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Età della fortuna

 ETA’ DELLA FORTUNA di Mauro Geraci 

Ringraziamenti Grazie a te , che mi hai dato la forza, il coraggio e il sostegno per realizzare questo romanzo . Grazie di non avere mai smesso di credere in me . Ti ringrazio e ti amo Rosy Pastore . Un grande ringraziamento va alla mia cognatina Stefania, che è stata la prima a leggere questo libro. Un grazie speciale va anche alla mia famiglia, che mi ha trasmesso questa passione . 

Questa è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, istituzioni, luoghi ed episodi sono frutto dell’immaginazione dell’autore e non sono da considerarsi reali. Qualsiasi somiglianza con fatti, scenari, organizzazioni o persone, viventi o defunte, veri o immaginari è del tutto casuale.

 Indice

 1. maledetta peste 

2. la sopravvissuta di Boar

 3. la ballata delle stelle

 4. pareggiare i conti 

5. fate nella nebbia 

6. tutti vogliono tornare a casa 

7. l’invito a Parigi

 8. dov’è Enola ? 

9. festa in maschera 

10. se qualcosa può succedere succederà 

ETA’ DELLA FORTUNA 

PROLOGO 

Francia, Estfebe, anno 1625 . Il cielo sembra un perfetto velo nero contenente piccoli diamanti, che uniti, creano qualsiasi cosa s’immagini. All’interno del castello Doria, così chiamato in onore della figlia del re Dorian, dopo che la piccola principessa in un incidente, cadde nel pozzo mentre giocava. La dimora ha le caratteristiche torri quadrangolari e le spesse mura con merlature guelfe. Una ragazza con un candelabro, attraversa un lungo corridoio , poco illuminato dalla luce della luna proveniente dalla finestra situata in fondo. A fianco a quella finestra, in penombra, notiamo una figura femminile. La ragazza con il candelabro gli chiede : siete uno spettro ? la figura risponde : si, certo , è sono venuta qui stanotte, per condurti con me oltre questo luogo. 

