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    Ho perso cosi tanto tempo

    Cara brezza dell'alba dove sei?_____________________________Ho perso così tanto tempoche gli orologi sono impazziti,non sanno più dove sbattersi,in un senso o nell'altrotutto è contrario,strali di attimi incistati nel nientedi un caffè freddo, indifferente.Cara brezza dell'alba dove sei?Di quel vento che dondolava il sognoe quel tormento delle tempestedi maggio che buttava all'aria le foglie m... Altro...

    Cara brezza dell'alba dove sei?

    _____________________________

    Ho perso così tanto tempo

    che gli orologi sono impazziti,

    non sanno più dove sbattersi,

    in un senso o nell'altro

    tutto è contrario,

    strali di attimi incistati nel niente

    di un caffè freddo, indifferente.

    Cara brezza dell'alba dove sei?

    Di quel vento che dondolava il sogno

    e quel tormento delle tempeste

    di maggio che buttava all'aria le foglie morte della magnolia?

    Sto nell'incavo di un petalo

    come nella mano di un dio

    scosso dal vento,

    non posso se non tacere, dentro

    un bisbiglio d'addio,

    in questo affondo del tempo,

    un graffio nel vuoto,

    mentre sto, resto

    nel mio guscio di pane.

    E te e me, ultimo orizzonte,

    cadeva forse quel giorno cenere,

    non ricordo bene

    se quel vociare d'ombre fosse

    polverulenta tra rami chini,

    latrava alla notte un cane,

    incombente.

    (...)

    G.L.

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    Come scoprii che una madre poteva morire

    Come scoprii che una madre poteva morire."E il cuore quando d'un ultimo battitoavrà fatto cadere il muro d'ombraper condurmi, Madre, sino al Signore,come una volta mi darai la mano" (Ungaretti)Dinanzi a questi versi,io piansi.Avevo dieci anni, forse.E misurai per la prima voltal'ampiezza dell'angosciadi fronte ad un addio.E per anni quell'addiocome l'estrema carezzal'ho sentito dietro quella port... Altro...

    Come scoprii che una madre poteva morire.

    "E il cuore quando d'un ultimo battito

    avrà fatto cadere il muro d'ombra

    per condurmi, Madre, sino al Signore,

    come una volta mi darai la mano" (Ungaretti)

    Dinanzi a questi versi,

    io piansi.

    Avevo dieci anni, forse.

    E misurai per la prima volta

    l'ampiezza dell'angoscia

    di fronte ad un addio.

    E per anni quell'addio

    come l'estrema carezza

    l'ho sentito dietro quella porta.

    L'eterna porta senza chiavi.

    E me la immaginavo

    sbattuta dal vento.

    Socchiusa. Sibilante,

    ogni volta, dietro quel muro d'ombra, restavo per ore seduta.

    E sognai la potenza della parola,

    odiai la sua perseveranza.

    Imparai ad impastare parole

    per farne pane.

    Ma quell'addio mi resta come un mantello addosso, sotto la mano senza pelle,  un verso.

    G.L.

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    OGNUNO SOSTIENE IL CIELO

    Ognuno sostiene il cielo e non lo satra quegli spazi e quei tempi che porta sulla pelle,nei piccoli desideri affidati alle stelle,tra i segreti intrecci dei propri affanni, in ciò che sedimenta negli strati dei suoi anni.Ognuno sostiene il cieloperché ha una colonna scolpita dentro che lo tiene in piedi anche controvento.Ognuno sostiene il cielo e non lo sa mentre mastica la ... Altro...

    Ognuno sostiene il cielo e non lo sa

    tra quegli spazi e quei tempi 

    che porta sulla pelle,

    nei piccoli desideri affidati alle stelle,

    tra i segreti intrecci dei propri affanni,

     in ciò che sedimenta negli strati dei suoi anni.

    Ognuno sostiene il cielo

    perché ha una colonna scolpita dentro 

    che lo tiene in piedi anche controvento.

    Ognuno sostiene il cielo e non lo sa 

    mentre mastica la pazienza con il pane,

    quando capisce che le sue fatiche quotidiane 

    non sono mai la risultante di circostanze vane,

    ma racchiudeno I' anima, la scintilla dell' estro

     in questo viaggio che è soltanto nostro.

    Ognuno sostiene il cielo

     ogni volta che nei suoi camminamenti

    accende un fiammifero dopo mille fari spenti.

    Sì, ognuno sostiene il cielo 

    quando cammina solo ancora una volta

    ma possiede un frammento di sole che non tramonta,

    e raccoglie le parole e le carezze perdute per strada

    per donarle a sé stesso o a a chiunque cada.

    Ogni uomo sostiene il cielo come un tetto 

    quando il dolore preme sopra al petto

    ma resiste

    per la voglia di cambiare le carte del destino

    perché siamo fiori di un prezioso giardino.

    Ognuno sostiene il cielo

    anche quando la gioia zampilla inaspettata

     spostandati in alto, ad otto metri sulla testa.

    Ognune sostiene il cielo e non lo sa

     perchè in tutti c' è una forza che non migra 

     anche se in essa più non crediamo,

     te ne accorgi quando sei a terra, sconfortato,

    e lei ti offre ancora la sua divina mano.

    Rosita Matera, 18 maggio 2021

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