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Su Carolina Picchio e Tiziana Cantone…

Premessa:

Un Paese si vede anche da come tratta le donne. Si parla ancora poco oggi di cyberbullismo e revenge porn, ma alcune ragazze diventano carne da macello su Internet.  Sono vittime anch’esse, finite  alla gogna mediatica. Le vittime di questi reati, soprattutto donne, soffrono di depressione reattiva, disturbo d’ansia generalizzata o disturbo post traumatico da stress. Non parliamo poi della sofferenza esistenziale oltre a quella psichica. Ma molti “maschi” si rivelano davvero poco sensibili a questi stupri online. Come risolvere tutto ciò? Non ci dovrebbe essere l’anonimato su Internet e il porno amatoriale dovrebbe essere sempre verificato,  certificato. 

Sul Carolina Picchio:

Carolina Picchio si è suicidata a 14 anni. È morta di cyberbullismo. Non ha sopportato il peso di centinaia di ingiurie, dopo che alcuni suoi coetanei avevano messo un video in rete, che era diventato virale. I ragazzini colpevoli di aver approfittato di lei, mentre stava male, non erano pienamente consapevoli di ciò che stavano facendo. Forse più di tutto sono mancati a loro la coscienziosità e l’empatia. Erano comunque suoi coetanei e probabilmente non sapevano esattamente quello che stavano facendo. Non voglio dire che è colpa della società. Comunque trovo che ci vorrebbe una maggiore sensibilizzazione a riguardo. Un tempo c’erano il bullismo, il nonnismo, il mobbing. Attualmente è quasi scomparso il nonnismo, ma è apparso il cyberbullismo che può avere effetti devastanti sui giovani. Internet può diventare anche un inferno. È quello che è successo a Carolina. Carolina è stata lasciata sola. Quando è successo non c’era ancora nessuna legge sul cyberbullismo. Non è stata assistita da psicologi o psicoterapeuti. Non ha sopportato il peso delle offese e si è gettata dalla finestra di camera sua. Qualche esperto della mente avrebbe potuto spiegarle che tutto ciò che sembra inammissibile, intollerabile, insopportabile da adolescenti diventa una cosa di poco conto quando si è grandi. Invece era sola. Maledettamente sola. È rimasta prigioniera di un istante di profonda solitudine. Suo padre adesso va nelle scuole a tenere conferenze e a spiegare che ciò che è accaduto a sua figlia non deve più accadere.

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Ricordando Tiziana Cantone:

Il porno determina comportamenti stereotipati e offre agli adolescenti una visione distorta della sessualità. Questi ultimi crescono pensando che le dimensioni e le prestazioni sessuali siano l’unica cosa che conta nella vita. Pochi sanno le ripercussioni psicologiche di molte pornostar. Alcune addirittura in America si sono uccise. L’industria dell’hard in genere le spreme allo sfinimento e le sfrutta. Apparentemente le pornostar sembrano autorealizzate ed emancipate, ma in alcuni casi si lasciano sopraffare dal giudizio degli altri, specialmente quando diventano madri e disconoscono il loro passato. Ci saranno anche alcune starlette del porno libere e soddisfatte del loro mestiere, ma vanno messe in conto anche la fragilità e i risvolti interiori di queste giovani donne. Non parliamo poi con l’avvento di Internet della diffusione esponenziale del porno amatoriale. In questi casi le ragazze della porta accanto vengono riprese da telecamere nascoste oppure subiscono le vendette di ex-fidanzati, che pubblicano online i rapporti intimi di un tempo. Anche in questi casi in pochi si pongono il problema dei danni esistenziali e delle ripercussioni psicologiche subiti da queste ragazze, diventate delle pornoattrici loro malgrado. È inutile negare l’evidenza dei fatti. I siti porno sono tra i più visitati al mondo. Molti uomini sono allo stesso tempo pornografi e moralisti, sempre pronti a visitare siti hard e a giudicare frettolosamente senza alcuna pietà. Il caso di Tiziana Cantone però dovrebbe essere emblematico. Tiziana Cantone è una vittima. Il suo è stato un femminicidio virtuale.

Da Annotation (2019)

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