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Biblioteca

Una piccola biblioteca in un piccolo villaggio fra i monti…

Era il mio luogo di lavoro fin dalla gioventù, essendo io uno dei pochi abitanti che aveva imparato a leggere. Si trattava di un lavoro facile, quasi noioso, sicché nessuno si interessava più a quei antiquati tomi fin dai giorni in cui gli amanuensi li avevano redatti.

Le mie giornate di pace, però, finirono quando, in una giornata di primavera, un dedito studioso si trasferì nel vecchio monastero adiacente alla mia biblioteca. Fui tormentato dalle continue ricerche dell’erudito, le cui giornate si consumavano tra i polverosi manoscritti.

Le sue ricerche rivelavano uno strano interesse per il paranormale. Tanto che, dopo una serie di nottate di continuo operato, mi consegnò, persino, una versione tradotta del famigerato Necronomicon. Affermando che quella in dotazione della biblioteca era datata e colma di errori.

La famelica, e visibilmente disperata, ricerca, di quello che, ormai, era diventato il mio quotidiano compagno di studio, stimolò la mia curiosità fino al punto in cui, perso ogni freno, gli chiesi, con impropera sfacciataggine, la ragione di essa. Quel pomeriggio scoprì di sua figlia, Maria. Essa era gravemente malata e, tradita dalla scienza e medicina moderne, la sua condizione si era aggravata a tal punto che il padre scelse di affidarsi all’occulto, nella speranza di trovare, fra le ammuffite pagine, un segreto che restituisse la salute alla sua innocente progenie.

Successivamente, grazie anche al mio aiuto, il disperato genitore analizzò i tomi di demonologia. L’ultima volta che lo vidi era un caldo pomeriggio di Luglio, stava controllando la descrizione di un particolare demone legato al fuoco e alla resurrezione.

Quella notte vi fu un grave incendio…

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