzava con la gentilezza usuale che trasmetteva la sua voce.

《 Perchè non proviamo, boccoli d’oro! 》continuò ad istigarla non nascondendo che si stesse divertendo.

L’angelo non reagì alla provocazione e la vidi incrociare le braccia di fronte al seno, le ali si ripiegarono però mantenendo le penne remigranti irte come in attesa di un attacco imminente.

Mi diressi verso la borsa da cui tirai fuori alcune striscie di carne essiccata assieme a della carne fresca, avrebbe contribuito a migliorare il brodo.

Consegnai le striscie di carne secca a loro due, mentre io tagliai a cubetti la carne da cuocere e mordicchiavo la mia striscia.

《 Dammene un paio… 》mi chiese Irania indicandomi con un dito la carne appena tagliata.

Guardai la carne un pò perplesso ma la consegnai senza proferir parola anche se nel mio volto era ben visibile il dubbio.

Lei prese la coppia di cubetti ridacchiando tra sè e li infilzò in un rametto che trovò accanto al suo fianco.

Guardandomi ancor più divertita, mise la carne vicino al fuoco e l’altra estremità la conficcò salda nel terreno.

《 Proprio come fate per i Marshmallows! 》mi disse come se fosse una cosa abbastanza ovvia, spalancando gli occhi e indicando con entrambe le mani il bastoncino.

《 È inutile, neanche ricordano i draghi d’acciaio che li spostavano rapidamente o le immense zattere di ferro che usavano per navigare. Figuriamoci se conosce un dolce riscaldato sul fuoco! 》si intromise nella discussione Elanor.

Le guardai entrambe con sgomento senza comprendere come potessero esistere simili cose.

《 Magia degli antichi. Il ferro non può galleggiare ed un animale fatto di metallo non l’ho mai visto! 》pensai, liquidando la cosa come una delle tante cose inspiegabili del passato.

《 Prevedibile in una specie con una vita tanto corta, Vesna me lo ripeteva per decadi fino alla nausea. 》mi canzonò la succube.

《 Ok, allora devi essere un demonietto molto vecchio per conoscere bene gli antichi. E questa Vesna lo è probabilmente più di te! 》andai al contrattacco, ma dovevo rimanere cauto poichè non potevo fare sempre affidamento sul serafino.

《 Veramente ho soltanto un paio di migliaia di anni, un diavoletto appena apparso praticamente! 》mi rispose allargando le braccia ed enfatizzando maggiormente dispiegando le ali.

Le fiamme creavano strani riflessi in quelle ali nere come la notte, la membrana elastica che le componeva era ipnotica e letale quanto la loro proprietaria.

《 E mia madre Vesna era giovanissima quanto lo sono adesso io quando mi ha avuto… se lo desideri posso chiamarla! 》l’ultima parte me lo disse passandosi la lingua tra i denti in maniera suadente e non era difficile pensare a ciò che potesse pensare continuamente una succube.

《 Avrei preferito che il concilio ci avesse mandato Belfagor, lui avrebbe provato a squarciarci un paio di volte la gola ma una volta che gli avessi reciso qualche arto avrebbe smesso! 》si lamentò Elanor sospirando rumorosamente.

《 Quando la dea ti generava doveva essere di cattivo umore, ali d’argento. 》proruppe Irania con un sorrisetto cattivo, ma continuo a parlare senza dare il tempo di replicare all’angelo.

《 Probabilmente neanche sai che giorno è oggi, vero ossa fragili? 》mi chiese conoscendo già la risposta.

《 Gli antichi festeggiavano questo giorno dandogli il nome di Halloween, é il giorno in cui la distanza tra le nostre dimensioni è talmente sottile che basta un graffio per unirli ed entrare nel vostro mondo. 》mimò con gli artigli quanto detto prima e gesticolando come se strisciasse dentro un tunnel.

《 Un portale naturale che dura una sola notte. 》tagliò corto il serafino.

《 Tu mai una gioia eh… a parte apatia e ira vero? 》la rimbeccò il demone, fu un attimo e si rigirò nuovamente verso di me per continuare la sua spiegazione.

