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Una cena quasi perfetta

Anna si concesse un momento per sé mentre suo marito faceva gli onori di casa invitando gli ospiti ad entrare.

Faceva già buio. Il mare, con le sue acque scure, non era invitante come di giorno. Invece il cielo era tappezzato di brillanti luccichii. Anna aveva aperto leggermente la grande vetrata per ammirare il creato. I suoi occhi si posarono su di una  stella in particolare. le mandò una preghiera silenziosa chiedendole di vegliare su quella serata affinché tutto andasse bene. Richiuse la vetrata. D’un tratto quella sensazione di turbamento scomparve. Si ravvivò i capelli. Quella cena sarebbe riuscita bene, anzi… sarebbe stata perfetta.

Tutto era pronto e predisposto in maniera talmente minuziosa che era impossibile non rimanere incantati davanti a quella tavola così bene apparecchiata; bicchieri, piatti, posate, splendevano, ciascuno al proprio posto.

“Perfetto” pensò Anna, “sta andando tutto bene.” Il cibo era pronto, la tavola apparecchiata, le luci e le candele erano accese. Anche il caminetto emanava e dava un senso di calore a tutto l’ambiente. Anna era semplicemente euforica. A dire il vero lo era da quando suo marito, le aveva annunciato una splendida notizia: la possibilità di diventare soci di un club super esclusivo dove solo pochi avevano diritto ad entrare. Ormai il marito di Anna era un uomo in carriera ma questo non significava diventare automaticamente soci del club. La data della cena era stata fissata e il presidente e il vice presidente del club assieme alle loro rispettive mogli vi avrebbero partecipato. Da circa un mese non si parlava d’altro. Anna sapeva che per suo marito entrare nel club era un traguardo importante e anche lei ormai ne carezzava l’idea.

Il menù era stato ideato proprio da lei, studiato attentamente a tavolino. Dopo continui cambiamenti e ripensamenti, alla fine, tutto era stato deciso. Doveva essere una cena importante ma non sofisticata. Anna aveva scelto dei gnocchetti con un delicato sughetto al pomodoro e basilico, semplici ma ben collaudati. Avrebbero fatto seguito due secondi di carne: fagiano all’arancia; sapendo quanto adorassero la cacciagione i suoi ospiti, e poi una specialità a cui Anna teneva molto: bistecchine alla birra cosparse di senape e miele. Il tutto accompagnato da una serie svariata di contorni di verdure miste, patatine, broccoletti, spinaci. E per finire, una splendida torta alla panna con scaglie di cioccolato che Anna aveva ordinato in pasticceria. Aveva deciso di non rischiare una magra figura visto che i dolci non le venivano mai bene.

 Il marito di Anna stava intrattenendo amabilmente i suoi ospiti e Anna si sarebbe unita a loro, subito dopo aver dato le ultime istruzioni alla cameriera chiamata per l’occasione. Fece un lungo respiro e andò ad unirsi al marito per fare gli onori di casa.

Bere un aperitivo prima di un pasto, non le era mai piaciuto, lo trovava superfluo ma questa volta doveva ammettere che la stava aiutando molto. Qualche sorso di quell’intruglio, e già si sentiva un’altra, più rilassata e decisamente più fiduciosa.

Finalmente tutti si sedettero. I piatti degli antipasti e i bicchieri dell’aperitivo erano stati tolti, adesso la cena cominciava sul serio!

I gnocchetti fumanti arrivarono quasi subito, erano molto invitanti e Anna s’accorse di essere affamata. Il brusio che s’era formato nella stanza da quando tutti gli ospiti avevano preso posto, cessò tutto ad un tratto. Il silenzio fu assoluto. Qualcosa era successo. Come mai nessuno iniziava a mangiare? Improvvisamente Anna vide con orrore che nessuno, nemmeno lei poteva mangiare. Tutti erano lì pronti con la forchetta in mano, ma nessuno riusciva a staccare quei gnocchetti dal piatto, era come se fossero incollati al piatto stesso. L’incredulità insieme alla vergogna, erano scolpiti sul volto di Anna. Dopo un lungo silenzio qualcuno cominciò a borbottare qualcosa. Il marito di Anna scuro in viso si alzò e lui stesso provvide a portar via i piatti senza dire una parola. Le portate a base di carne furono prontamente servite ma stavolta le cose andarono anche peggio. Il gusto semplicemente sublime di quella carne rimarrà sempre un mistero per tutti i presenti. Quel taglio che Anna aveva scelto proprio per la sua estrema tenerezza, non si poteva o forse non si voleva tagliare. In quanto al fagiano… sarebbe troppo triste da raccontare. Le verdure erano sul tavolo in bella vista ma nessuno osava toccarle. Un disastro, un disastro assoluto e irrimediabile e il tutto sembrava non aver nessuna logica spiegazione. Ormai di entrare nel club non se ne parlava proprio. Sarebbero piuttosto, diventati lo zimbello della città. Suo marito degradato ad un livello inferiore invece di continuare a far carriera. In quanto a lei, avrebbe semplicemente voluto disintegrarsi. Ad un tratto, accadde quello che nessuno avrebbe immaginato: qualcuno esplose in una fragorosa grassa risata, era una risata così spontanea e contagiosa che man mano tutti lo imitarono. Anche il marito di Anna iniziò a ridere forse pensando che quella sarebbe stata la sua ultima risata. Solo Anna non rideva ma con un filo di voce chiese: “Posso servire il dessert?” E poi aggiunse con una voce che quasi non riconobbe come sua: “Non l’ho fatto io” come se quella fosse una assoluta garanzia.