CAPITOLO 1 MALEDETTA PESTE 

Prime luci del mattino . Un paesaggio spaventoso ! cadaveri a centinaia . Fumo è nebbia circondano le case incenerite. Quello che un tempo era un villaggio, adesso non esiste più. Un cavallo sembra l’unico essere vivente in quell’orrore. “la peste” il colpevole. Alcuni cacciatori notano il fumo, e nella foschia intravedono il cavallo che va verso di loro. André scende dal suo puledro, Edoardo e Tim fanno lo stesso. Quest’ultimo scendendo affonda i piedi in una buca e viene ricoperto di fango fino alla vita. TIM: fango, maledetto fango! EDOARDO: santo cielo, sono tutti morti, è la peste! (si fa il segno della croce ) che fai ? andiamo via da questo posto TIM: peste ? maledetta peste ! EDOARDO : nostro signore dei cieli ha condannato anche questo luogo, meglio andar via, andar lontano, e non piangere per coloro che sono stati segnati dal nostro Dio onnipotente ANDRE’ DUBOIS : lo vedi ? può servire ! EDOARDO : sarà malato anche lui ! ANDRE’: a me sembra in buono stato , ci serve, lo vendiamo e ci facciamo dei soldi, che dici della mia idea ? EDOARDO: prendilo e andiamo via ( Tim esce dalla buca), hai l’orecchio sporco ( Tim lo manda a quel paese ) ANDRE’ : (entra nella nebbia, rompe con un calcio un pezzo di legno e ne fa una torcia) vieni, vieni (si accosta al cavallo, e intravede qualcosa) nebbia andate via dai miei occhi ! EDOARDO : Andrè (si coprono la bocca per non respirare quell’aria) testardo non è un bene stare troppo qui, io vado (sale sul suo cavallo) Una giovane creatura attira l’attenzione dei cacciatori. Una bambina , di circa 8 inverni, va verso Andrè . ANDRE’ : piccola , ehi bambina sei ferita ? dico a te piccola, cosa è successo qui, sono stati i soldati del re a bruciare tutto? La BAMBINA: mi date un po’ d’acqua ? signore per favore, per favore, la mia bocca mi sembra di polvere ANDRE’: si, dove sono i tuoi?…. Vieni, ti porto con me, ci sono altri bambini, altre persone con te ? parlami, io sono un tuo amico La BAMBINA : ho sete per favore ANDRE’: si (la prende in braccio e si tira dietro anche il cavallo) EDOARDO : oh Dio! sarà contagiata Andrè ! Che vuoi fare maledizione ? ANDRE’ : (gli dà da bere) che cosa dovrei fare? EDOARDO: lasciarla qui con gli altri! Tim diglielo anche tu cristo santo !! TIM: perché lei è sopravvissuta? come ha fatto, ehi bambina come fai a stare bene ? EDOARDO : magari è stata proprio lei a causare tutto ANDRE’ : hai fame vero ?! TIM: è una strega quella bambina? A fatto una maledizione a questo villaggio ? Può farlo anche a noi ! EDOARDO : chi può dirlo !! ANDRE’ : ma che dite ? Smettetela! gli fate paura, è solo una piccola creatura ( la mette sul cavallo) spaventata , confusa e assetata, e voi siete due idioti EDOARDO: ma che diavolo fai ! sei impazzito ! Porterai la peste al villaggio, è il re lo brucerà come questo ! Falla scendere maledizione ! sei un’incosciente TIM: Andrè !! Edoardo ha ragione, quella fanciulla non può venire con noi , potrebbe essere davvero una strega, ci porterà sfortuna! A noi e alle nostre famiglie ANDRE’ : è una bambina, orfana! e se è sopravvissuta e perché Dio che la voluto ! EDOARDO : ho forse il diavolo, maledirà l’intero villaggio ! Andrè non te lo voglio più