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Lettera alla notte

Quando amiamo, l’energia che ci pervade deriva da nuove forze che ci conducono in una dimensione estranea, diversa da quella dei periodi in cui non amiamo. E nessuno può amare pensando che quell’amore finisca, nessuno può amare pensando di morire o che quella esperienza sia limitata nel tempo. Il tempo, nell’amore, è solo astrazione metafisica. Ecco perché è profondamente giustificata, allorché quel rapporto si spezza, la nostalgia, la sofferenza per qualcosa che è andato davvero perduto, in quanto nessun nuovo incontro potrà ridare vita a quella realtà. La sofferenza vera la conosciamo soprattutto in queste circostanze, è una scoperta, una rivelazione: ora sappiamo che è l’unica cosa certa e pensiamo che essa non possa avere termine, esattamente come fino a poco tempo prima pensavamo che non potesse finire l’amore. In me c’è la consapevolezza dell’infinità dell’amore. Infinità dell’amore che ho scoperto con te. Dovresti guardarmi dentro e meravigliarti sempre di più di quanta saggia passionalità riveste la mia psiche. Il volto è lo specchio della mente, e gli occhi senza parlare confessano i segreti del cuore: il mio sa di cosa parla. Bisogna avere un animo capace di accogliere pazienza. Eppure tanta. Solo così si potrà raggiungere l’obiettivo comune che è quello di vivere appieno la vita amorosa. Sei in me. E da me non ti mando via.

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