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Galatea

Jack era in una fumeria d oppio assieme a Blasfer, i due stavano svuotando pipe come se queste riempissero i loro stanchi animi, i due, in silenzio in mezzo al caos e soli in mezzo alla folla, tenevano accese le loro pipe come se queste fossero il bracere delle proprie speranze.

Jack, in realta, stava fumando solo dell ottimo tabacco. 

Jack non sapeva l origine del mal umore di Blasfer, ne,tra l altro, conosceva l origine del proprio oscuro, profondo ed abissale stato d animo. Non stava bene Jack quella sera, si sentiva in lutto e non voleva neppure scoprire per cosa, in quel momento voleva solo alzare una nebbia sull abisso delle proprie emozioni e quindi era nel posto giusto, al momento giusto e con la compagnia giusta.

Jack ebbe un erezione mentre socchiudeva gli occhi tristi ed iniziava a sorridere…gli stavano affiorando alla mente dei bei ricordi riguardanti una sua affezionata amica sacerdotessa di un tempio che frequentava, il culto di quel tempio era rivolto all amore per la vita, l universo e tutto quanto! Tutto è bellezza e, se la bellezza non è tutto, è, in ogni caso, in tutto.

L amore fisico, per quel tempio, era ESPRESSIONE d amore e bellezza al pari di coltivare un fiore prezioso come dipingere un quadro… Come in ogni religione, ci sono sono fanatici! Le sacerdotessa di quel tempio non era fanatica ne di giardinaggio ne di arte, e, con grande dispiacere di molti suoi discepoli, non era sufficientemente fanatica in modo attivo neppure nell amore fisico. Tuttavia sapeva farsi amare col puro e semplice suo esistere, e, Jack non le nascondeva aperta ammirazione.

Quella Sera jack socchiuse gli occhi per pochi secondi e vide la sua amica al di la di due palpebre stanche. La vide sulla riva di un laghetto.

Lei lo aspettava scalza, quando jack arrivo e la abbraccio quasi in lacrime.. Lui era triste e non capiva il perche, era felicissimo di vederla!

La abbraccio a lungo ed in fine le disse, allentando l abbraccio, “ciao amica mia”, Lei rispose sorridendo “sono tua amica, ma, sono Galatea, la protettrice del tempio. Ho bisogno di farti una domanda : tu affermavi che esistono persone che sentono i pensieri e le loro energie, mi spieghi?

Jack e Galatea stavano passeggiango nei pressi del laghetto, era una tiepida mattinata primaverile, “tu che affermi di sentire le energie emesse dai nostri pensieri, spiegami…” disse Galatea.

Jack si fermo in Riva al piccolo lago meditabondo , si mise scalzo, prese per mano Galatea e la accompagno al centro dell acqua.

Le vedi le onde? Chiese Jack indicando le piccole onde circolari che si formavano attorno alle ginocchia immerse della dea, “immagina che le onde siano I tuoi pensieri e che questa pozza d acqua sia l universo” Jack si mise di fronte alla deipara, “le onde che io creo sono I miei pensieri, pensieri che interagiscono con I tuoi e che toccano anche te”… Cadde un sasso dall alto che fece muovere uleriormente l acqua la quale si stava lentamente calmando, “qualcuno ti sta pensando” riprese Jack, non si sa da dove venga questo pensiero/energia, ma, questo pensiero si sta muovendo in questo universo e tocca l origine dei tuoi pensieri, te, oltre a modificare le onde che tu crei. “

Jack si mise a pochi centimetri dalla dea e le riprese la mano, stava sfiorando con le proprie labbra le labbra di lei.

LA stava guardando nei suoi divini occhi e le disse” li senti I miei pensieri ora? La mia energia che condiziona la tua e che desidera sfiorarti in questo universo di infinite possibilita ed Infiniti pensieri?in realta non ti posso influenzare, ma, essendo noi due, come tutto il resto, fatti della stessa sostanza :l acqua, l universo, il pensiero divino come… Come la semplice esistenza… Essendo noi fatti della stessa sostanza, se uno dei due si muove, si muove tutto anche nell altra.

Non importa quanto distanti si sia col corpo, se si e vicini nell universo dei pensieri, anche l altrui pensiero si muove.

Galatea disse: i pensieri sono tutti sulla stessa superfice?

Jack le diede un dolce bacio sull angolo della bocca, poggio le proprie labbra dove terminava il suo sconfinato sorriso, poi, fece un passo indietro e si inginocchio appoggiandosi col ginocchio destro al fondo del lago. Era immerso fino all ombelico nell acqua tiepida mentre il sole la scaldava non timido, ma, presente e discreto.