ripetere! Lei non viene con noi! ANDRE’ : io non la lascio, andiamo, è tardi EDOARDO : lo diremo a tutti, sarà bandita dal nostro villaggio quella creatura , andiamo Tim ( i 2 corrono a cavallo ) ANDRE’ : tranquilla ,stai tranquilla, io sono Andrè tranquilla è tutto passato, ora stai bene! come ti chiami ? La BAMBINA: non lo so ANDRE’ :(sorride) non fa niente, lo rammenterai, e io ti aiuterò a farlo La BAMBINA: perché mi aiutate? Siete un mio parente ? ANDRE’ : non siamo parenti, ma adesso lo saremo, io mi sento che sia giusto aiutarti , me lo sento nell’anima e nella mente, come se una voce mi dicesse che tu un giorno diventerai una bellissima donna, una principessa che tutti i principi, conti e tutte le persone comuni ti vorranno bene, e faranno di tutto per stare con te (sorridono) E’ arrivato il primo pomeriggio, Andrè e la bambina insieme hai 2 cavalli arrivano al villaggio, ad aspettarli Edoardo , Tim e una quindicina di persone EDOARDO: avete visto ? è lei la bambina maledetta ! ha portato la peste nel suo villaggio e la porterà anche qui nelle nostre case, non possiamo restare ad aspettare la morte nera che ci sopraggiunga! per colpa di quella creatura Un UOMO: ma è una bambina! Andrè stringe la piccola a se Una DONNA: non sembra una strega e troppo piccola e ingenua come puoi pensare una cosa del genere GIULIA: padre (li raggiunge) non ascoltarli, scendete, date a me la bambina EDOARDO: non toccarla ho infetterà anche te, Andrè diglielo tu! maledizione ANDRE’ : sentite , sentite tutti! ho controllato la pelle di questa bambina e non ha nessun segno, più tardi la farò battezzare e … se comincerà a fare qualcosa di strano vi prometto che la manderemo via , ma non possiamo cacciare una bambina innocente, non potrebbe sopravvivere, EDOARDO era con me nel villaggio bruciato, e potrebbe essere anche lui infettato ! EDOARDO : io stavo lontano ANDRE’ : hai respirato quell’aria! e come stai ? Tutti fissarono Edoardo. GIULIA DUBOIS : vieni con me piccola ,io sono sua figlia, con me sei al sicuro, sarai affamata, andiamo ti darò da mangiare EDOARDO: perché avete posato tutti lo sguardo su di me?! Io sto bene ! ma è quella bambina il problema!! Un UOMO: c’è l’hai nella testa il problema ! e ci stai spaventando tutti con le tue parole! io mi fido di Andrè e io credo in lui EDOARDO: ma dove andate tutti! Io vi ho avvertito ! poveri mentecatti ANDRE’ : è solo una bambina impaurita ! non incolpare lei per tutto ciò che ci aspetta…non hai detto niente sul cavallo! avevi paura che non riuscissimo a venderlo ?! EDOARDO: lo tengo io quello ! ANDRE’ : attento potrebbe essere un demone sotto forma di cavallo! (sorride) potrebbe morderti il sedere. Casa di Andrè Dubois . La bambina è seduta intorno al tavola e morde del pane, di fianco a lei Giulia , la madre di nome Marta gli versa del latte, e poi si sdraia sul letto. GIULIA: lei è mia madre, adesso sta attraversando un momento difficile per la sua salute , ha quasi sempre la febbre e terribili mal di testa , il medico gli a detto ch.. sai cosa è un medico ? (lei fa no con la testa) beh quest’uomo gli ha detto che si riprenderà presto, prima dell’estate MARTA DUBOIS: Giulia sto già meglio, sono solo stanca, ma prendiamoci