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    LA PERSISTENZA DEL PIANO TRAVERSO di Thea Matera – IVVI EDITORE

    Un libro di versi s'acquista forse per curiosità, o per diletto, ancor più per una bella copertina, occasionale riflessione sul tema - la poesia è ciò che annoia e non ristora - un tecnico quanto inesorabile tourbillon d'improduttivi versi e rime da scolaretti, insensatezze poco importanti. Sicuramente una nuova raccolta di poesie non fa la differenza e, con buona probabilità, a pochi, o ness... Altro...

    Un libro di versi s'acquista forse per curiosità, o per diletto, ancor più per una bella copertina, occasionale riflessione sul tema - la poesia è ciò che annoia e non ristora - un tecnico quanto inesorabile tourbillon d'improduttivi versi e rime da scolaretti, insensatezze poco importanti. Sicuramente una nuova raccolta di poesie non fa la differenza e, con buona probabilità, a pochi, o nessuno, interesserà la profusione di parole scritte in bella copia.

    La poesia intimorisce - la parola ci attraversa - la poesia non è lettura complicata, è parte del vento, come la musica, non lontana dal nostro caffè nero, dal tempo che ci piega, dall'occhio ancora stretto dalla notte, dall'angolo violaceo del pc acceso, dalla disutile conversazione che accende il giorno d'apparenti attese. La poesia decanta la stagione che c'involge e ci foggia, non si defila dalla sostanza delle cose - oralità desueta - non è gassosa percezione di smorte voci che tornano da passati muffi di zavorre, l'ambage che ristagna sulle forme e si fa polvere della ragione. Il Poeta non ama sostare sotto i riflettori, non giunge ad alcun traguardo, non è un numero, il punto o la virgola, il rudimento automatista, non il triste clown della foto in bianco e nero, inconsapevole oblio dell'opera a stampa... la fama è un'ombra che appiattisce.

           POÈTES, DANSEURS REBELLES SOUS LA PLUIE

    Thea Matera©

               "LA PERSISTENZA DEL PIANO TRAVERSO"

                                                     di

                                           Thea Matera 

                                     IVVI EDITORE (€4,99)

    https://www.ivvi.it/product/la-persistenza-del-piano-traverso/

    https://www.ivvi.it/autori/matera-thea/

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    STRALCI

    Oggi è più dura del solito, la voglia di farmi mi entra dentro; giunge alle sinapsi e le formicola con strane idee per far l'amore con lei, la bimba. Trapana il cervello, ci provo a distrarmi: ascolto musica, ballo, gioco alla play, pulisco casa, ma nulla. L'idea oggi è presente come Berlusconi in politica...credo non se ne andrà mai. Pensieri bui, non voglio altro che quello, desidero s... Altro...
    Oggi è più dura del solito, la voglia di farmi mi entra dentro; giunge alle sinapsi e le formicola con strane idee per far l'amore con lei, la bimba. Trapana il cervello, ci provo a distrarmi: ascolto musica, ballo, gioco alla play, pulisco casa, ma nulla. L'idea oggi è presente come Berlusconi in politica...credo non se ne andrà mai. Pensieri bui, non voglio altro che quello, desidero sentirmi cadere e poi tornare su, godermi quella sensazione di discesa e risalita in mezzo secondo...le voglio...entrambe. Voglio cucinare, voglio sentire lo sfrigolio sulla carta stagnola, quell'odore di ammoniaca che precede il "crack" della fumata.  Insomma, oggi è il 15° giorno e io sento di essere arrivata al limite della sopportazione. Pensieri cupi, atmosfera pesante, tempo immobile, ticchettio dell'orologio nelle orecchie come una tarma che rosicchia il legno. Giro e cammino per casa con le mani sudate e i capelli che seguono l'altalenarsi del capo. Le voci cupe che sento nelle mia testa possono essere fermate solamente in un modo e io so benissimo qual è.  Vorrei allenarmi un pochino per distendere i nervi, ma la tensione è così potente da immobilizzarli. 15 giorni senza toccare nessun tipo di sostanza. Un record, dopo aver passato gli ultimi 5 anni a usare quella "merda" quotidianamente. 15giorni. Sono più forte io, mi dico, ma poi arriva il pensiero di quella sensazione di pace dopo l'uso che , ecco, è più forte lei. Le domande si susseguono impetuose come fosse un gioco a premi e io dovessi rispondere in velocità: "Vado?" "Non vado?". Ripetute di continuo, infinitamente, velocissime, assillanti, importune...UN'OSSESSIONE - in uno sprazzo di lucidità mi metto a cantare a squarciagola "Nuova ossessione" -, ma questa è una vecchia ossessione, una vecchissima e putridissima ossessione. ...e poi...STOP. Come un dardo lanciato durante la Guerra dei cento anni, un pensiero sfreccia tra le mie facoltà psichiche e intellettive.  14 giorni fa mi trovavo in psichiatria per un wash out dalle sostanze, il ricovero è stato duro, impegnativo, volontario. Ed è l'ultimo aggettivo che blocca i pensieri. "VOLONTARIO". Sono stata io a voler una possibilità che mi permettesse di cambiare vita. Ora avrei dovuto mandarsi tutto a farsi fottere per una voglia simile a quella della Fiesta dopo aver mangiato solo un panino? Oh, NO! Signori miei, io resisto.Io combatto. Io esisto senza le bimbe. Io sono forte e intelligente - forse poco umile -, ma ce la farò.  IO RESISTO. 16 GIORNO DI ASTINENZA.