Jack immerse le mani dell acqua e le diresse con forza verso i piedi della dea formando un onda subacquea che glieli accarezzava, “i pensieri vanno molto in profondita… Toccano tutto cio che siamo” con le mani vicinissime a sui piedi comincio a fare onde sempre piu vicini a questi,arrivando ad accarezzargliene uno, “i pensieri, come ogni energia, ha varie profondita e varie densita”, le diceva finche le proprie mani salivano piano le caviglie, “in questa acqua scorrono I nostri pensieri e noi siamo fatti anche di pensiero: nella nostra identita, nelle nostre idee, nel nostro emettere e ricevere in relazione al tutto”. Le mani forti e gentili di Jack Chuck Mc Pachiock le stavano ancora accarezzando le gambe ed ormai stavano per uscite dall acqua. Le stava accarezzando la parte interiore delle ginocchia a pelo dell acqua mentre la guardava negli occhi, e, continuando a scorrere verso l alto con le proprie mani arrivando alle cosce, ricomincio a parlare fermando le mani, “il tuo essere, al di fuori del pensiero ed al di la dei pensieri, si” muove “con meno freni e meno contaminazioni, come puoi sentire e anche piu sensibile e ricettivo… Ascolta, ora, la mia essenza che scorre sulla tua senza piu alcun filtro”.

Jack, con un dolce sorriso sulle labbra e con gli occhi illuminati da una visione senza paragoni, le stava accarezzando ora gli interno coscia .

LA dea gli sorrideva ascoltando la voce del suo interlocutore e le mani del suo ammiratore.

Jack scorse ancora piu su con le proprie mani, con esse arrivo fino a quasi l inguine e poi viro all esterno sui fianchi di Galatea, ora erano in piedi l uno di fronte all altra.

Le mani dell insegnante improvvisato salirono lente sfiorandole la schiena quasi abbracciando la dea, le accarezzarono il collo e poi il volto.

Jack Chuck avvicino la propria bocca all orecchio li Lei, soffio con delicatezza Sul suo lobo e le suggeri all orecchio, “il pensiero non e tutto, esiste anche qualcosa di piu forte e… Questo qualcosa scorre in me come in te ed e l essenza di tutto l esistere, non so dare un nome a questo qualcosa, ma, piu del pensiero, questo qualcosa, ci spinge a vivere ed agire.

Le bacio l orecchio, le bacio la guancia, le bacio la bocca, la abbraccio. 

Jack Chuck Mac Pachock apri gli occhi e vide l espressione serena del suo amico che lo guardava avvolto nella fitta nebbia del fumo origine della sua serenità. 

Blasfer disse a Jack : ora sono un altro, ora sono un uomo rilassato e consapevole,penso libero come l aria che respiro densa attorno a noi ora. ma, anche tu, amico mio, sei diventato una altra persona tra quando hai chiuso a quando li hai aperti…

Devi dirmi qualcosa? Dove sei stato al di là dei tuoi occhi chiusi? Dentro di te o al di fuori del cielo? 

Il Pachock rispose con espressione triste e tono deciso : sono stato in una parte di me al di là del cielo. E devo dirti che devo andare. È successo qualcosa. 

Blasfer disse con una serenità che sembrava essergli appartenuta da sempre ma che non aveva mai visto nessuno in lui, nemmeno egli stesso : verrò con te, se posso esserti utile. Ora la nebbia è al di fuori della mia mente ma all interno di questo luogo. 

Andarono. Jack sapeva dentro di sé, ma, non voleva sapere, tuttavia, non poteva ignorare che voleva fare qualcosa al proposito di ciò. 

Andarono al tempio con passo deciso della cara amica apparsa in sogno . Un passo che da dell occhio tra la folla che si muove veloce ma non altrettanto. Un passo che trovo un solo ostacolo, una signora matura che fermo JackChuck mettendo gli la mano sul petto e chiedendogli, con la calma ed il flemma e la sicurezza di se di chi crede di essere l unica ad avere capito qualcosa dalla vita, disse : dove corri giovanotto, é inutile che corri per strada, magari intralci la strada a qualcuno con le tue corse, non ci hai pensato? Chi ti credi di essere, giovanotto? Guarda che siamo tutti sulla stessa barca e tutti moriamo! 

Blasfer si mise tra la diversamente simpatica signora e ed il capo fila ed amico Jack rispondendo :lei, simpatica e bendisposta signora… Vada pure a morire lentamente, noi corriamo a vivere. 

La spinse e riprese più forte la corsa male dicendola ad alta voce e bestemmiando. 

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