I racconti del vetrino

Questo “I racconti del vetrino”, opera dell’amico Maurizio Costacurta, nascono da una scommessa (vinta) e da un’idea (geniale) di Salvatore Mazzarella, amico anch’egli dell’autore. Durante una loro discussione letteraria il mio omonimo ha suggerito all’architetto “quanto scrivere… come se il racconto dovesse stare sul vetrino di un microscopio”. Su queste due mosse si è giocata la partita di questa curiosa antologia, che consta appunto di 20 parti, di 20 “short stories”, composte ognuna con la “miseria” (“absit iniuri verbis”) di 1000 parole.

Un vero, lungo, appassionante giro del Mondo e dell’Italia, fatto raccontando (per lui), leggendo (per noi) 20 storie originali, coinvolgenti, insolite, estrose, fantasiose, con qualche punta di vera genialità espressiva e letteraria.

Ah! Si! Quasi dimenticavo. Se l’amico Maurizio Costacurta (architetto prestato alla scrittura, ma che, forse, sarebbe meglio definire scrittore prestato all’architettura) scrive un racconto, anzi venti, usando “solo” 1000 parole per ognuno, allora perché io non potrei accettare la sfida (che peraltro nessuno mi ha mai lanciato) provando a scrivere una recensione “short”, usando anch’io “solo” 1000 parole?

Non avendo anticipato niente della trama o, come si dice oggi, “spoilerato”, ritengo di aver fatta cosa gradita a chi leggerà la recensione e comprerà il libro e all’autore che potrà sperare di vendere qualche copia in più.

Non mi resta quindi che augurarvi una buona lettura!

 P.S. Accidenti! Mi sono appena accorto di aver perso la scommessa. Le parole sono esattamente 1386.

SMR

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