cura di questa bellissima bambina, qual è il tuo nome ? (tossisce) GIULIA: mi ha detto che non lo ricorda, possiamo dargli noi un nome ? MARTA: non è giusto per i suoi veri genitori, rispetteremo il nome che gli hanno regalato GIULIA: e se non lo ricorderà la possiamo chiamare Giulia II del villaggio di Estfebe ? (ride) ANDRE’ : non credo gli si stia bene (da un bacio alla figlia e si siede accanto alla moglie) non ti chiedo come stai tanto le so le tue bugie MARTA: sono solo stanca, sarà questo tempo….quindi adesso abbiamo trovato una sorellina per Giulia? ANDRE’ : non sa dove andare, non potevo lasciala li, puoi capirmi amore MARTA: certo che non potevi, è giusto quello che hai fatto Andrè GIULIA: appena finisci il tuo latte ,che ne dici se provo a pulirti, cosi ti sentirai più fresca e leggera La BAMBINA: si, va bene Arrivata la Sera, Marta e le ragazze si dispongono intorno al fuoco. ANDRE’ : (fuori dalla porta) è tornato… ciao figliolo come è andata? tutto bene ? PETER DUBOIS : si papà , bene, Michael ci ha fatto prendere un altro percorso e alla fine abbiamo perso più tempo, ho portato patate e le tue amate cipolle madre (sorridono, gli da un forte abbraccio) ti trovo meglio mamma MARTA: avete visto, lui se ne accorto ! PETER: (da un bacio alla sorella) e lei chi è? GIULIA: lei è mia figlia! si chiama “piccola Giulia”, mentre eri via mi sono anche sposata e il villaggio era in festa e tutti hanno ballato e suonato per me! dovevi esserci è stato tutto perfetto come una fiaba PETER: chi è quest’uomo cosi valoroso, intrepido e impavido che è riuscito a chiederti di sposarlo ?! (sorride e l’abbraccia) GIULIA: non lo conosci! E non t’interessa! Ed e più bello di te ! ANDRE’ : lei rimarrà con noi Peter PETER: non ti chiami davvero piccola Giulia, vero? (sorridono), io ti conosco ti ho già vista, eri sopra un unicorno e correvate sulla verde erba che splendeva al sole, eri tu! La BAMBINA: (sorride) non è vero, non ero io PETER: ne sei sicura ?! La BAMBINA: si, lo giuro signore PETER : va bene ti credo, mi sono sbagliato, ti chiedo scusa piccolina (sorride, guarda il padre) ANDRE’ : poi ti spiego Peter, adesso ceniamo ragazzi Preparano la cena, si siedono intorno alla tavola, pregano e mangiano la pietanza. Dopo aver cenato. GIULIA: mamma, mamma, puoi raccontare la fiaba della bambina che sapeva volare ? ho la racconto io se vuoi ? MARTA: si la racconto io , avvicinatevi ANDRE’ : Peter vieni dai PETER: la so a memoria quella fiaba! GIULIA: Peter ! daii PETER: va bene, va bene MARTA: questa storia mi è stata raccontata da mia madre, che diceva di aver conosciuta una bambina piccola come te, (Giulia abbraccia la bambina) che riusciva a sollevarsi dal terreno ,e decideva lei quando ricadere giù! La bambina di nome Iside era famosa nel suo villaggio a nord, nelle montagne splendenti, tutto il popolo la conosceva ed erano meravigliati del suo dono. Iside era unica e nessuno riusciva a capire come lei potesse volare come le aquile che sorvolavano il villaggio. Tutti la veneravano, ma un giorno degli uomini cattivi decisero di catturarla e usarla nei loro spettacoli , da far vedere in giro per tutte le città. Per guadagnare tanti soldi. ( tossisce con forza ) ANDRE’: Marta