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Sulla guerra e la distrazione…

Dicono che dobbiamo stare seri perché c’è la guerra e la situazione è drammatica.  Ma allora prima di questa guerra in Ucraina le altre guerre non valevano niente? Non valevano niente quei morti e quelle tragedie? Allora perché vi sentivate in diritto di ridere e scherzare e ora no? Le guerre dimenticate ma reali nel mondo non valevano niente? Non vi riguardavano? Non eravate parte in causa allora? Perché non eravate minimamente coinvolti? Sembrerebbe che ci siano allora guerre di serie A e guerre di serie B. Su certe guerre non vengono mai accesi i riflettori. Adesso i mass media ci marciano su. Vogliono occupare la mente dei telespettatori con la guerra. Gli italiani non possono distrarsi. Devono dimostrarsi a tutti i costi empatici, partecipativi. In realtà i mass media spettacolarizzano e strumentalizzano la guerra per fare audience, per vendere pubblicità. Guardateli nei talk show come fanno finta di azzuffarsi come galline, mentre in realtà sono tutti prezzolati e tutti culo e camicia! Putiniani e filoatlantisti sono lì per fare scena. E poi se tutti devono essere seri perché le televisioni generaliste non chiudono le loro trasmissioni di intrattenimento e varietà? Dimenticavo forse che per business è lecito fare i cretini. Ognuno deve fare la sua parte, si diceva un tempo. Ora il mondo è cambiato: ora ognuno deve recitare la sua parte. Ognuno deve fare il suo show. Invece voi siate voi stessi, siate autentici. Scherzate con gli amici, lasciatevi andare alle battute, anche se questi non sono tempi buoni fate i buontemponi. Andate al bar, ritrovatevi,  prendete una boccata d’aria fresca (perfino i detenuti hanno giustamente la loro ora d’aria), parlate tra voi, non vi immalinconite. L’economia deve girare. Non si può fasciarsi la testa prima di averla battuta. Bisogna vivere, non limitarsi a sopravvivere! Ricercate l’allegria e poi amate, se avete qualcuno o qualcosa da amare. Se ci fosse realmente una escalation di violenza e Putin scatenasse una guerra nucleare questi potrebbero essere i nostri ultimi momenti, se va bene i nostri ultimi momenti di normalità. Potremmo rimpiangere allora il nostro tempo libero sprecato. La preoccupazione di noi cittadini qualsiasi non conta niente, non influisce minimamente sui grandi eventi della storia. Una eccessiva preoccupazione oltre a essere inutile e ininfluente è estremamente deleteria per il sistema nervoso. Se avverrà l’Apocalissi abbiamo il diritto di morire quasi felici, quasi inconsapevoli  (tanto sapere troppo non serve a niente). Che senso ha morire pieni di paura e informati? Le cassandre strapagate a ogni ospitata non serviranno a niente: solo a creare allarmismo inutile, a creare ansia, psicosi. Certi/e opinionisti/e televisivi/e riescono solo a non farci vivere dignitosamente quelli che potrebbero anche essere i nostri ultimi momenti tranquilli. Va bene morire per una bomba atomica,  ma non per troppa preoccupazione e serietà! Come scrisse Gerardina Trovato in una sua canzone: “Chi non ha paura di morire muore una volta sola”. Era vero un tempo per la mafia. Ora questa frase è valida per la guerra. Ma voi state seri, come vi ordinano di fare. E ricordate che è peccato mortale ora scherzare sui social o postare foto mentre siete al ristorante. Così vogliono i mass media, così vuole lo show business! Ma perché c’è chi costantemente deve decidere i nostri atteggiamenti mentali nei confronti dei grandi eventi e più in genere della realtà? Siate autentici e autonomi! Essere solidali al popolo ucraino non significa stare sempre seri. Potrebbero essere i nostri ultimi giorni: cercate di divertirvi.

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