《 La notte in cui i cuccioli umani si vestivano per imitarci e chiedere i dolcietti agli umani adulti. 》disse raggiante più del solito, doveva essere stato un periodo felice per lei.

《 Se vuoi ti mostro qualcosa, vuoi vero? 》quasi mi supplicò ed io non potei far altro che abbassare il capo in segno di assenso.

Uno schiocco di dita ed il paesaggio attorno a noi fu invaso da strane palle arancioni con diversi volti intagliati su di esse.

Una fiamma dentro le cavità di quei volti sorridenti o ringhianti, fluttuava sospinta dal vento e creava l’illusione che fosse animata.

Alcune figure che assomigliavano ad esseri umani, erano legati a dei pali e rimanevano immobili.

Alcuni avevano la pelle verde decadente con alcune parti del corpo mancanti, mentre altri portavano uno strano mantello nero e con i denti più aguzzi di Irania.

Ora, sicuramente chi tra di voi mi segue da quando sono caduto da quella torre senza tramutarmi in una gelatina rossa dovrebbe sapere che ne ho viste di zanne… ma quelle di questi esseri in mantello sono veramente esagerate!

Dei strani fuochi comparvero in mezzo ai rami degli alberi, ognuno di loro emetteva luce di colore diverso e si affievoliva per rinvigorirsi subito dopo, creando una danza estasiante.

Sotto di essi delle piccole figure evanescenti si muovevano intorno a noi in cerchio, con delle maschere con lineamenti distorti a nasconderne il volto e nella mano stringevano un cestino penzolante.

Una musica allegra invase le nostre orecchie, un coro di voci dicevano qualcosa nella loro lingua sconosciuta ma rimanevano gradevoli accompagnando la melodia.

Mi sentii rapito da quella scena apparsa dal nulla, la succube aveva perfettamente ragione a ritenere divertente questa usanza.

《 wow, questo allora è Halloween! 》esclamai eccitato da una festa di questo tipo, da noi il massimo del divertimento era una battuta di caccia proficua oppure uno scherzo al sarto del villaggio.

Un sorriso estasiato mi si incollò sulle labbra senza che potessi evitarlo, durò appena un istante ma morì altrettanto rapidamente perchè qualcuno mi afferrò le spalle e mi ritrovai rapidamente a terra.

Un odore fetido e pungente mi raggiunse le narici, qualcosa cercava di sovrastarmi e sulle spalle sentivo qualcosa di liquido che si muoveva sul corpo.

Riuscii a girarmi su me stesso più per mera fortuna che sovrastando il mio nemico a livello di forza.

Sbarrai gli occhi appena vidi quell’essere composto da fanghiglia spalancare la bocca, non erano presenti denti però al loro posto delle pietre aguzze li sostituivano egreggiamente.

In una frazione di secondo, l’essere fu colpito di piatto dalla lama del serafino allontanandolo da me e una palla di fuoco si infranse su di esso senza lasciargli scampo.

Mi girai verso le mie salvatrici con la tacita domanda nel mio sguardo che richiedeva una spiegazione.

《 Ottima mira, vero? 》mi disse ammiccando con l’occhio e soffiando sulla punta dell’indice proteso che era attorniato da del fumo scuro.

Qualunque cosa volesse dire non gli badai molta attenzione poichè la mia attenzione fu rapita dal calderone rovesciato, e questo poteva significare soltanto che anche oggi non avremmo cenato.

《 Bene, scordiamoci della cena ed anche di un sonno ristoratore. Hai soltanto indicato la nostra posizione a tutte le creature di questa foresta! 》redarguì l’angelo al demone e ripose la sua spada nel fodero.

《 Adesso l’umano andrà a riposarsi che domani ripartiremo per l’assemblea dei caduti. 》ordinò il serafino, la succube cercò di proferir parola ma un occhiataccia da parte di Elanor la zittì.

Cosa ne pensi?

0 Blops
Blop

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Nuovo Mondo!

Scritto numero 1