non ti sforzare ! Peter prendi dell’acqua per tua madre! MARTA: sto bene Andrè ! non voglio dell’acqua per adesso (i due si fissarono) GIULIA: madre, continua per favore “piccola Giulia” non conosce il seguito della fiaba MARTA: si… catturarono la bambina di notte, quando tutti dormivano, la misero in una gabbia di corde, tenuta da una fune di uno di loro. I rapitori insieme a Iside fuggirono quella stessa notte. Giorni dopo Iside fu presentata al pubblico pagante di uno spettacolo a lei dedicato, la gente che non la conosceva era in estasi di vedere quella piccola creatura alzarsi dal palco verso il cielo, pur avendo alla caviglia una corda che non le permetteva di scappare via da lì. ( tossisce nuovamente) Ma Iside non si sollevò ne quel giorno ne mai più, cosi i suoi rapitori furono costretti a lasciarla andare, e lei torno con i suoi piedi a casa sua. Fecero una festa per il suo ritorno, lei racconto a tutti di aver perso il suo dono e negli anni successivi questa storia divenne leggenda. GIULIA: fine ! Ti è piaciuta ? La BAMBINA: si , è vera ? GIULIA: è solo una fiaba MARTA: ( tossisce ) sai cosa vuol dire questa storia ? che nella vita bisogna vivere e godersi ogni momento della propria felicità, perché ci sarà sempre un nemico o un momento che ti farà tornare con i piedi per terra, ma quando quel giorno arriverà, tu saprai di aver vissuto ogni momento di felicità in tutti i modi e che sarai pronta ad accettare i momenti brutti senza nessun rimpianto ( sorridono) PETER : adesso però bevi mamma ! Per favore ,altrimenti ti rovini la dolcissima voce che hai ANDRE’: va bene fanciulle, ora è il momento di riposare , dormirai accanto a Giulia ti va bene? È domani se vorrai, cercheremo di capire tu da dove sei venuta (sorride e gli accarezza la fronte) Peter e Giulia Dubois erano fuori dalla loro casa. GIULIA: sai cretino, tutto ha un senso anche se noi, soprattutto tu ! non capisci, non vuol dire che non è così ….avvicinati ho freddo! PETER: (guarda la luna) non lo so e neanche tu sai niente, comunque penso che avvolte è meglio non farsi troppe domande, anche perché nessuno sa mai le risposte , neanche nostro padre , o il più anziano abitante di questo posto GIULIA: nostro padre sa tutto, solo che alcune cose se le tiene per sé , forse perché noi non siamo abbastanza grandi per capire Un UOMO: ( è ubriaco) nooo , noo, non ho bevuto ioo !!! PETER: sicuro ?? UN UOMO: si ,si ! (cade a faccia in giù) PETER: stai bene ? Un UOMO: certo ! PETER: (sorride) è sempre così GIULIA: facciamo un giro ? PETER: andiamo ! GIULIA: si ma portami in spalle ! PETER: sei fatta pesante adesso, prima eri una piuma GIULIA: daiii ( sale in spalle a Peter) Raggiungono il fiume, non lontano dalla loro casa. PETER. siamo arrivati mia regina , il viaggio è stato comodo ? GIULIA: voglio stare così, hai mai fatto il bagno di notte ? PETER: non ricordo, tu? GIULIA: no, ho paura PETER: e di cosa? I pesci scappano quando sentono qualcuno che si avvicina a loro, altrimenti io sarei un grande pescatore , anzi il migliore GIULIA: non ho terrore dei pesci cretino! E che penso ci possa essere qualcos’altro che noi non sappiamo e non riusciamo a vedere PETER: ma che dici (entrano in acqua e si bagnano) GIULIA: no ! Peter no! ( ridono) PETER: io non vedo niente di strano tu ? (ride) GIULIA: io ho visto che sei cretino ! (sorridono) La mattina seguente. Il cielo sopra Estfebe era nuvoloso e la pioggia non tardò ad arrivare. Andrè stava tagliando la legna, Giulia puliva i vestiti e Peter era andato nel bosco, intanto in casa la piccola bambina si era avvicina a Marta. La BAMBINA: come vi sentite ? È colpa mia che state male ? MARTA: (tiene il fuoco acceso) no ! perché dici questo cara ? Non devi pensare una cosa cosi ! La BAMBINA: non lo so (piange e l’abbraccia) , dove sono ? dove sono i miei genitori e i miei nonni ?! MARTA: non è colpa tua! Loro non vogliono vederti piangere , voglio che tu sorrida e diventi grande, cosi imparerai a sentirli di nuovo, nei silenzi , nella luce e nelle ombre che ti circondano. Piccola un giorno capirai che loro sono sempre stati con te, qui dentro il tuo cuore. Vuoi aiutarmi a tenere sveglio il fuoco ? questo furbacchione vuol sempre spegnersi , e spesso vince lui La BAMBINA: si, ti aiuto Lampi e tuoni sul villaggio, il cielo sembrava spaccarsi. Edoardo: (Grida)la maledizione non è tardata ad arrivare! lo dicevo io! sono 4 giorni che non si riesce a vedere altro che lampi, non ho mai visto un tempo cosi timoroso , 4 giorni così ! da quando quella bambina è giunta qui! Andrè ! Andrè ! GIULIA: mio padre non è in casa! e ti chiedo di non spaventare il villaggio con le tue parole, la bambina può sentirti e cosi non ci aiuti! adesso torna in casa tua, ti stai bagnando tutto! Edoardo: ascolta ragazza, io non scherzo, di a tuo padre e alla tua povera madre che sé nei prossimi giorni il cielo non migliora , io e gli altri che la pensano come me , cacceremo la bambina dal villaggio! così come è arrivata ( va via) Giulia intimorita chiude la porta, e un altro tuono riecheggia MARTA: Giulia vieni qui, lascialo perdere (tossisce) vedrai che andrà meglio GIULIA: mamma è sé non andrà meglio? che faremo ? MARTA: non ti devi preoccupare, qualcosa faremo la popolazione manifesta le loro lamentele EDOARDO: vi avevo avvertito! il temporale non smetterà Un SIGNORE: Edoardo ha ragione , è stata una follia portare quella creatura, mio figlio si è ammalato! Una SIGNORA: via , mandatela via da qui fin chè siamo in tempo, mio marito non riesce più a cacciare nulla! per colpa sua! EDOARDO : il re si lamenterà di non ricevere i suoi dannati frutti !e il suo sdegno verso noi aumenterà! non possiamo permetterlo! GIULIA: ( è allarmata) mamma anche gli altri danno ragione a Edoardo! MARTA: tra un po’ tornerà tuo padre e Peter, loro sapranno calmare questa questione, calma Giulia La BAMBINA: mi chiamavano Enola ,così io mi ricordo, mia madre, mio padre, così mi chiamavano MARTA: (sorride) brava, ti sei ricordata , che bel nome , mi piace molto Enola GIULIA: anche a me piace ( la prende in braccio), ma ti dispiace se continuo a chiamarti “piccola Giulia” (sorridono) ENOLA: si, va bene Enola era “diversa” dalla famiglia Dubois, nel senso che tutti nella famiglia erano biondi e occhi azzurri, e una pelle rossiccia. La fanciulla , al contrario, aveva capelli neri , occhi nocciola e pelle di latte. Facilmente si poteva intuire che non faceva parte della famiglia. 

