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I ritorni – Orientarsi tra il suono dello spazio e la forma del

I ritorni – Orientarsi tra il suono dello spazio e la forma del tempo, edita da Homo Scrivens, è la raccolta poetica d’esordio di Achille Pignatelli. L’opera è divisa in 8 sezioni legate tra loro, seguendo la struttura della rosa dei venti; l’argomento principale della silloge è il tempo, scandito nei temi: vita come viaggio, ricordo, polvere, valore del tempo, rapporto con la propria epoca, valore delle piccole cose.
“E’ un’idea ingenua pensare di essere donne e uomini assoluti, distanti e distaccati da un contesto di partenza; siamo persone del nostro tempo, punto d’incontro di coordinate spaziotemporali che influenzano, se non determinano in toto, sia il nostro modo che il moto d’essere”, si legge nelle prime righe dell’Introduzione; la spaziotemporalità delle nostre vite è uno dei concetti alla base del cammino dell’opera, che è un viaggio di ritorno alla nostra vita e al tempo che ci è stato sottratto.
Nella Prefazione, Silvio Perrella ci dice: “Nei ritorni di Achille agisce il suo sentimento della vita: fugacità, malinconia, ma anche necessità del fare […]
in lui ho visto convivere la convinzione dell’impegno con il soffio necessario a trasformare il mondo in espressione. Insomma: fare e insieme tradurre il fare in linguaggio. […] I poeti sono i battezzatori del mondo. Ad ogni generazione c’è chi prova a ridare i nomi alle cose e ai sentimenti.
E quanto è necessario e “politico” farlo oggi, visto che le cose sono abbandonate a se stesse e le parole muoiono o in recinti specialistici o nell’insignificanza solitaria delle retoriche. Achille Pignatelli come Atlante si mette il mondo sulle spalle e prova a rinominarlo, parola dopo parola. “

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