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Due parole sul terrorismo…

In un Paese come il nostro in cui c’è stato un connubio tra materialismo spicciolo e un idealismo deteriore il terrorismo è stato vinto dai partiti, dalle istituzioni, dai sindacati, dal popolo, ma soprattutto dalla fine della guerra fredda (ammettiamolo pure). Qualcuno violento e fuori dalla storia è pur rimasto nella foresta a combattere una guerra già persa, ma nessuno oggi può far leva sul disagio sociale e trasformarlo in barbarie. Il terrorismo nero è stato subito vinto perché non c’è stata da anni alcuna possibilità da parte di nessuno di sfruttare lo spontaneismo armato (nato per esempio dai fatti di via Acca Larentia). Quella contrapposizione di forze (gli opposti estremismi) non esiste più. Quello che è accaduto al circolo Arci di Reggio Emilia con cretini incappucciati che cantavano inneggiando alle br però dimostra che c’è più indulgenza per il terrorismo rosso. C’è da decenni un pregiudizio negativo nei confronti delle vittime delle br (“se la sono cercata”, “erano colpevoli”, “erano imperialisti”, “erano servi dello Stato”) e un pregiudizio positivo nei confronti dei brigatisti rossi (“hanno le loro ragioni”, “sono intellettuali”, etc etc). Le brigate rosse sono finite quando hanno ammazzato un operaio sindacalista (Guido Rossa) e un antennista fratello di un pentito (Peci). Non potevano più avere un consenso popolare (poco tempo prima se le brigate rosse avessero potuto presentarsi come partito avrebbero preso 200000 voti secondo i sondaggisti dell’epoca). Bisognerebbe considerare che Aldo Moro era innocente come la povera Maria Fresu, anche se il suo lavoro comportava più responsabilità e quindi più rischi.  Bisognerebbe considerare che i veri colpevoli dell’estremismo rosso non sono i giovanotti autoesaltati e ubriacati ideologicamente che uccidevano, ma i cattivi maestri che li hanno indottrinati e armati: ancora non è stata fatta piena luce su questo e i cattivi maestri non hanno pagato del tutto, sicuramente hanno pagato troppo poco; sono stati proprio quei professorini freddi e spietati come Senzani che hanno armato giovani che stravedevano per loro. Così questi terroristi hanno distrutto vite altrui e le loro. Ora possiamo dirlo serenamente che salvo improbabili colpi di coda tutto è finito, ma ciò deve servire da lezione. Non deve finire nel dimenticatoio. Infine riporto a memoria una dichiarazione di Giuseppe Fioravanti, che in una intervista dichiarava che quelli della sua generazione si erano scannati tanto per poi fare anni di galera e ritrovarsi certa gente al governo. Era l’amara constatazione del proprio fallimento umano e politico, nonché della sua generazione. A ogni modo ognuno deve mettersi contro i figli di buona donna (con tutto il rispetto per le loro madri; è solo un modo di dire) del suo tempo. Terroristi rossi e neri ormai sono di un altro tempo. Così si spera.

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