CAPITOLO 2 LA SOPRAVVISSUTA DI BOAR

 Parigi. Nel castello del re Giosia. re GIOSIA: (sbadiglia, e si alza dal letto) dannato vento! sembra ci stiano attaccando gli arabi ! la SERVA: cosa posso fare per voi ? mio re re GIOSIA: niente Clara! è il tuo nome vero ? la SERVA: io sarei Clarissa, mio re re GIOSIA: si si adesso ricordo, bellissimo nome ! la regina ha finito di fare qualsiasi cosa stava facendo ? la SERVA: non ancora, posso andare a.. re GIOSIA: no, lascia perdere, vai fuori ! (guarda fuori, beve del vino rosso ) mai visto un tempo cosi tetro per quasi 10 giorni di film ! la SERVA: mio re, è richiesta la vostra presenza dal generale Liota re GIOSIA: fatelo salire ! la SERVA: qui nella vostra stanza ? ( il re la guarda) si mio re ! Erano le sette del mattino anche se sembravano di sera, il re nella sua stanza si era appena svegliato e si stava vestendo. Il generale Liota gli comunica dei disagi che ci sono al villaggio di Estfebe, dove la popolazione lamenta che la colpa di questo tempo sia da attribuire a una bambina, sopravvissuta all’incendio del villaggio di Boar. re GIOSIA: come è possibile che ci sia una sopravvissuta! la peste non risparmia nessuno !tanto meno una bambina, ho mi volete dire che avete dato fuoco a un villaggio solo perché qualcuno stava male ?! LIOTA: Boar era contagiata, i sintomi della morte nera erano evidenti in tutta la popolazione re GIOSIA: tu li hai visti ? tu hai visto uno per uno tutti gli abitanti di Boar!! LIOTA: mi era stata giunta questa voce, mio re , non è invenzione della fantasia dei soldati, li c’era la peste , 3 dei vostri soldati sono stati contagiati e i loro cadaveri sono stati bruciati re GIOSIA: cosa mi dite allora? che davvero una bambina può non ammalarsi e maledire Estfebe ? sei ancora ubriaco da ieri sera ?! cosa credi tu ? spiegami ! LIOTA: io, vostra maestà, credo che la bambina non appartenesse a Boar , ma per colpa di questo tempo il villaggio da la colpa all’ultima arrivata re GIOSIA: e cosa vorrebbero fare ? Bruciarla! (ride) LIOTA : vogliono allontanarla dal luogo, ma la famiglia adottiva si oppone al riguardo re GIOSIA: danno colpa a lei per il tempo ?? LIOTA: e anche perché 2 persone sono morte di febbre, un abitante del villaggio ci ha riferito tutto e vorrebbe il vostro intervento la regina ELISA: uccidetela ! il re e il generale si voltano sorpresi dal commento della regina. LIOTA: mia regina re GIOSIA: buon giorno mia cara regina, avete ascoltato tutto ? Come sempre ? regina ELISA: ho ascoltato l’uomo venuto qui a lamentarsi, e sono giunta a questa conclusione ! re GIOSIA: un po’ troppo drastica la vostra conclusione non credete ? perché dite ,così mia adorata moglie regina ELISA: perché io ci credo ! mio amato re re GIOSIA: tu ci credi ?! (sorride) quelle persone sono ignoranti e questo porta a deduzioni stupide , che arrivano al castello spaventando la mia bellissima regina ! regina ELISA: quell’uomo a riferito che se non faremo nulla, quella bambina la porteranno alla porte del castello ! a quel punto se tutta questa storia sarà vera cosa ne sarà di noi ? meglio non rischiare, mi rammarica tutto ciò ! ma io preferisco che muoia una sconosciuta bambina triste che a perso la sua famiglia, che noi! LIOTA: se posso permettermi mio re , io la penso come la regina re GIOSIA: che bel risveglio che ho avuto oggi , ascolta Liota, bandite la bambina da quel villaggio e fine dell’argomento ! regina ELISA: e della famiglia che si occupa di lei ? non permetteranno questo re GIOSIA: dategli qualche moneta e la finiamo qui! e adesso lasciatemi da solo Liota e altri 2 soldati arrivano a Estfebe . LIOTA: ehi tu , dove si trova la bambina? ANDRE’ : chi cercate ? LIOTA: io mi sto bagnando è questo lo odio! quindi non farmi perdere tempo!! dove si trova la bambina che dicono sia sopravvissuta a Boar ? EDOARDO: è lì in casa sua! ( altre persone indicano la casa) cosa farete, la porterete con voi ? LIOTA: sta zitto tu! ascolta bene, quella bambina deve andare via! il re vi da queste monete per il viaggio, che sarà lontano da qui! avete udito uomo !? ANDRE’: io e la mia famiglia vi ringraziamo per il denaro, ma mia moglie è sofferente e non può affrontare il viaggio, ma vi posso dire che manderò la bambina da i miei parenti che stanno aldilà del lago Aish ,vi chiedo per favore di accettare questa proposta LIOTTA: se quell’uomo ( indica Edoardo) tornerà al castello a denunciare di nuovo questa storia , vi prometto che aldilà del lago Aish ci finirà la tua testa ! hai compreso cacciatore ? ANDRE’: si, chiarissimo, non accadrà EDOARDO: hai sentito Andrè !? LIOTA: addio a tutti voi ! e continuate a servire il grande re Giosia di Francia il POPOLO: viva il re Giosia!!! Andrè , impaurito, rientrò in casa. GIULIA: padre ci crederanno ? ANDRE’ : basteranno poche settimane , al massimo un mese, quando il tempo sarà migliore e il raccolto sarà ricco , Enola potrà uscire da casa, ma fino a quel momento nessuno dovrà pronunciare il suo nome ! PETER: ( sta tagliando i cappelli alla piccola) sei bellissima lo stesso, anzi stai meglio così !

