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    "Vuoto", il nuovo libro di Ilaria Palomba

    Ilaria Palomba, "Vuoto" (Les Flâneurs Edizioni), presentato al Premio Strega da Maria Cristina Donnarumma.Premiato l’impegno dunque di Alessio Rega, capitano di una nave, quella del Gruppo Editoriale Les Flaneurs, che sta navigando in acque sempre più lontane. A cominciare dai due romanzi selezionati per il premio più prestigioso d’Italia, di cui uno – doppia soddisfazione – di un’aut... Altro...

    Ilaria Palomba, "Vuoto" (Les Flâneurs Edizioni), presentato al Premio Strega da Maria Cristina Donnarumma.

    Premiato l’impegno dunque di Alessio Rega, capitano di una nave, quella del Gruppo Editoriale Les Flaneurs, che sta navigando in acque sempre più lontane. A cominciare dai due romanzi selezionati per il premio più prestigioso d’Italia, di cui uno – doppia soddisfazione – di un’autrice pugliese, Ilaria Palomba. Il suo Vuoto è stato presentato al comitato direttivo dalla docente Maria Cristina Donnarumma. Nella sua motivazione leggiamo, tra le altre belle parole spese a favore del romanzo: «Emblematico è sicuramente il titolo del tormentato e durissimo romanzo di Ilaria Palomba “Vuoto” perché è il vuoto il filo conduttore di tutte le vicende vissute dalla protagonista, Iris Palmieri, raffigurata sulla bellissima ed esplicativa copertina del libro: una giovane donna bionda in un elegantissimo abito da sera nero, immersa in pensieri dolorosi, anzi in un atteggiamento decisamente disperato, è seduta sul davanzale di una finestra che si affaccia su una notte nera, senza luci, senza stelle…sul pavimento fogli appallottolati e libri aperti vogliono alludere al suo tormentato lavoro di scrittrice (…) Il linguaggio usato è ricco e articolato, a tratti scarno, elegante e raffinato, descrittivo e pacato, ma sempre tagliente come un bisturi che incide, scava perché vuole impressionare, devastare, gridare un malessere, sconvolgere, scandalizzare ma non vuole che si giudichi. Alla fine, inaspettatamente, Iris/Ilaria lancerà un messaggio di speranza a se stessa e ai lettori “Prendete questo delirio, questo macello, e fatelo fiorire”».

    Il nuovo romanzo scritto dall’autrice Ilaria Palomba è un romanzo dal sapore nuovo, dove, il sangue gocciola. È un’odissea di senso e di vita che lascia i lettori sbigottiti e affascinati. Dà sensualità ma anche una nota di sensibilità. La protagonista principale è una donna, Iris, che è sul punto di straripare ed è così che decidere di affrontare il suo inconscio, senza alcun timore e senza alcuna menzogna. È un viaggio a ritroso del tempo che lei stessa affronterà; passando: dalla spiaggia del Salento, sino a ritrovarsi nei ricordi adolescenziali. Questo percorso permetterà alla protagonista di ritrovarsi in due dimensioni: quella onirica e quella reale, il tutto, impreziosito da una penna affilata e sensibile dell’autrice.

     

    Info biografiche:

    Ilaria Palomba è una scrittrice, saggista e poetessa pugliese. Ha pubblicato: Fatti male (Gaffi, 2012: tradotto in tedesco), Homo homini virus (Meridiano Zero, 2015: premio Carver), Disturbi di luminosità (Gaffi, 2018), Brama (Giulio Perrone Editore, 2020), Città metafisiche (Ensemble, 2020), Microcosmi (Ensemble, 2022). Alcuni dei suoi racconti sono stati tradotti in lingua straniera, come: inglese, francese e tedesco.

    Casa editrice:

     Les Flâneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flâneur” fa riferimento a una figura prettamente primo novecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità. Les Flâneurs Edizioni intende seguire l’autore in tutti i passaggi della pubblicazione: dall’editing alla promozione. Les Flâneurs Edizioni è contro l’editoria a pagamento.

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    DISSOLVENZA

    Ti auguro di ritrovarela voce della Poesiadove il suono non sia frastuono,dove le parole s'assottiglianonel  cigolio d'imposte,nel canto del pettirossonel tripudio di camelie,la dismurata folgoredi respiri e di silenzi.Dove le parolesi contornano di lucenel brulichio di rimembranze,nel turbinìo di nebbiache inghiotte la sassìfraga,il trasmutato sorso della pergola.Ti auguro tempoche non sia... Altro...

    Ti auguro di ritrovare

    la voce della Poesia

    dove il suono non sia frastuono,

    dove le parole s'assottigliano

    nel  cigolio d'imposte,

    nel canto del pettirosso

    nel tripudio di camelie,

    la dismurata folgore

    di respiri e di silenzi.

    Dove le parole

    si contornano di luce

    nel brulichio di rimembranze,

    nel turbinìo di nebbia

    che inghiotte la sassìfraga,

    il trasmutato sorso della pergola.

    Ti auguro tempo

    che non sia frammento

    disperante vuoto,

    ma süaso fragorìo.

    Thea Matera ©️ 

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