Colui che aveva iniziato a ridere ormai con le lacrime agli occhi disse: “Ho mangiato tanto ma ho lasciato un buchino giusto per il dessert.” intanto continuava a ridere a crepapelle. Il dolce fu servito, ognuno ebbe la sua porzione offerta in un grazioso piattino di fine ceramica inglese che s’accoppiava perfettamente con la magnifica tovaglia che Anna aveva scelto per l’occasione, anche le forchette per il dessert erano pregiate, facevano parte del servizio che era stato scelto per quella cena, si trattava di puro argento massiccio, un regalo che Anna aveva ereditato dalla nonna materna e a cui teneva tanto. Tutto questo comunque, adesso era passato in secondo piano, anzi, non aveva proprio più nessuna importanza. Ciascun commensale, prese in mano la propria forchetta e, piano piano, quasi come se stesse per toccare un diamante prezioso, affondò i rebbi dentro a quella crema morbida e invitante. Con molta cautela la portò alla bocca. “Ottimo!” Dissero gli ospiti quasi in coro e tutti fecero il bis. La tensione di Anna si era un po’ allentata, ma quando arrivarono i caffè ecco che quello strano fenomeno senza un’apparente e logica spiegazione, successe ancora. Appena quegli ospiti così importanti portarono la propria tazzina alle labbra, rimasero paralizzati ancora una volta dallo stupore, era come se il caffè non volesse uscire dalla tazza e di conseguenza nessuno lo poté bere. Stavolta la disperazione di Anna era totale. Non aveva coraggio a guardare negli occhi quelle persone, né tantomeno suo marito a cui non avrebbe saputo dare una spiegazione plausibile per quel disastro. Tutti si alzarono da tavola quasi all’unisono. Le due signore che accompagnavano i mariti sembravano indecise su come comportarsi. Anna sentiva tutto il loro imbarazzo addosso a sé.

Quella serata tanto agognata era ormai finita. I suoi ospiti se ne stavano andando, aspettavano solo i propri cappotti. La pesantezza di quel momento, le attanagliava il petto. Improvvisamente, colui che a tavola aveva iniziato a ridere guardò fisso negli occhi il marito di Anna e disse: “La cena è stata un vero disastro e non so se si può trovare una spiegazione a quello che è successo stasera, ma una cosa è certa, il sangue freddo di sua moglie e la sua compostezza meritano un dono…benvenuto nel club amico mio e non dimentichi mai di portare sua moglie con sé.” Dopo questo clamoroso ed inaspettato annuncio tutti si congratularono con loro, erano stati accettati. Nel corridoio di casa sua, Anna si sentì abbracciare da quelle due donne che fino a poco prima non avrebbero osato farlo. Le possenti mani del presidente strinsero le sue dandole un caloroso benvenuto. Ad Anna girava la testa. Non ci poteva credere ma era vero. Era felice…

In quanto a quel cibo, non ne voleva più sentir parlare. Rimasta sola andò dritta in cucina, voleva assicurarsi che quella roba fosse già nella spazzatura ma la scena che le si presentò davanti non appena aprì la porta, fu a dir poco sconvolgente, la sua cameriera si stava tranquillamente tagliando una fetta di carne “Deliziosa!” disse masticando con gusto. “A proposito” disse ancora, “Quei gnocchetti erano davvero impareggiabili, mi domando come mai nessuno li abbia nemmeno voluti assaggiare!” Anna non rispose, si sentiva esausta. Tra l’altro non aveva spiegazioni per quella strana cena. Ciò che più contava era essere entrati in quel club esclusivo e questo per ora le bastava. La sua amata sedia a dondolo la stava aspettando proprio lì vicino al camino, solo allora avrebbe cominciato a rilassarsi sul serio.

Sono passati quasi vent’anni da allora e strano ma vero nessuno ha mai più menzionato quell’episodio. Anna, ha continuato ad avere ospiti e a preparare cenette deliziose, tutte perfettamente riuscite. Quella memorabile cena, le è venuta in mente stasera. C’è una coppia che aspira ad entrare nel club e lei e suo marito, sono tra gli invitati. Vedendo questa giovane signora, Anna non può che rivedere se stessa in quella identica situazione. Lo stesso sguardo la stessa tensione provata allora. Poi, quelle parole sussurrate al suo orecchio: “Ho cucinato io. Spero di essere all’altezza…” Anna non le lascia nemmeno finire la frase e con una voce rassicurante le dice: “Non ti preoccupare cara, sarà una cena quasi perfetta. 

                                                                                                            Emanuela Stievano

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