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L'HISTOIRE D'UNE VIE (A Cesare Pavese)

A te, che assorto

ad ascoltare il mare

ancorato ad una stella

mai tacesti parola

che non fosse terra,

il luminìo di acque

sugl’infebbrati frutti,

sulle colline avvolte.

Anima in tumulto

cuspide la ruga sullo specchio,

affiora dai disciolti nimbi

la fievole apparenza,

il segno del prodigio

nel cuore di una viola…

e quell’amore

che non fu mai gancio

ma fuggente desiderio,

inafferrata felicità,

agognato sorso.

Thea Matera

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