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    VEXATIONS (Thème – Il Dirupo Del Cormorano)

    Hai toccato il fondo, rotondo,in coppe di ciliegie,si camuffa la piroga in un'ansadi barattiere,si stiracchia la nube di pirilla,d'ogni mortale tempra che, a suo dire, ignora la malferace spalla.Cade un rospo dalle serre di balene,la zaula, in particolare,tende a sollevareil finto smasso di tabià,s'approssima un tirantedi spese speranze nei fanò,l'acribia della tessituranell'ora s... Altro...

    Hai toccato il fondo, rotondo,

    in coppe di ciliegie,

    si camuffa la piroga in un'ansa

    di barattiere,

    si stiracchia la nube di pirilla,

    d'ogni mortale tempra 

    che, a suo dire, 

    ignora la malferace spalla.

    Cade un rospo dalle serre 

    di balene,

    la zaula, in particolare,

    tende a sollevare

    il finto smasso di tabià,

    s'approssima un tirante

    di spese speranze nei fanò,

    l'acribia della tessitura

    nell'ora solare.

    Non eri tu sul pontile della nave

    a dipingere numuli di stelle?

    Il filo sulla bocca di cartone

    fa scaglie sopra la buccia 

    di lampone.

    Dalla trifora il cormorano

    affatica le sue penne di petrolio,

    dalle vette d'amianto pastellato

    erto s'avvita lo scione,

    s'annera il sìnolo di bulbi vari

    in un concerto di biscrome.

    Thea Matera ©️

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    DISSOLVENZA

    Ti auguro di ritrovarela voce della Poesiadove il suono non sia frastuono,dove le parole s'assottiglianonel  cigolio d'imposte,nel canto del pettirossonel tripudio di camelie,la dismurata folgoredi respiri e di silenzi.Dove le parolesi contornano di lucenel brulichio di rimembranze,nel turbinìo di nebbiache inghiotte la sassìfraga,il trasmutato sorso della pergola.Ti auguro tempoche non sia... Altro...

    Ti auguro di ritrovare

    la voce della Poesia

    dove il suono non sia frastuono,

    dove le parole s'assottigliano

    nel  cigolio d'imposte,

    nel canto del pettirosso

    nel tripudio di camelie,

    la dismurata folgore

    di respiri e di silenzi.

    Dove le parole

    si contornano di luce

    nel brulichio di rimembranze,

    nel turbinìo di nebbia

    che inghiotte la sassìfraga,

    il trasmutato sorso della pergola.

    Ti auguro tempo

    che non sia frammento

    disperante vuoto,

    ma süaso fragorìo.

    Thea Matera ©️ 

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    COURANTS (The Poet Recompensed)

    Il poeta rimesta luminanze,plasma la parola e ne fa donoal torso avvinto,a chi ha dissolto l'iridenell'ombra del travaglio,a chi tiene la testafra due rebbi di pàlmola,due incompite coste.Innerva tele di corimbispigrisce il germe peritoso,rispigola barbagliper chi a giumellatiene i palminel grembo della notte,nel nocchio rubellodella rodonèa di stami.Thea Matera©️EBOOK "CARTEGGI PERPENDICOLAR... Altro...
    Il poeta rimesta luminanze,plasma la parola e ne fa donoal torso avvinto,a chi ha dissolto l'iridenell'ombra del travaglio,a chi tiene la testafra due rebbi di pàlmola,due incompite coste.Innerva tele di corimbispigrisce il germe peritoso,rispigola barbagliper chi a giumellatiene i palminel grembo della notte,nel nocchio rubellodella rodonèa di stami.Thea Matera©️

    EBOOK "CARTEGGI PERPENDICOLARI" DI THEA MATERA - ON AMAZON

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    MISREAD (La Voce Dello Scrittore)

    Un libro è fervido fine,intrepido percorso, sentiero imperviolastrico di sensazioni, di parole finite,di voci da imprimere e pensieri da scartare,di fogli spezzettati ravvolti malamente,zeppati di grovigli strampalati,veloci appunti e dimenticanzequasi a voler congelare il tempo,l'impressione di un'occhiata sfuggente,l'istantanea sfocata, la frase scrittaper tedio o ... Altro...

    Un libro è fervido fine,

    intrepido percorso, 

    sentiero impervio

    lastrico di sensazioni, 

    di parole finite,

    di voci da imprimere 

    e pensieri da scartare,

    di fogli spezzettati 

    ravvolti malamente,

    zeppati di grovigli strampalati,

    veloci appunti e dimenticanze

    quasi a voler congelare il tempo,

    l'impressione di un'occhiata 

    sfuggente,

    l'istantanea sfocata, 

    la frase scritta

    per tedio o per diletto, 

    il ricordo sviato,

    appannato e trattenuto 

    sopra un taccuino 

    scordato in un cassetto.

    Un libro è l'imperscrutata soglia,

    lo sfaccettato enigma, 

    è un brivido d'arsura,

    aguzza  parabola, l'ignoto limbo.

    Un libro è il ritorno alla memoria,

    alla feconda azzurrità.

    Thea Matera©️

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    All'alba

    All’alba di un nuovo giorno

    ho ripreso a cercarti.

    Ho seguito le tracce

    che avevi lasciato

    lasciando la casa.

    Ho superato la notte

    ho attraversato la nebbia

    senza trovarti.

    Dove ti nascondi?

    Esci fuori.

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