 CAPITOLO 3 LA BALLATE DELLE STELLE 

intanto al castello, il re nella sua stanza era in dolce compagnia, ma non sospettava che sua moglie, attraverso un foro nella stanza, stava osservando l’ennesima infedeltà del re. Bussarono alla porta re GIOSIA: si ho sentito, chi siete ? cosa volete ?! SOFIA: mio re, la regina a richiesto la vostra presenza re GIOSIA: comunicale che sto arrivando SOFIA : si mio re! re GIOSIA: noi ci vediamo dopo, mia dolcissima Sofia SOFIA: non posso, vostra moglie mi ha incaricata di ordinare i suoi amatissimi tovaglioli floreali, vuole dividerli per colore e grandezza (sbuffa) re GIOSIA: (sorride) adesso capisci perché ci sei tu nel mio letto ? il re si rivestì, ed uscì dalla sua camera e si recò dalla regina, ma non la trovò, chiese alla servitù, ma neanche loro non sapevano dove si trovava. il re continuò a vagare per il castello ma dopo un po’, nel castello un urlo riecheggiò più forte e raccapricciante dei tuoni del temporale . il re Giosia fù allarmato, chiese informazione alla sua servitù dell’accaduto, gli indicarono la camera della servitù della regina. arrivato nella stanza il suo volto diventò basito. Il corpo della sua dolce Sofia era disteso al pavimento senza vita, era stata strangolata. una SERVA: (piange) chi è stato , mio re chi può essere stato, era una brava ragazza! re GIOSIA: seppellite il corpo, immediatamente !! al villaggio , la salute di Marta era peggiorata. GIULIA: padre passami quella benda, non dirmi che stai bene madre, adesso tu starai a letto e non ti alzerai oggi , penseremo noi a tutto, e non dirmi di no! padre state con lei ! ANDRE’ : ehi che fai? mi prendi in giro? mia hai detto che stavi meglio, mi hai ingannato! (sorride) come fai sempre ad essere bellissima anche adesso che stai male ? MARTA: ho sentito già queste parole, le hai dette a Giulia a tua madre e credo anche a tua nonna ANDRE’ : anche a mia zia ( sorridono), pensi sempre al giorno che ci siamo conosciuti? MARTA: è stato a Londra non è vero? ANDRE’ : stupida (sorridono) , e chi ci ha mai messo piede a Londra! Marta e Andrè parlano dei bei tempi trascorsi insieme, la loro storia d’amore è incommensurabile, Giulia li ascolta con piacere e ammirazione dietro una tenda, mentre gioca con Enola GIULIA: ti piacciono le canzoni ? ENOLA: non lo so GIULIA: io so cantare e anche un po’ ballare, ti canterò la ballata delle stelle Giulia si alzò da terra e cominciò a cantare creando una dolce melodia, Enola la guardò con gioia, come se quel momento fosse la cosa più bella che avesse sentito e visto nella sua breve vita. Intanto… la famiglia reale era a cena insieme ad altri nobili. il tavolo era cospicuo di cibo. del vino rosso riempiva tutti i bicchieri delle singole persone, sedute a gustare tutto questo ben di dio. re Giosia era visibilmente turbato. Lanciò uno sguardo alla regina, fra i due sembrava esserci una finta serenità. re GIOSIA: non posso che raccontarvi quello che era successo a mio zio, il principe Ettore , in quel tempo io ero principe FILIPPO: padre non vorrei mancarvi di rispetto ma hai raccontato questa storia ieri, dico davvero (sorride) regina ELISA: Filippo non interrompere più tuo padre ! E mangia ! re GIOSIA: sei sicuro? FILIPPO: (ride) si padre , diglielo pure tu fratellino GERARD: credo sia stato l’altro ieri FILIPPO: no , era ieri (ride) conte di Roux: a tuo padre piace raccontare quella storia, il principe Ettore è stato protagonista di tante avventure, anzi dovrei dire disavventure, da quando è nato fino al giorno che morì sopra il suo vecchio cavallo grigio re GIOSIA: era bianco, e non morì a cavallo, fu messo sul cavallo per essere riportato in… un soldato interrompe la cena. Brutte notizie egli porta, la guerra è arrivata, gli inglesi minacciano la Francia. Il re si scusa con gli ospiti e abbandona la sala, insieme al suo primo figlio. Al mattino seguente, il cielo dopo giorni è sereno. Un gruppo di soldati raggiunge Estfebe, hanno l’ordine di reclutare ogni ragazzo sopra i 13 anni di età. Al villaggio, Peter avvertendo l’arrivo dei soldati seguiti da un carro, crede siano venuti per Enola, lui si chiude in casa e con un gesto della mano, dice al resto della famiglia di stare fermi e in silenzio. il SOLDATO : ascoltate tutti , ascoltate attentamente , gli inglesi, quelle merde ricoperte di morbo, hanno dichiarato guerra alla Francia, a tutti noi ! e quindi tutti noi dobbiamo rispondere! ogni ragazzo del villaggio si presenti a me ! Adesso! ho vengo a prendervi io e vi trascino fino al confine per i capelli ( sputa per terra) GIULIA: che dice ,cosa vogliono fratello ? PETER: vogliono me ! c’è la guerra, ogni ragazzo deve andare , è un ordine GIULIA: nasconditi, presto ! PETER : no, scoprirebbero Enola! devo andare sorella GIULIA: no, tu no! Peter! PETER: nostro padre si prenderà cura di voi, io tornerò presto! MARTA: Peter, vieni da me GIULIA: madre non fatelo partire,

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